Dati Invalsi, Save the Children lancia l'allarme "povertà educativa"

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Dati Invalsi, Save the Children lancia l'allarme "povertà educativa"

L'organizzazione internazionale parla in Italia di una “vera emergenza silenziosa che mina alla radice il futuro di tanti bambini e bambine”

banchi di scuola1

Relativamente alla presentazione dei dati Invalsi che si è tenuta lo scorso 10 luglio (scaricabili in un articolo pubblicato da Sesamo, clicca qui per accedere), l’organizzazione internazionale Save The Children lancia un allarme “povertà educativa” in Italia, ritenendola una “vera emergenza silenziosa che mina alla radice il futuro di tanti bambini e bambine”. Le parole sono di Raffaela Milano, Direttrice dei Programmi Italia-Europa di Save the Children e sono state affidate a un comunicato stampa.

“I divari territoriali che colpiscono i minori – commenta Milano – sono intollerabili ed è gravissimo che già dalle scuole primarie si consolidino le diseguaglianze che bloccano sul nascere la possibilità, per i più piccoli, di far fiorire i propri talenti e le proprie capacità. Purtroppo la rete dei servizi socio-educativi, ad oggi, fa ancora troppo poco per colmare queste distanze, anzi le accentua, visto che nelle zone del Paese dove la povertà educativa è più forte mancano i servizi per la prima infanzia, il tempo pieno a scuola ed altre opportunità di crescita indispensabili per il futuro dei bambini e degli adolescenti. È dunque fondamentale che il contrasto alla povertà educativa sia posto in cima alla lista delle priorità del governo se non vogliamo che nel nostro Paese il futuro delle nuove generazioni venga cancellato”.

Uno sguardo ai dati della scuola primaria

Relativamente alla scuola primaria, in matematica si riscontrano valori più bassi della media nazionale in alcune regioni del Mezzogiorno, in prevalenza Campania e Sardegna, con una tendenza che diviene più evidente nei gradi scolastici successivi. Simili invece in tutta Italia i risultati inerenti la lingua italiana.

Migliorano rispetto allo scorso anno i risultati dell’inglese: secondo il rapporto Invalsi l’88,3% degli allievi delle classi quinte raggiungono il prescritto livello A1 del QCER nella prova di lettura (reading) e l'84% di allievi il prescritto livello A1 del QCER nella prova di ascolto (listening). Al Nord e al Centro gli allievi che raggiungono il livello A1 di reading sono circa il 90%, mentre al Sud circa l'85%. Per il listening, invece, gli allievi che si collocano al livello A1 sono circa l'87% al Nord e al Centro, mentre circa il 78% al Sud.  

 

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11 Luglio 2019 News

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