Nutrire non è "riempire": l'obesità dei bambini

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Nutrire non è "riempire": l'obesità dei bambini

I piccolissimi non sono ancora in grado di darsi dei limiti rispetto al cibo: il ruolo "contenitivo" degli adulti. Di Alessia Marcassa, Psicologa, Centro CPF – FIDA Torino.

Negli ultimi anni nel mondo il numero di bambini e adolescenti obesi è aumentato e in Italia è cresciuto di quasi 3 volte dal 2016. Questo è quanto emerge dallo studio condotto dall'Imperial College di Londra e dall'Organizzazione Mondiale della Sanità. Le cause possono essere molteplici ma credo fortemente che abbiano origini profonde. Il cibo diviene, soprattutto nei primi anni di vita, lo scambio comunicativo privilegiato tra i bambini e gli adulti che se ne prendono cura. Offrire spesso il cibo non riguarda solo l'alimentazione ma può avere anche una valenza di contenimento emotivo. Quando non si tollerano certi stati emotivi dei neonati spesso si ricorre a manovre di riempimento per non sentire crisi di agitazione o pianti insistenti. È molto difficile confrontarsi con la disperazione del bambino soprattutto perché i neonati non hanno ancora la capacità di utilizzare la parola e quindi di poter dare voce a sensazioni interne che rimangono apparentemente non elaborate e significate. Il loro stare nel mondo e gli scambi tra l'interno e l'esterno sono veicolati da gesti, sguardi e vocalizzi. Sarà quindi necessario utilizzare il loro stesso linguaggio per poter comunicare con loro sostituendo le azioni con scambi emotivi veicolati da giochi o il racconto di favole. Si scoprirà che i bambini sono più interessati all'interazione che al cibo. Se il riempimento di cibo diviene una manovra abituale per placare stati di angoscia o di rabbia, si iscriverà nel bambino come modalità compensatoria che metterà, o potrebbe mettere in atto, in fasi successive dello sviluppo per far fronte a sentimenti di vuoto o di frustrazione non avendone acquisiti e sperimentati altri. Il riuscire a non ricorrere al cibo come mezzo attraverso il quale il bambino può trovare sollievo sarà fondamentale perché non divenga l'unico strumento che sarà in grado di controllare, in apparenza, i suoi stati interni. È bene che l'adulto non si sottragga dal ruolo normativo e contenitivo anche quando la situazione può divenire complicata e talvolta difficile da gestire. Spesso i genitori quando sentono i bambini piangere entrano in uno stato d'allarme pensando di non fare abbastanza o di non dare a sufficienza, in realtà ogni pianto o capriccio cela una richiesta di cura e di accudimento che talvolta va a assecondato e altre volte bisogna aiutare a tollerare l'attesa.

Bisogni e desideri dei bambini

Quando i bambini sono in sovrappeso è perché avviene una scarsa regolazione del sistema di bisogni e desideri che spesso di confondono e si sovrappongono. Se i bambini saranno aiutati a discernere il bisogno di cibo con il desiderio di accudimento e di vicinanza saranno aiutati anche maggiormente a comprendersi e quando cresceranno avranno più chiaro ciò che vivono internamente. Spesso si confonde il dar da mangiare con il nutrire, ma se nel primo c'è uno scambio concreto, nel secondo c'è la trasmissione di contenuti emotivi fondamentali affinché acquisiscano il senso di cura e di limite che veicola il rapporto con il cibo. I neonati non sono ancora in grado di darsi dei limiti rispetto al cibo perché tutto il passaggio nutritivo avviene attraverso la mente e i gesti dei genitori; nonostante questo è fondamentale poter far passare il senso del limite e farlo sperimentare attraverso l'accudimento in quanto saranno poi manovre che verranno messe in atto in tempi successivi. Se i bambini vengono aiutati a sostare in emozioni che non riguardano sempre il piacere immediato ma anche la mancanza e l'attesa si svilupperà lo stimolo a desiderare ricercando un qualcosa a cui loro tengono davvero e non un godimento immediato veicolato da aggressività e impulsività. Con questi sentimenti spesso devono confrontarsi i bambini che non hanno iscritto nella loro sfera emotiva il senso del limite che trovano una manifestazione nella difficoltà nella gestione del cibo.
 

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