Il bambino al centro

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Le parole chiave di un progetto educativo rivolto all’infanzia: cura, benessere, relazioni, gioco, esperienze. I servizi per i più piccoli devono avere un chiaro riconoscimento come luoghi di educazione, che producono nei bambini benefici a lungo termine, perché capaci di alimentare abilità cognitive e sociali spendibili nel corso della vita. Di Anna Lia Galardini.

Principale obiettivo dei servizi per i più piccoli è quello di avere un chiaro riconoscimento come luoghi di educazione. Contesti che offrono stimolo alle potenzialità evolutive al pari degli altri segmenti formativi e che producono nei bambini benefici a lungo termine, perché capaci di alimentare abilità cognitive e sociali spendibili nel corso della vita.
È questa identità educativa che rende importante l’investimento sui servizi all’infanzia e la promozione degli aspetti che ne determinano la qualità. Ciò richiede di mettere al centro del progetto i bambini, le loro esigenze e i loro diritti. Mettere al centro i bambini significa affermare che ogni bambino è unico e irripetibile, con una storia che deve essere riconosciuta e accolta. Significa che l’adulto educatore deve saper creare un ambiente sicuro e familiare dove i bambini possano stare bene. Un ambiente che esprima cura e rispetto attraverso la valorizzazione di quegli elementi, meno tangibili, ma non per questo meno influenti, che riguardano le percezioni e l’affettività.
La proposta educativa deve dare valore a quelli che sono i bisogni fondamentali nei primi anni di vita, in un periodo così fecondo di risorse evolutive, quindi dare spazio e riconoscimento al gioco, offrire occasioni da condividere con altri bambini, sollecitare esperienze che incoraggino il piacere di apprendere, a contatto con la natura.
Le parole chiave di un progetto educativo rivolto all’infanzia diventano perciò cura, benessere, relazioni, gioco, esperienze. È su questi temi che la rivista vuole richiamare l’attenzione degli educatori, impegnandosi nella ricerca di contributi teorici e operativi che possano far crescere le loro competenze professionali e alimentare la consapevolezza del loro agire la relazione con i bambini.

 

Editoriale di "Nidi d'infanzia" n. 4 2016/2017

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