La scuola e l’educazione alla lettura

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La scuola e l’educazione alla lettura

Libri e lettura sono elementi imprescindibili allo sviluppo di pensiero, immaginazione, consapevolezza, empatia. E rendono possibile un uso delle nuove tecnologie che non sia di sudditanza ma di padronanza. Quale ruolo per la scuola? Alcuni spunti dal progetto "Roma che legge". 

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    Roma che legge

    Leggere. E basta

    Lo affermano anche i neuroscienziati: libri e lettura sono elementi imprescindibili allo sviluppo di pensiero, immaginazione, consapevolezza, empatia. E rendono possibile un uso delle nuove tecnologie che non sia di sudditanza ma di padronanza. Per questo, oggi più che mai, la scuola deve poter avere i migliori strumenti per formare bambini e ragazzi alla lettura. Per questo, il Forum del Libro, a partire dall’XI edizione del Forum Passaparola (“Lettori si diventa”, Milano, 2014), ha dedicato una particolare attenzione ai temi della lettura promossa a scuola e con la scuola. È a scuola infatti che si impara a leggere i libri, senza la scuola difficilmente i libri troverebbero lettori, e quindi la scuola dovrebbe essere immersa nei libri.

    È stata così accolta la provocazione lanciata da Roberto Casati durante il Forum di Matera nel 2011 e messa nero su bianco nel suo Contro il Colonialismo digitale: far sì che per un tempo ragionevolmente lungo (Casati proponeva un mese) a scuola si leggesse. E basta. Il Forum ha deciso di lanciare quindi la Settimana della Lettura. Una settimana in cui le scuole, appunto, abbiano come unica attività quella della lettura. Non una settimana di “eventi” sulla lettura, ma un concreto mettere al centro la lettura e tanti libri, con uno spazio e un tempo adeguato, dentro il fare scuola.

    Roma che legge

    La prima città a partire è stata Torino, nel 2015, con Torino che legge, una manifestazione organizzata e promossa dal Forum del Libro, insieme alla Città di Torino e alle Biblioteche civiche torinesi, con la collaborazione dei principali enti culturali cittadini, che si ripeterà il prossimo aprile per il secondo anno. A novembre 2015 il Forum che si è tenuto a Roma ha lanciato Roma che legge, un progetto che prevede un ciclo di incontri di formazione (avviati lo scorso 29 febbraio) in collaborazione con il Dipartimento di Scienza della Formazione dell’Università Roma Tre e la realizzazione dal 18 al 23 aprile di attività legate alla sola lettura nelle oltre 20 scuole che hanno aderito.

    Obiettivo di Roma che legge non è solo quello di promuovere la Settimana della lettura nelle diverse scuole che vanno da Garbatella a Borgata Finocchio – scuole che già sapientemente con la lettura hanno a che fare – ma anche quello di creare una rete permanente tra le scuole, le biblioteche, le librerie, le associazioni. Una rete che potrà essere un soggetto attivo per l’educazione alla lettura nella nostra città. Pronta a rispondere ai numerosi progetti legati alla lettura come Libriamoci, Il maggio dei libri, Io leggo perché. In questo modo le iniziative legate alla lettura nelle scuole, così come nelle biblioteche, saranno non più eventi singoli, ma un unicum efficace e solido. L’idea del Forum è quindi quella di rafforzare e ampliare relazioni tra tutti i soggetti che operano nel campo dei libri e della lettura, creando in tante città diverse un progetto semplicemente replicabile ma che consolidi e mostri alla politica la necessità che la scuola sia uno dei poli fondamentali da cui ripartire per crescere paese: culturalmente, economicamente e socialmente.

    Le voci dei libri

    Negli incontri di formazione, proposti a un centinaio d’iscritti, insegnanti di vari cicli di studio, sono emerse sia proposte di attività in grado di fornire stimoli e modalità di approccio, sia vere e proprie linee di ragionamento profondo e di metodologia di lavoro che forniscono orientamenti di cui sembra che ci sia grande necessità. Tra le proposte di attività di Stefania Fabri (scrittrice ed esperta di letteratura per l’infanzia, che firma con me questo post, e la ringrazio per il suo contributo), presente nel primo incontro, troviamo sia il Torneo di lettura, sfida medievaleggiante, su chi sia il lettore più attento, sperimentato ampiamente In Umbria, sia suggerimenti di attività ricavati dalle “voci dei libri” (non a caso titolo di un illuminante testo di Ezio Raimondi, sia la necessità di tenere conto delle avvertenze dei cognitivisti che studiando il cervello, parlano di non fare la fine del "calamaro", provvisto di un unico neurone, anche se non riusciamo ad essere lettori accaniti e colti come Proust (e qui mi permetto nuovamente di consigliare il libro di Maryanne Wolf, Proust e il Calamaro)

    Non è un mondo per vecchi

    Le non più nuove tecnologie (dato che ormai attraverso un semplice cellullare si ha l’accesso a numerose modalità di fruizione e di coinvolgimento) hanno ormai modificato in maniera profonda non solo i comportamenti di lettura ma come ha bene individuato Roberto Casati (presente in video), esperto non a caso di formazione filosofica, ci costringono come adulti a prendere tante micro decisioni, che comportano molta responsabilità. Per dimostrare questa ineluttabilità del compito che ci attende cita il video, ormai celebre su youtube, in cui si vede una bambina di un anno, abituata già all’ipad che tenta di cliccare una rivista di carta. Casati a questo proposito chiama in causa anche il collega francese, Michel Serre, autore del libro Non è un mondo per vecchi, che pensa che il tablet potrà sostituire tutti gli strumenti didattici, tipo coltello svizzero utile a molti scopi.

    Qualcuno con cui correre

    Un altro incontro di grande interesse (in diretta ma sempre in video) è stato quello con Matteo Biagi, insegnante di lettere della scuola media Pio X Artigianelli di Firenze. Ha utilizzato l’ora settimanale che deve essere dedicata alla lettura, invece che di un unico libro uguale per tutti, di 25 libri, sul modello del circolo di lettura, uno per ciascuno. Ha creato poi un blog per dare origine a una particolare forma di laboratorio per la recensione dei libri e il ragionamento personale sui testi da parte dei ragazzi: www.qualcunoconcuicorrere.org, che riprende il titolo di un romanzo di David Grossman, ambientato a Gerusalemme, in cui i protagonisti sedicenni, un ragazzo e una ragazza, riescono a salvare dalla droga il fratello di lei. Il blog realizzato da Biagi ha avuto grande successo; in redazione ci sono 19 ragazzi, sia studenti attuali che del passato che con grande passione recensiscono e ragionano sui libri letti.

    Lettori infiniti: continua…

    Sono seguiti gli incontri con librai specializzati, Deborah Soria di Ottimo Massimo e anche del direttivo di Ibby Italia, che ha sottolineato sia il ruolo formativo della lettura, che quello prezioso del libraio, che può aiutare a scegliere e selezionare per gli insegnanti i “migliori libri”, perché compito della scuola non è solo far leggere, ma avere a disposizione il meglio della letteratura, degli albi illustrati, delle graphic novel, della divulgazione e saggistica. Come ci ricorda infatti Aidan Chambers ne Il lettore infinito bisogna crescere lettori consapevoli, capaci di analisi e di critica. E sempre per Equilibri, il consiglio è di leggere anche Per una letteratura senza aggettivi di Maria Teresa Andruetto.


    Al momento in cui scriviamo il ciclo di incontri è appena iniziato: si parlerà di Biblioteca Scolastica con Luisa Marquardt, di lettura digitale, con Gino Roncaglia, di approcci interculturali, con Massimiliano Fiorucci e Elena Zizioli. Gli incontri saranno tutti ripresi da Rai Cultura e messi a disposizione non appena realizzati, anche sul sito del Forum, di tutti. Il corso non solo fornirà suggerimenti operativi ma aprirà anche numerose prospettive, fornite, da bibliotecari, editori e librai esperti, verso cui gli insegnanti che stanno partecipando, con un forte interesse, potranno tendere sia nella Settimana della lettura organizzata dal Forum del Libro, sia nella loro normale attività didattica.

    Per saperne di più

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