La settimana della Lingua Madre: rimettiamo al centro le culture

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La settimana della Lingua Madre: rimettiamo al centro le culture

Un invito a utilizzare l'occasione come momento di incontro tra culture diverse con laboratori, momenti di lettura, attività da fare assieme ai genitori dei più piccoli. Di Daniela Rubinsaglia, coordinatrice pedagogica del Comune di Torino

Anche quest’anno è arrivata la Settimana della Lingua Madre e il nido comunale La Pineta di Torino la festeggia perché le lingue madri nel nostro servizio sono tante, alcune arrivano da molto lontano e devono essere tutte conosciute per essere conservate. Quale miglior occasione per ricordare ai genitori di parlare ai bambini nella loro lingua perché tutte le lingue sono importanti e quindi tesoro da custodire. Quest’anno poi è un anno speciale perché il nostro progetto annuale ha come obiettivo lo sviluppo linguistico dei bambini.

La settimana della lingua madre è occasione proprio per valorizzare la ricchezza del patrimonio linguistico che un piccolo servizio come il nostro, che si rivolge ai più piccoli, ha la fortuna di avere. Nell’ambito dei pomeriggi di lettura che da anni, grazie al progetto Nati per leggere, offriamo ai nostri bambini e alle loro famiglie, l’appuntamento della Lingua madre si sta distinguendo come momento di festoso incontro tra lingue e dialetti diversi. I genitori ci raccontano storie, leggono filastrocche, cantano ninne nanne nelle loro lingue. I suoni, le parole, i toni di voce diversi affasciano bambini e adulti. È un momento magico importante per accorciare le distanze e far scoprire mondi nuovi dove al centro è la cultura.

Un contesto multiculturale

 

Il nostro nido è situato nella periferia nord di Torino, quartiere da sempre abitato da famiglie immigrate, ora le famiglie arrivano da tutto il mondo: Est Europa, nord Africa e Africa subsahariana, Sud America, Cina. Abbiamo la fortuna di entrare ogni anno in contatto con modi di vivere la scuola e la genitorialità, modi di comunicare e di relazionarsi molto diversi dai nostri e differenti tra loro. È davvero una risorsa che, se colta, arricchisce la professionalità degli educatori e non sclerotizza in metodi che sembrano poter funzionare per tutti. Se da un lato la multiculturalità è una risorsa, l’altra faccia della medaglia è la diffidenza, la difficoltà ad accettare modi diversi di relazionarsi, di comunicare ma anche di vivere la genitorialità, tra persone appartenenti a culture diverse.

Il bisogno di creare legami

 

Negli ultimi anni ci siamo accorte che i momenti di partecipazione che proponevamo alle famiglie, anche ai giovani genitori italiani, non erano più efficaci. Le conferenze con esperti, le riunioni, dove si parla molto e non c’è mai molto spazio per l’ascolto, non rispondono più ai bisogni di conoscenza del servizio, del progetto educativo di nido e di sostegno alla genitorialità.

È necessario creare legami, promuovere il benessere attraverso modi diversi di stare insieme e di dialogare.

I laboratori con i genitori

 

Oltre ai pomeriggi di lettura organizziamo momenti diversi per incontrarci a partire dai laboratori nel periodo dall’ambientamento. Le mamme quest’anno hanno scritto il nome del loro bambino per l’armadietto personale, raccontandoci, con l’aiuto di una giovane mediatrice, perché hanno scelto quel nome. Il significato del nome ci dice molto su che cosa i genitori augurano o si aspettano dai loro bambini e da noi.

Nel corso dei laboratori per costruire gli addobbi per l’albero di Natale, raccontiamo loro il progetto annuale di nido. Quest’anno le mamme hanno scritto nella loro lingua e poi tradotto, un desiderio per il loro bambino.

Nel laboratorio di fine anno le mamme descrivono il loro bambino alla fine del loro percorso al nido, attraverso un commento su un’immagine evocativa della vita del loro bambino al nido o attraverso la costruzione della scatola dei ricordi.
Infine, i laboratori per costruire giochi: quest’anno costruiremo insieme i vassoi montessoriani che parte rimarranno al nido e parte verranno portati a casa, quale suggerimento di gioco con i propri bambini.

Ogni momento significativo dell’anno viene colto per creare conoscenza e far nascere o consolidare la conoscenza reciproca e alimentare la fiducia nel servizio.

 

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Daniela Rubinsaglia : 14 Febbraio 2019

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