Difficoltà di attenzione e iperattività anche nei piccoli?

Entra in Giunti Scuola

Hai dimenticato i dati di accesso?

Non sei ancora registrato?

Entra anche tu a far parte della più grande community di insegnanti italiani sul web!

Perché dovrei registrarmi?

Array
(
    [cmg_userData] => Array
        (
            [localhost%%gs_prod] => Array
                (
                    [profile] => ANONYMOUS
                    [groups] => Array
                        (
                            [-2] => SanchoEverybody
                        )

                )

        )

    [cmg_channels] => Array
        (
            [PX4VBX4B] => Array
                (
                    [type] => method
                    [methodName] => cmg_processURL
                )

            [A6ZXAWAW] => Array
                (
                    [type] => method
                    [methodName] => sancho_Object_showUp
                )

            [SZLMQHW6] => Array
                (
                    [type] => method
                    [methodName] => sancho_Object_showUp
                )

        )

    [cmg_lang] => it
)
/var/www/custom/src/gs/loginBar/index.html:20:boolean true
/var/www/custom/src/gs/loginBar/index.html:21:string '-3' (length=2)
/var/www/custom/src/gs/loginBar/index.html:22:int -3

Difficoltà di attenzione e iperattività anche nei piccoli?

Si possono avere evidenze della presenza del disturbo già in età prescolare, dai tre anni. Di Beatrice De Biasi, psicologa psicoterapeuta.

Nonostante la valutazione e la diagnosi del disturbo dell’attenzione e iperattività possano essere fatte quando il bambino è ormai alla scuola primaria, si possono avere evidenze della presenza del disturbo già dai tre anni.
Indicatori temperamentali precoci:
➢ 4 mesi: irritabilità, inconsolabilità, difficoltà di adattamento, irregolarità dei ritmi
➢ 7 mesi: ridotta focalizzazione attentiva
➢ 12 mesi: ridotta vigilanza, elevata attività motoria, disregolazione emotiva
➢ 25 mesi: ridotto controllo inibitorio

Fin da piccoli quindi i bambini con questo disturbo si presentano come molto irritabili, inclini ad un pianto poco consolabile; presentano difficoltà legate al sonno e all’alimentazione; sono facilmente frustrabili e fanno difficoltà a rispettare le regole; molto attivi tanto da iniziare a camminare precocemente; sono caratterizzati dall’assenza di paura e da condotte pericolose.
Rispetto alle relazioni si è potuto osservare che i bambini prescolari con disturbo dell’attenzione e iperattività giocano da soli significativamente più dei controlli; mostrano un maggior numero di transizioni nel gioco; presentano un maggior numero di comportamenti disturbanti durante le transizioni (entrata o uscita da un gioco); infine sperimentano il rifiuto sociale dei coetanei tre volte più spesso dei controlli. Tutto ciò comporta un elevato livello di frustrazione per il bambino con la conseguente messa in atto di comportamenti aggressivi da parte sua.

Il confine tra disturbo e aspetti educativi


Spesso i genitori considerano tali comportamenti disfunzionali una fase transitoria o li considerano una intenzione oppositiva del bambino. Sopravvalutano le capacità di gestione del bambino probabilmente perché non si devono ancora confrontare con le richieste esigenti da parte del contesto scolastico.
Il fatto che i bambini di oggi siano un po' tutti genericamente iperattivati e poco capaci di autocontrollo non aiuta a stabilire il confine tra la presenza di un disturbo e aspetti puramente educativi.

I diversi stili dei genitori 


Di fronte ad un bambino "difficile" i genitori oscillano tra due posizioni: uno stile educativo iperautoritario oppure l’assecondare i “capricci” del bambino per sfuggire al fastidio, assecondandolo e giustificandolo, finendo per renderlo ingestibile. In ogni caso ignorano il fatto che non è in sé l’educazione a causare il problema e che la consulenza di un esperto potrebbe aiutarli a definire strategie di regolazione per contenere tali comportamenti problematici.

 Le strategie di base con bambini molto piccoli


In ogni caso le strategie di base fondamentali con bambini molto piccoli sono:
La modellizzazione: processo in cui il genitore si pone come modello da imitare, mostra come si fanno le cose descrivendo il processo verbalmente. Parlare da soli davanti al bambino è un ottimo modo per fargli capire che parlare a se stessi è qualcosa che facciamo tutti per regolare i nostri comportamenti. Attenzione quindi ai modelli negativi che il genitore propone come il disordine, la fretta, la rabbia…
La ripetizione: ripetere fa bene. I bambini hanno bisogno di sentirsi ribadire tante volte la routine. Spesso un bambino potrebbe non avere chiara una istruzione come “vai a mettere a posto la stanza” potrebbe non avere una chiara immagine visiva per cui sono utili le immagini;
La coerenza: per imparare regole e procedure occorre coerenza anche tra le diverse persone che si occupano del bambino e pochi cambiamenti.

Commenti

Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti.
Entra in Giunti Scuola