Tempi e spazi che coltivano benessere al nido

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Tempi e spazi che coltivano benessere al nido

Quali sono le condizioni che consentono al bambino, ma anche agli adulti intorno a lui, di sentirsi bene e di essere a proprio agio nei diversi momenti della giornata educativa? Di Anna Lia Galardini

Il nido è un luogo di vita dove ogni bambino entra intero con la sua storia e la globalità dei suoi bisogni, dove le esperienze acquistano significato a partire dalle emozioni e dagli affetti, dove sono le relazioni, le attività ricorrenti della vita quotidiana, l’organizzazione del tempo e dello spazio a concorrere maggiormente al benessere di tutti, dei bambini e degli adulti. Ed è solo a partire da un sentimento di benessere che è possibile sostenere nei bambini la voglia di aprirsi all’esplorazione del mondo e all’incontro con gli altri, cioè la capacità di misurarsi con tutte le potenzialità di crescita.

Per questo è indispensabile prima di tutto dare vita a quelle condizioni che consentono al bambino, ma anche agli adulti intorno a lui, di sentirsi bene e di essere a proprio agio nei diversi momenti della giornata educativa.

Che cosa significa promuovere benessere?


Promuovere benessere significa dare accoglienza, riconoscimento, cura, attenzione alle emozioni, attraverso il comportamento competente e sensibile degli educatori, ma anche prendere in carico la qualità degli spazi e dei tempi, perché ogni azione educativa si colloca in uno spazio e in un tempo ed è influenzata in modo forte dalle condizioni ambientali e dei ritmi temporali.
Allestire spazi confortevoli, dare valore alla valenza affettiva degli oggetti, non traduce solo la volontà di porre attenzione ad una dimensione funzionale o estetica, ma esprime l’impegno da parte degli educatori di privilegiare il piacere di essere in un luogo che esprime cura e accoglienza e che fa stare bene.
Allo stesso modo il benessere passa attraverso un buon uso del tempo, il che significa trovare il tempo giusto per rispondere alle diverse esigenze. Prevedere tempi lunghi e non frettolosi, programmare le routine, come l’ingresso al mattino e il commiato, come il pranzo ed il riposo, con ritmi distesi, conferisce alla giornata educativa armonia. Un tempo lento testimonia la volontà di dare valore a tutte le occasioni che consentono all’adulto di rivolgere al bambino quei gesti di cura e di riconoscimento, che prendono avvio da un rapporto individualizzato e di particolare vicinanza.

Anche la costruzione di buone relazioni richiede tempo. Ci vuole una consuetudine a stare in piccoli gruppi, che permetta di rispettare legami tra bambini che nascono sulla base di affinità e di esigenze particolari, ci vuole una disponibilità a utilizzare ogni occasione favorevole alla relazione individuale. Un buon clima sociale dà benessere ed una socialità positiva nasce dal saper condividere, dal piacere di essere insieme tra amici e richiede il tempo lento dell’ascolto reciproco.

L'importanza del gioco


Infine coltivare il benessere dei bambini significa anche rispettare il loro diritto al gioco e quindi dare al gioco tempi non residuali nella giornata educativa. È il gioco che dà piacere al bambino e che gli consente di esprimere emozioni e competenze. Giocare e saper giocare sono un segnale importante del benessere del bambino, quindi è necessario predisporre per tutta la giornata tempi per il gioco libero, creando spazi ben caratterizzati per evidenziarne l’uso. Il nido deve dare ai bambini il tempo del gioco, grande risorsa per la loro vita emotiva e per la loro crescita, che rappresenta per eccellenza il tempo magico ed irripetibile dell’infanzia.

 

 

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