Un presepe con materiali di riciclo

Entra in Giunti Scuola

Hai dimenticato i dati di accesso?

Non sei ancora registrato?

Entra anche tu a far parte della più grande community di insegnanti italiani sul web!

Perché dovrei registrarmi?

Array
(
    [cmg_userData] => Array
        (
            [localhost%%gs_prod] => Array
                (
                    [profile] => ANONYMOUS
                    [groups] => Array
                        (
                            [-2] => SanchoEverybody
                        )

                )

        )

    [cmg_channels] => Array
        (
            [F9MAMYIY] => Array
                (
                    [type] => method
                    [methodName] => cmg_processURL
                )

            [49ECUQU7] => Array
                (
                    [type] => method
                    [methodName] => sancho_Object_showUp
                )

            [RBYDTQ9X] => Array
                (
                    [type] => method
                    [methodName] => sancho_Object_showUp
                )

        )

    [cmg_lang] => 
)
/var/www/custom/src/gs/loginBar/index.html:20:boolean true
/var/www/custom/src/gs/loginBar/index.html:21:string '-3' (length=2)
/var/www/custom/src/gs/loginBar/index.html:22:int -3

Tanti spunti dalla rete nazionale delle scuole “Green”: per insegnare ai bambini che le cose possono avere una seconda vita, usiamo solo materiale reperibile a scuola o a casa. Di M. Concetta Messina

presepe plastica5

Lo scorso cinque dicembre si è istituita ufficialmente la rete nazionale  delle scuole “Green”, che qualche giorno fa è stata al centro di un incontro molto partecipato presso il MIUR.

Sulla scia dell’ondata  verde lanciata da Greta Thumberg e dal suo movimento “FridaysForFuture”, il riversarsi  nelle piazze  di studenti di ogni età  a difesa del Pianeta, ha spinto anche molti dirigenti scolastici  ed insegnanti a muoversi verso la nuova direzione.

La neonata rete si inserisce nel più ampio progetto internazionale  delle Green Schools  ispirato ai 17 obiettivi sullo sviluppo sostenibile previsti dall’Agenda europea 2030, ed ha come scopo primario la  promozione  della cultura del rispetto ambientale.

 

Non abusare della carta

L’iniziativa è encomiabile, ma per evitare che l’entusiasmo si disperda in qualche isolato progetto o si risolva  nell’inserimento  tra i Programmi scolastici dell’ennesima materia da insegnare, quali sono i sistemi per educare naturalmente i nostri alunni  a sentirsi ospiti e non padroni  del mondo in cui viviamo? Mi rispondo che in questo caso, molto più che in altri, sono più efficaci le pratiche delle altisonanti teorie. Soprattutto con i bambini. Penso a due soli esempi, molto semplici.

Il primo riguarda la carta. Non basta spiegare ai bambini la fotosintesi clorofilliana e dire loro che gli alberi sono il polmone del pianeta, se quotidianamente la nostra didattica si alimenta in modo bulimico di fotocopie, prodotte tra l’altro da toner inquinanti.  Tanto più che, oggi più di ieri, bisognerebbe cominciare ad interrogarsi sull’utilità  delle fotocopie, dato l’aumento esponenziale del numero di pagine, appunto, già a disposizione dei nostri piccoli studenti.

Parliamo ai bambini di come si fa la carta e stringiamo con loro il patto di non sprecarla, piuttosto che chiedergli una risma di fogli a testa ad ogni inizio d’anno, come spesso ho visto fare.

 

  

 

Dare nuova vita alle cose

Il secondo esempio riguarda  il riciclo, che nella scuola primaria trova linfa vitale perché fa leva sulla fantasia dei bambini. Quando ancora non esistevano i temperini  con raccoglitore annesso,  i miei alunni si munivano di un bicchierino per lo yogurt che incastravano nel foro tondo per il calamaio reperto dei banchi sino a qualche tempo fa, e la prima volta che insegnai matematica fu con  i tappi di plastica che i miei alunni appresero il concetto di quantità numerica.

  

Un presepe tutto “green”

Siamo a Natale. Questo periodo è il migliore per insegnare ai bambini che le cose possono avere una seconda vita. Per fare i lavoretti manuali che precedono le vacanze, usiamo solo materiale a nostra portata di mano o reperibile nelle case dei bambini. Niente luccichii artificiali né stelline preconfezionate. Nella mia scuola quest’anno abbiamo creato con le classi quarte un insolito presepe, tutto “green”. Ho fatto incollare tra loro dei tappi di plastica (ecco che tornano) facendo attenzione ai colori e alle forme, e questi  si sono trasformati sotto i nostri occhi in buffi personaggi .

Solo ieri però ho capito di aver raggiunto veramente l’obiettivo: un’alunna all’ingresso mi ha salutata porgendomi  un tappo trasparente e piatto:-E’ il laghetto per il presepe, preside!-

Buone Feste a tutti

Condividi:

Commenti

Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti.
Entra in Giunti Scuola