"Il bambino mangerà?" Affidarsi e affidare

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Le abitudini familiari possono "scontrarsi" con quelle del nido. Una buona comunicazione educatori-famiglia e una graduale introduzione delle novità possono evitare capricci e difficoltà. Di Alessia Marcassa, Psicologa, Centro CPF – FIDA Torino.

I genitori si trovano spesso ad affidare i propri bimbi alle cure di altre persone, come agi educatori o maestri. Spesso i mesi estivi rappresentano momenti importanti per lo sviluppo dei bambini più piccoli, perché possono raggiungere tappe evolutive necessarie agevolati dal fatto che i genitori hanno più tempo da dedicare loro attenzione e accudimento. Alcuni possono cominciare a camminare, essere aiutati nei ritmi sonno veglia, acquisire il controllo sfinterico o anche incominciare la delicata fase dello svezzamento. Tutte le acquisizioni che i bambini hanno fatto, grazie a questa importante vicinanza, non devono essere perdute al ritorno alla quotidianità e per questo motivo è fondamentale che i genitori si prendano del tempo per spiegare alle persone affidatarie come i loro figli hanno acquisito certe autonomie e quali strategie hanno usato e stanno utilizzando per far mantenere certe acquisizioni. Questo passaggio diventa importante per non far provare un senso di disorientamento nel bambino di fronte a persone altre che adotteranno con lui altri atteggiamenti o stili di accudimento differenti. Ogni bambino ha un rapporto diverso con ciascuna figura che si prende cura di lui, ma è necessario che sia aiutato a non perdere le sicurezze acquisite.
Nei primi tempi, anche successivi all'inserimento al nido o a scuola, è probabile osservare nei bambini  reazioni di nervosismo e di rabbia: può essere anche una reazione al lungo perido estivo passato a casa o in vacanza. Questi sentimenti possono portare il bambino a mangiare meno con gli altri rispetto che con i genitori, segnalando una difficoltà di separazione.

Abituare gradualmente alle novità

È fondamentale che il bambino riceva il cibo da più figure, in questo modo lo si aiuterà a non focalizzarsi su una sola persona e percepire un senso di esclusività. I bambini tendono ad abituarsi ai gesti ripetuti nel tempo e anche il nutrimento non fa eccezione: se il bambino verrà sempre nutrito dalla madre difficilmente accetterà senza capricci il cibo da altri. Queste accortezze gli consentiranno di accettare il cibo più facilmente da persone esterne alla coppia genitoriale come le maestre.
È importante che i genitori segnalino le abitudini alimentari dei propri figli in modo tale che gli educatori, o chi per loro, non sforzino il bambino a provare cibi mai provati prima e che potrebbero creare diffidenza o blocchi poi difficili da superare successivamente. Gli educatori/maestri potranno far assaggiare cibi nuovi dopo qualche mese dall'inserimento in modo tale che non debba affrontare troppe novità. Tutte le introduzioni, sia esse di carattere alimentare o di comportamento, è bene che vengano iscritte nella vita dei bambini in un ambiente che loro sentono stabile e sicuro per poter essere mantenute nel tempo. 

Gli autori ricordano che qui sono dati consigli generali; per una consulenza personalizzata è sempre opportuno rivolgersi direttamente ad uno specialista.

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