I progetti sono pianeti, la didattica è il Sole

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La valigia magica di Umberto, il fratino di Mondragone... Tutti i percorsi originali devono essere ancorati al contesto e alla didattica quotidiana. Di M. Concetta Messina. 

umberto

In occasione dell’Open day dello scorso anno, mentre mi accingevo ad illustrare ai genitori dei potenziali futuri alunni la diversa tipologia dei tempi scuola e di organizzazione oraria, la domanda dalla platea è arrivata puntuale a dirottare la traiettoria del discorso: "Quali sono i progetti della scuola?". Non so come mi sia venuto in mente, ma in un attimo, prima di iniziare ad annoverare un elenco autoincensatorio di iniziative, ho risposto con una metafora astronomica: "So che a molti di voi suonerà strano, ma non sono i progetti a fare la differenza tra una scuola e l’altra. I progetti sono come dei piccoli pianeti che ruotano attorno al Sole. Il Sole è la didattica delle discipline: fonte di energia e luce per i pianeti attorno".

La valigia di Umberto

La mia scuola si trova in mezzo ad un magnifico parco e da anni le maestre organizzano un progetto ambientale che prevede degli incontri con Umberto, un grande esperto della fauna e della flora locale. Egli fa il suo ingresso nelle classi con una valigia magica da cui estrae provette, barattoli e vetrini in cui fanno bella mostra resti di uccelli, uova, fossili, nidi, insetti di ogni genere che i bambini sgomitano per osservare con avidità.

Per argomentare la mia metafora, ho spiegato ai genitori che anche la bellissima esperienza che i bambini fanno con Umberto, rimarrebbe isolata e poco “ancorata” se i bambini non avessero già in parte elaborato delle conoscenze pregresse attraverso le discipline tradizionali. Se non avessero, almeno in parte, sperimentato il ciclo vitale degli esseri vivienti, se non avessero alcuna idea dell’ambiente parco, se non avessero osservato il cadere delle foglie. Non solo, ogni tipo di progetto avrebbe poco senso se in classe non si continuasse ad approfondire, a creare legami, a stabilire agganci, ad espandere e a rendere versatile ciò che con il progetto si impara.
Ho detto ai genitori quindi che i progetti costituiscono percorsi alternativi alla didattica tradizionale ma non solo non la sostituiscono, ne derivano e ne dipendono in toto. Non sono sicura di aver convinto la mia platea, il mercato-progetti è davvero aggressivo, ma spero almeno di aver fatto passare il messaggio tra gli insegnanti presenti.

Il fratino di Mondragone

A farmi riflettere su un’altra questione è intervenuto un episodio accadutomi qualche tempo fa.
Mentre rientravo a casa in macchina una sera tardi, ascoltai rapita una trasmissione radiofonica in cui una giornalista raccontava un’esperienza fatta dagli alunni delle classi quinte di una scuola primaria di Mondragone. Con gli esperti dell’associazione Ardea, i bambini hanno imparato a conoscere il fratino, un piccolo e raro uccellino che vive e nidifica nelle dune delle loro coste. Oltre a recarsi direttamente sulla spiaggia per rilevarne la presenza, hanno raccolto informazioni circa le sue abitudini alimentari, le caratteristiche peculiari della sua specie, la sua riproduzione e il suo comportamento.

La cosa però non è rimasta fine a se stessa: gli alunni hanno stilato un vademecum di regole da seguire per la creazione di un’area protetta, di una porzione di spiaggia da destinare e riservare al fratino. Il vademecum è quindi stato presentato all’ente comunale affinché si provveda a realizzarlo.
Il progetto ha così consentito di approdare a concetti trasversali quali il rispetto ambientale, l’ecosistema spiaggia e la biodiversità.

      

A ciascuno il suo

Ho subito pensato al mio paese di origine, Valledoria, in Sardegna, situato sul mare e costeggiato dal fiume Coghinas. Anche lì, a poche centinaia di metri dalle aule scolastiche, vivono e si riproducono rare specie di piante e animali, l’osservazione dei quali costituisce una miniera ricchissima di spunti di lavoro e approfondimenti.

Non basta quindi che i progetti traggano vita ed energia dalla didattica tradizionale ma, perché siano effettivamente integrati nel cuore delle discipline di studio, dovrebbero anche essere attinti possibilmente dallo specifico contesto che caratterizza ogni singola realtà scolastica. La valigia di Umberto, per quanto ricca e interessante, non sprigionerebbe la stessa magia tra i banchi di Mondragone e il fratino si sentirebbe decisamente fuori luogo tra i fitti rami del nostro parco romano.

    

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Commenti

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    mariafranca

    10:59, 15 Aprile 2018
    Mi piace e condivido quanto espresso nell'articolo; molto spesso si rincorrono progetti di ogni genere per
    avere sovvenzioni e si perde di vista "... il contesto della didattica quotidiana" come afferma la dottoressa
    M. Concetta Messina