Dal latte ai cibi nuovi: il gusto, un senso imitativo

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Dal latte ai cibi nuovi: il gusto, un senso imitativo

Perché i bambini spesso sperimentano gusti nuovi al nido e non a casa? Quanto è importante il comportamento degli adulti  di riferimento riguardo all'alimentazione? Di Alessia Marcassa, psicologa

Il gusto è uno dei cinque sensi che si attiva nel momento in cui ogni essere umano viene al mondo. In un primo momento l’unico gusto che il bambino sente è quello del latte materno o artificiale che diviene la prima forma di nutrimento. Attraverso esso passano anche tutta una serie di sensazioni corporee che il bambino assocerà al gusto del latte, come il calore materno o la sensazione di essere sorretti da qualcuno. La richiesta del latte e quindi il voler sentire quel gusto sarà non solo una richiesta di nutrimento ma anche una richiesta di vicinanza fisica ed emotiva. Questa vicinanza sarà veicolata dalle emozioni che proverà il genitore in quel momento: potrà essere uno scambio veloce dettato dall’obbligo di offrire il latte, oppure uno scambio attento e dedicato. Numerose ricerche hanno dimostrato che la modalità di offrire il latte è indicativa per il processo digestivo, i bambini che ricevono il latte in posizioni “scomode” e troppo velocemente hanno, nella maggioranza dei casi, problemi nella digestione con numerosi rigurgiti o coliche più frequenti. Con il passare del tempo diviene importante offrire il latte in momenti scanditi della giornata e sempre negli stessi orari in modo tale che il bambino incominci ad acquisire gradualmente un’autoregolazione interna. Far mangiare il bambino a qualsiasi ora del giorno, andando a volte dietro a richieste continue, non lo aiuterà nella regolazione dei propri stati interni. Spesso questi bimbi non richiedono solamente il cibo come forma di riempimento ma una figura adulta a loro dedicata.

Gusti nuovi

Durante lo svezzamento, che dovrebbe avvenire circa tra i 5 e 6 mesi, il bambino incomincerà a sperimentare gusti nuovi e questo importante passaggio merita molta attenzione da parte delle figure genitoriali. Tanto più i cibi nuovi verranno proposti con cura e con un atteggiamento positivo e accudente, tanto più questi cambiamenti saranno accettati di buon grado da parte del bambino. In generale ogni cambiamento provoca spaesamento e comporta una modificazione di un assetto di certezze e sicurezze acquisite nel corso del tempo che vanno ripensate. Per questo motivo è fondamentale che il bambino venga accompagnato in queste nuove acquisizioni affinché possano avvenire senza troppe paure o rigidità. Ai bambini piacerà assaggiare cibi nuovi e provare quindi dei nuovi gusti tanto più i genitori saranno entusiasti e desiderosi di far sperimentare delle novità ai propri figli.

I bambini imitano gli adulti

I bambini, anche dal punto di vista del cibo, imitano molto gli adulti che hanno intorno quindi se vedranno che i genitori hanno abitudini alimentari varie, sperimentando spesso dei cibi nuovi saranno anche loro per imitazione più portati a farlo. Comprenderanno da un punto di vista inconscio che le novità, se pur sconosciute, non fanno paura e possono essere affrontate. Più i bambini acquisiscono questa sicurezza nello sperimentare nuovi gusti tanto più si sentiranno liberi nell’andare incontro a loro desideri che non verranno repressi ma ascoltati. Difficilmente un bambino sperimenta cibi nuovi da solo, o lo fa imitando qualcuno, come un adulto o un coetaneo, oppure continuerà a cibarsi sempre dei soliti alimenti che lo rendono più sicuro.

Al nido e  a scuola

Quando i bambini accedono a contesti altri rispetto all’ambiente familiare, come asili o scuole, inevitabilmente si trovano a sperimentare cibi nuovi o comunque preparati da persone estranee alla famiglia. È importante che il bambino non senta il cibo come elemento in cui si strutturano paure e angosce perché, in questo caso, sarà più difficile vivere il momento della mensa come distensivo e piacevole. Molto spesso capita che certi bambini mangino cibi diversi nei contesti istituzionali rispetto che nell’ambiente domestico perché sono due ambiti relazionali e di vita differenti in cui sperimentano altri legami con determinate caratteristiche. Ci potranno essere bambini più portati a sperimentare cibi nuovi nel contesto scolastico perché più inclini ad adattarsi ad un certo tipo di ambiente, oppure perché imitare i coetanei li rende più simili, sentendo la diversità come un sentimento difficile da gestire. Oppure ci possono essere bambini che sperimentano di più a casa perché sentono di avere più sicurezze e meno confronti con altri. Possiamo quindi dire che lo sperimentare nuovi gusti passa attraverso un legame imitativo e relazionale in cui il bambino acquisirà competenze non solo dal punto di vista alimentare ma anche emotivo.


 

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