Il diario del bambino

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Il diario è per le famiglie una conferma dell’attenzione che il bambino riceve al nido. È per il bambino una preziosa memoria della sua infanzia. Rappresenta per gli educatori un’occasione di crescita professionale. Di Anna Lia Galardini

È una consuetudine di molti asili nido quella di realizzare un diario per ogni bambino. È un impegno notevole che richiede una riflessione specifica per farne un'opportunità di memoria utile per ogni bambino e per trasmettere alle famiglie il sapere e la sensibilità educativa del nido. Si tratta anche di un'occasione di crescita professionale perché la realizzazione del diario presuppone a monte un lavoro di osservazione e di riflessione che si dipana nel tempo e richiede il confronto con i colleghi e la condivisione della modalità di realizzazione nell'intero gruppo educativo del nido.

Il diario senza dubbio dà conferma dell'attenzione che il bambino riceve, infatti raccontare la storia di un bambino nei suoi giorni al nido significa riconoscere la presenza di un adulto che lo ha osservato e che ne sa valorizzare le caratteristiche e la crescita.

È anche un modo per mettere in valore il nido ed le scelte educative che propone, per dare visibilità alla ricchezza delle esperienze e delle situazioni in cui ogni bambino è immerso. Si tratta di trasmettere all'esterno una cultura educativa che ancora è sottovalutata e un'immagine dell'infanzia che può contrastare una deriva della società attuale che non è capace di mettere in primo piano i diritti e i bisogni dei bambini.

La memoria dell'infanzia si costruisce attraverso l'immagine di noi che abbiamo ricevuto dalle persone più significative, quelle che con le quali abbiamo avuto maggiori legami di affetto. Per questo raccogliere le tracce della storia di un bambino non è solo un gesto di affetto, ma significa offrirgli un serbatoio prezioso al quale poter attingere nel percorso di formazione della sua identità. Il diario si propone quindi come un dono personale prezioso, non tanto come un adempimento formale.

Ci sono vari modi di pensare al diario. Possiamo ricondurli a due orientamenti principali che a loro volta seguono scelte operative diverse. Uno è quello di mettere in valore in particolare l'identità di ogni bambino e gli aspetti che lo rendono unico. Si tratta in questo caso di un diario che parla delle sue preferenze, della sua famiglia, dei suoi legami affettivi. E' la storia di un percorso individuale di crescita che certo partecipa di una storia collettiva, ma che è orientata prevalentemente all'ascolto del singolo bambino, che ne coglie alcuni momenti speciali, trattiene le sue parole, le sue emozioni, tante piccole storie significative.

Un'altra scelta è quella che si orienta a raccontare il significato delle esperienze che il bambino fa al nido e il loro sviluppo nel tempo, che ripropone la documentazione dei progetti che il nido ha portato avanti, le attività con le famiglie, le uscite, il rapporto con il territorio.

Il diario del bambino è comunque una parte importante del lavoro di documentazione. Una documentazione indirizzata in modo particolare alla famiglia, ma anche al bambino stesso. Sollecita gli educatori a una rilettura riflessiva delle osservazioni che compiono durante la pratica educativa, a fare selezioni e scelte finalizzate ad una buona comunicazione del loro lavoro. È un'occasione per ripensare complessivamente alla vita del nido e per mettere al centro le relazioni che si stabiliscono con i bambini e con le loro famiglie.

 

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Anna Lia Galardini: 11 Febbraio 2019

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