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Ricorda il tuo diritto, ma anche il suo rovescio...

Il 20 novembre è la Giornata internazionale sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Alcuni passi avanti sono stati fatti, ma per quanti bambini ancora l’infanzia è un tempo rubato e vulnerabile? Di Graziella Favaro 

bambini mondo

 

"Quando vai a scuola,
perché hai il diritto di essere educato

ricorda chi ha il diritto e non la scuola.
Quando riposi, perché
tu hai il diritto di riposare,
ricordati di chi ne ha il diritto
ma non può riposare.
Ricorda il tuo diritto,
ma anche il suo rovescio,
perché c’è un diritto che non hai:
dimenticare...” (Roberto Piumini, "Tanti diritti”)

I diritti sulla carta

I bambini sono diversi fra loro, ma sono tutti uguali in termini di diritti. Pur nelle differenze dei contesti e delle culture in cui crescono, condividono i bisogni di cura e di protezione, le tappe di sviluppo e l’avventura della crescita, i traguardi e gli impacci dell’apprendimento, le conquiste e i balzi in avanti e le quotidiane e spesso salutari “cadute da cavallo”. Vivono le stesse emozioni e custodiscono desideri e sogni del tutto simili. I bambini quindi, qualunque siano i luoghi delle origini e del diventare grandi, hanno gli stessi diritti. E anche gli stessi doveri. Hanno diritto alla cura, all’istruzione, al gioco, alla protezione, al nome, alla nazionalità e alla propria storia. Hanno diritto di mantenere e saldare i legami con le origini e il passato, di immaginare e costruire il proprio futuro e di essere tutelati e accompagnati nel presente e nel qui e ora. Nella realtà, le vite dei bambini sembrano precocemente differenziarsi e prendere strade diverse, quanto a risorse, condizioni e opportunità, invece di avvicinarsi e mescolarsi. Per alcuni, molti diritti sono tali solo sulla carta. Negli ultimi tempi, il numero di bambini che vivono in condizioni di povertà assoluta anche in Italia è aumentato e ammonta oggi a più di un milione e duecentomila minori (ISTAT 2017). Un dato enorme dietro il quale ci sono i volti e le storie di bambini e di ragazzi che non hanno un’alimentazione regolare, una casa adeguata e riscaldata, cure mediche puntuali, l’accesso alle attività di svago, sportive e culturali. E sempre di più, nelle nostre scuole ci sono bambini che non frequentano la scuola dell’infanzia o non usufruiscono della mensa, che riducono il loro tempo di permanenza a scuola o non partecipano ad attività extracurricolari a causa delle difficoltà economiche della famiglia.

 

Troppo poco: infanzie vulnerabili

Oltre a queste criticità comuni alla fascia socialmente più debole, i bambini migranti vivono inoltre situazioni che rendono meno concreti e non realizzati i loro diritti. L’essere straniero, e considerato “appartenente” ad una cultura più o meno distante, rischia talvolta di assottigliare lo spettro dei diritti comuni. In nome delle supposte appartenenze culturali, si tende a volte a chiudere gli occhi. Così, eventi o condizioni d’infanzia considerati inaccettabili se vissuti dai bambini autoctoni, vengono tollerati e appaiono quasi “normali” nel caso dei piccoli ancora non italiani. La separazione precoce dai genitori, la solitudine protratta nel tempo extrascolastico, la scarsità delle occasioni di incontro e di aggregazione con i pari, la responsabilità precoce, l’orientamento verso percorsi di studio più brevi e meno esigenti anche degli alunni considerati bravi: sono tutti esempi diffusi di penalizzazione e di minore attenzione.

Troppo: insegnare il limite e il rispetto

La giornata dedicata alla Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza ci sollecita a prestare maggiore attenzione alle condizioni di vita dei più piccoli e, in particolare, dei più vulnerabili. Nello stesso tempo osserviamo tuttavia un paradosso: accanto alle situazioni in aumento di bambini in difficoltà e con meno diritti vi sono casi di minori che sembrano godere di “troppi” diritti. Più che diritti forse sarebbe meglio parlare di desideri che non trovano limiti da parte di adulti che fanno fatica a dire di no e a rendere esplicite le regole. Allora l’altra attenzione da dedicare quando si tratta il tema dei diritti dell’infanzia è quello di evocare anche i doveri di ciascuno, adulto o bambino, che sono l’altra faccia delle stessa medaglia. Doveri che i bambini imparano a praticare ogni giorno, attraverso le regole e i limiti della convivenza, il rispetto degli altri e la capacità di ascolto, le attenzioni e le cure che anche i più piccoli possono adottare. Perché c’è un diritto che bambini e adulti non hanno: quello di dimenticare.

Per sapere e per agire

• I diritti dei bambini in parole semplici

Due opuscoli raccontano ai bambini i diritti dell’infanzia in maniera semplice proponendo anche attività e sollecitazioni per la classe. :

Lo sfoglialibro curato dall’Unicef Italia (clicca sull'immagine):

L'opuscolo realizzato dal Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia (clicca sull'immagine):

• Le periferie dei bambini. Atlante dell’infanzia a rischio

Appena pubblicato il documento di Save the children, traccia un quadro allarmante dell’infanzia a rischio nel nostro Paese. Non sono solo le condizioni economiche della famiglia a pesare sul loro futuro. Anche l’ambiente in cui vivono ha un impatto enorme nel condizionare le loro opportunità di crescita e di futuro.

• Diritti dei minori, accordo MIUR-Unicef

È stato siglato un accordo il 24/10/2018 tra il MIUR e l’Unicef per iniziative congiunte di educazione alla pace, promozione di buone relazioni, la prevenzione di atteggiamenti e comportamenti discriminatori, l’inclusione delle diversità, la partecipazione attiva degli studenti allo sviluppo.

• Gioco dell’oca sui diritti dei bambini

Fra le attività che molte scuole realizzano sul tema dei diritti dell’infanzia, segnaliamo la costruzione del gioco dell’oca che inviata a conoscere e a commentare gli articoli più importanti (leggi l'articolo su Sesamo)  Ecco il gioco dell’oca sui diritti realizzato dall’Arci Ragazzi di Terni:

  

Graziella Favaro: 19 Novembre 2018 Articoli

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