Ogni lingua vale: per la Giornata internazionale della lingua madre

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Ogni lingua vale: per la Giornata internazionale della lingua madre

Prestare attenzione alle parole di ogni bambino ‒ in italiano, in dialetto o in un’altra lingue madre ‒ significa tenere insieme le storie, rendere più autentiche le relazioni e preparare un futuro condiviso. Di Graziella Favaro. 

intercultura scuola mondo

"Parlare a qualcuno in una lingua che comprende consente di raggiungere il suo cervello. Parlargli nella sua lingua madre significa raggiungere il suo cuore".
Nelson Mandela

Le parole di ogni storia

La lingua madre è la lingua del cuore, delle emozioni e degli affetti. Per un bambino, è la lingua delle coccole, dei giochi, delle ninne nanne, della complicità e dei primi racconti. Contiene parole che sussurrano, consolano, sgridano, rassicurano, insegnano. Il codice materno permea profondamente la nostra storia e l’immagine del mondo che, grazie a esso, noi ci costruiamo. Non è dunque “ un guanto, uno strumento usa e getta. Essa innerva la nostra vita psicologica, i nostri ricordi, associazioni, schemi mentali”, come scrive Tullio De Mauro.
Un lingua “prima” inoltre non ostacola i successivi apprendimenti, ma, al contrario, apre a nuovi linguaggi e apprendimenti.
Il 21 febbraio 2018 si celebra la Giornata internazionale della lingua madre. Il motto di quest’anno deciso dall’Unesco è: “La diversità linguistica e il multilinguismo contano per uno sviluppo sostenibile” . La giornata di celebrazione può essere l’occasione per conoscere, riconoscere e valorizzare le lingue della classe e per portare l’attenzione sui cambiamenti in corso nel nostro Paese.
Quali lingue si parlano oggi in Italia? Quali sono i repertori linguistici dei cittadini italiani e stranieri? Accanto alle varietà dialettali - in certi contesti ancora molto diffuse e praticate – ci sono le dodici lingue delle minoranze (lo sloveno, il friulano, il ladino, l’occitano, il sardo …), la cui tutela è regolata da apposita legge. E poi ci sono le lingue “immigrate” che sono parte strutturale del paesaggio linguistico – e visivo, e sonoro – delle nostre città. Le lingue più parlate fra gli stranieri residenti, che compongono il neo-plurilinguismo, sono nell’ordine: il romeno, l’arabo, l’albanese, il cinese, lo spagnolo.

Riconoscere e dare valore alle lingue in contatto

Nella scuola multiculturale e plurilingue devono oggi essere diffuse alcune consapevolezze e qualche attenzione linguistica e pedagogica. La ricorrenza della Giornata internazionale della lingua madre può essere l’occasione per:

• conoscere le biografie linguistiche dei bambini e dei ragazzi della classe;
• rilevare e riconoscere, per quanto possibile, le competenze nella lingua d’origine;
• essere consapevoli che la conoscenza della lingua materna (orale, scritta…) è un arricchimento e una chance per tutti e non un ostacolo all’apprendimento della seconda lingua;
• dare visibilità alla pluralità linguistica negli spazi della scuola (indicazioni, avvisi, cartelloni, messaggi plurilingui…);
• valorizzare la diversità linguistica attraverso i momenti della narrazione e la disponibilità di fiabe, testi letterari e libri bilingui.
Prestare attenzione alle parole di ogni bambino ‒ in italiano, in dialetto o in un’altra lingue madre ‒ significa tenere insieme le storie, rendere più autentiche le relazioni e preparare un futuro condiviso nel quale ciascuno possa portare la sua voce.

Per saperne di più

-Su La Vita Scolastica di febbraio 2018: Graziella Favaro, W il bilinguismo!

-Su SESAMO, Graziella Favaro, La lingua materna è come un canto di balena: per la Giornata internazionale della lingua madre

Avete organizzato attività nella vostra scuola per la giornata della Lingua madre? Volete mandarci immagini, condividere le iniziative?
Scrivete a vitascol@giunti.it o commentate sulla nostra pagina Facebook.

Graziella Favaro: 21 Febbraio 2018 Articoli

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