Le bizze dei piccoli, le regole degli adulti

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I bambini fanno di tutto per obbligare i genitori a stabilire dei limiti: senza disciplina si sentono soli e impauriti. Ma come possiamo dare le regole?
bambina_capricci

La “fase dell'opposizione” ha inizio intorno ai 18 mesi. È caratterizzata da capricci plateali e dall'uso della parola “no” con ostinazione. Questo comportamento negativo serve al bambino per sostenere la sua indipendenza ma anche per sondare quanto i genitori sono in grado di contenerlo e capire ciò che è permesso da ciò che non lo è. I bambini fanno di tutto per obbligare i genitori a stabilire dei limiti anche attraverso evidenti provocazioni.
L'espressione di questi intensi conflitti e sentimenti negativi va vista come necessaria al bambino per esprimere la sua energia e la ricerca di autonomia. Il compito dei genitori è di accettarli ma, contemporaneamente, aiutare il bambino ad imparare a contenerli. 
Da questa capacità del genitore di essere autorevole dipenderà la durata e l'evoluzione della fase di opposizione. Spesso i genitori che lavorano tutto il giorno si sentono in colpa, desiderano evitare il conflitto con i propri figli e non sopportano quindi l'idea di dover imporre una disciplina. Ma proprio un' educazione coerente diventa espressione del loro amore per il bambino. Disciplinare infatti significa insegnare, non punire. Senza disciplina i bambini diventano inquieti e paradossalmente si sentono soli e impauriti. Una disciplina costante, riservata alle questioni importanti, non è una minaccia alla personalità del bambino. Ovviamente si educa con l'esempio. Sarà fondamentale perciò un clima familiare sereno, rispetto reciproco, dove si dice per favore e grazie, dove ci si aiuta e si fanno le cose insieme.

Le regole

Le regole devono essere:

• poche, specifiche e non generiche evitando di riprendere il bambino in continuazione;

• espresse in positivo eliminando i NO e i NON per cui “non correre” diventa “cammina per favore”...;

• espresse in tono calmo, sicuro e rispettoso, mai aggressivo e arrogante. Sgridare, alzare la voce, perdere la calma, fa capire al bambino che non abbiamo più il controllo della situazione;

• ben comprese, va chiesta conferma che il concetto sia passato correttamente: “ripetimi...”

Dare attenzione solo ai comportamenti sbagliati e non ai comportamenti corretti è un grosso errore per cui è utile:

  • cogliere e rimarcare le cose ben fatte;
  • rinforzare i comportamenti corretti piuttosto che punire gli errori. Si possono far seguire ai comportamenti corretti conseguenze gratificanti (hai rimesso i giocattoli in ordine, possiamo andare a comprarci il gelato...)

Infine una disciplina che aiuta a crescere e preserva l'autostima del bambino non deve mai dimenticare di dare la possibilità di:

  • ripetere l'azione nel modo giusto per far riacquistare al bambino l'autocontrollo e la sensazione di essere capace;
  • dare l'opportunità di rimediare il danno: chiedere scusa, aiutare a pulire, riparare un oggetto insieme.

La ricerca di attenzione, l'importanza dello sguardo

Spesso il bambino interrompe il gioco e richiama l' attenzione del genitore facendo improvvisamente capricci o richieste insistenti e piagnucolii. Ha scoperto che è un modo efficace per ottenere il suo sguardo su di lui anche se in modo negativo. È possibile rimarcare che “se hai bisogno di me non è questo il modo di chiedere” o “se piagnucoli non ti ascolto” e farlo, ma il modo migliore è quello di assicurarsi che ci siano dei momenti regolari di gioco e attenzione da dedicare solo al bambino e non concedere momenti come questi solo perché ha attirato in tutti i modi la vostra attenzione. Ricordiamoci infine che perché un bambino possa evolversi in un adulto sano e compiuto è essenziale che sia “visto”, che sia oggetto di attenzione indipendentemente dall’idea che si ha di loro o di come vi piacerebbe che fossero.

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