La fatica di insegnare

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La salute degli insegnanti è un problema serio che riguarda la società intera e deve essere affrontato con strumenti adeguati. Almeno tre sono i livelli, tra loro complementari, su cui dobbiamo concentrare la nostra riflessione: istituzionale, professionale e individuale.

Paolo Bernacca per "La Vita Scolastica" e "Scuola dell'infanzia"

Vignetta di Paolo Bernacca.

Livello istituzionale

Dopo il 1992 – anno in cui sono state abolite le cosiddette baby-pensioni con la riforma Amato – sono intervenute quattro ulteriori riforme previdenziali che, attualmente, consentono agli insegnanti di andare in pensione solo a 67 anni e mezzo di età. Il tutto inoltre avviene a dispetto di quanto recita l’art. 28 del Testo Unico in materia di tutela della salute dei lavoratori (DL 81/08), che impone il monitoraggio e la prevenzione dello Stress Lavoro Correlato (SLC) nelle professioni di aiuto (helping profession), imponendo particolare riguardo al genere e all’età del lavoratore. Proprio il mondo della scuola presenta peculiarità sensibili circa le predette variabili: l’82% dei docenti è donna con un’età media di 50,2 anni. Testimonianze internazionali fanno comprendere quale salto nel buio abbia compiuto il legislatore, omettendo volutamente di valutare lo stato di salute della categoria professionale dei docenti prima di riformare più volte la loro previdenza. I dati di Francia, Gran Bretagna e Germania, rispettivamente, del 2005, 2009 e 2015 riconoscono la categoria professionale degli insegnanti come quella maggiormente esposta al rischio suicidario tra le categorie professionali e rispetto alla popolazione.
È certamente da stigmatizzare il fatto che il legislatore italiano si sia dimenticato di mettere a disposizione dei capi d’istituto le necessarie risorse per applicare il DL 81 (la prevenzione costa). Tra i dirigenti scolastici vi è pertanto chi ignora l’obbligo di intervenire sullo SLC (la maggior parte), chi ne affida impropriamente la prevenzione al responsabile per la sicurezza (solitamente un ingegnere che si occupa della stabilità dell’edificio e dell’antincendio), chi somministra infine ai propri docenti questionari inadatti, ritenendo così esaurito il proprio compito. Nessuno inoltre controlla l’operato dei dirigenti scolastici nella prevenzione dello SLC, anche perché non saprebbe come farlo, né da dove partire. Eppure i pochi studi italiani a disposizione parlano chiaro: le inidoneità all’insegnamento sono dovute a diagnosi psichiatriche nell’80% dei casi (5 volte tanto rispetto alle diagnosi di laringiti croniche che vengono riconosciute come causa di servizio), mentre le diagnosi psichiatriche poste in Collegio Medico di Verifica sono passate nell’arco di venti anni dal 30% all’80%. Nonostante ciò, il Documento di Valutazione del Rischio che le scuole hanno l’obbligo di redigere delle scuole non contempla lo SLC o, tutt’al più resta lettera morta.
In sintesi le attività di monitoraggio e prevenzione consistono nel: valutare il clima scolastico adottando appositi indicatori; informare i docenti circa le malattie professionali della categoria (all’80% di tipo psichiatrico); fornire loro gli strumenti a disposizione per difendersi (Accertamento Medico d’Ufficio); illustrare i percorsi burocratici da seguire con relativi diritti e doveri contrattuali di fronte a utenza e dirigente.

Livello professionale

Insegnare logora, ma gli stessi docenti non conoscono le profonde ragioni di questo fenomeno, restando schiacciati dagli stereotipi dell’opinione pubblica (“lavorano mezza giornata e fanno tre mesi di vacanza all’anno”). Forse sarebbe più opportuno ritenere la vacanza come un necessario periodo di convalescenza. Il primo passo dunque consiste nell’informare gli stessi docenti che la loro professione è psicofisicamente usurante per sue precise specificità. In seconda battuta occorre avvertirli che le conseguenze sono di natura psichiatrica proprio perché originate da usura relazionale e spiegare loro le manifestazioni cliniche e i sintomi sin dal loro esordio. Da ultimo resta da illustrare come sviluppare la resilienza e le strategie di adattamento allo stress (coping strategies).
La professione dell'insegnante ha una peculiarità unica rispetto a tutte le altre: la tipologia del rapporto con l'utenza. Non esiste infatti altra professione in cui il rapporto con l'utenza, e per giunta la stessa utenza, avvenga in maniera così insistitamente reiterata e protratta per tutti i giorni, più ore al giorno, 5 giorni alla settimana, 9 mesi all'anno, per cicli di 3/5 anni. In altre parole è come se il docente si sottoponesse quotidianamente a una Risonanza Magnetica Nucleare operata da tante paia di occhi quanti sono i suoi stessi studenti: un solo capello fuori posto e i ragazzi lo mettono in croce perché, come sosteneva Freud, “i bambini sono dei pervertiti polimorfi”. In questa particolarissima tipologia di rapporto per di più l’insegnante diviene nel tempo anagraficamente più vecchio, mentre lo studente (col rinnovarsi dei cicli di studio) si mantiene giovane: un “effetto Dorian Gray” capovolto. Si consideri poi la permanente asimmetria del rapporto medesimo che condizionerà l’insegnante rendendolo spesso incapace di sviluppare una relazione tra pari per condividere il disagio mentale. Alla suddetta peculiarità fa seguito tutto quello che già conosciamo: precariato, scarso riconoscimento sociale, bassa retribuzione, globalizzazione etc.
Un altro aspetto particolare della categoria professionale è la sua prevalenza femminile (l'82% dei docenti) che mentre da una parte garantisce un limitato ricorso a forme di violenza da parte dei docenti nei confronti dell’utenza (eteroaggressività), dall’altra determina manifestazioni di autoaggressività con ciò che ne consegue (ansia, panico e depressione). Se operiamo un confronto tra l’ambiente scolastico e quello familiare, in cui le relazioni sono altrettanto serrate e prolungate nel tempo, notiamo infatti un maggior numero di episodi gravi di eteroaggressività, proprio per la presenza alla pari della componente maschile. Si ha la controprova di ciò nei casi di cronaca nera: quelli occorsi in famiglia sono soverchianti rispetto a quelli determinati da docenti a spese di alunni e studenti e soprattutto di ben altro tenore.

Livello individuale

Per poter aspirare a una vita serena, oltre agli aspetti professionali, occorre conoscere il corpo con la sua fisiologia e l’anamnesi familiare che racconta il patrimonio genetico individuale. Solamente attraverso la piena comprensione di queste tre dimensioni è possibile arrivare ad avere una buona consapevolezza dei rischi psicofisici cui la persona è quotidianamente esposta.
Innumerevoli studi scientifici stimano il rischio depressivo nella donna più che doppio rispetto a quello nell’uomo (2,5:1). La causa del divario è da attribuirsi agli ormoni della fertilità che espongono la donna addirittura ad un rischio quintuplicato durante il periodo perimenopausale. Dunque è assai importante che si sappia come stanno le cose. Una donna insegnante che svolge la professione psicofisicamente usurante per eccellenza, in periodo perimenopausale (o nel post-partum), e attraversa un periodo depressivo, può tranquillamente rivolgersi al suo ginecologo piuttosto che andare dallo psichiatra. Il primo infatti potrebbe correttamente considerare il ricorso ad una eventuale terapia ormonale sostitutiva, mentre il secondo rischierebbe di intraprendere un’inutile farmacoterapia antidepressiva. Resta comunque il preciso dato di fatto che una donna in menopausa vede crescere il proprio rischio di esposizione alla depressione fino a 12,5 volte rispetto all’uomo. Infine, è bene ricordare che l’età media dei nostri docenti è di 50 anni circa.
Da ultimo proviamo a dare l’esatta definizione di Stress Lavoro Correlato (SLC). Non si tratta dello “stress generato dal lavoro”, dello “stress manifestato sul lavoro a prescindere da dove questo trae origine”. In altre parole, il legislatore non specifica per quale tramite lo stress debba correlarsi al lavoro: se per le sue cause o per le sue conseguenze. Lo stress non potrebbe infatti essere pienamente compreso, né combattuto, qualora cause ed effetti venissero trattati in modo inspiegabilmente disgiunto.

Conclusione

Il mondo del lavoro è così cambiato che il medico del lavoro si vedrà presto costretto a prendere una seconda specialità in Geriatria mentre il geriatra si dovrà obbligatoriamente specializzare anche in Medicina del Lavoro.
La salute degli insegnanti è un bene prezioso che non è mai stato debitamente o affatto considerato. Oggi la legge ne impone la tutela nonostante nessuno (Istituzioni, politica, Ministero, Sindacati) faccia nulla ad ogni livello per promuoverla. Numerosi sono i segnali di un malessere della categoria che, tra le malattie professionali, annovera innanzitutto patologie psichiatriche seguite a buona distanza dalle neoplasie (per lo più mammarie). Si tratta della punta di un iceberg che richiede un intervento urgente perché il fenomeno non assuma proporzioni preoccupanti destinate a ricadere anche sulla giovane utenza.

Bibliografia

  • Lodolo D’Oria V. (2010). Pazzi per la Scuola. Roma: Alpes Italia edizioni.
  • Sasso S. (2010). Mal di scuola. Roma: Anicia edizioni.
Vittorio Lodolo Doria: 24 Settembre 2016 Articoli

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Commenti

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    organista

    17:59, 2 Ottobre 2016
    Ciao.Condivido quanto hai scritto nel tuo articolo. Nessuno pensa a noi, alle nostre fatiche, alle difficoltà che dobbiamo affrontare ogni giorno per farci capire, per farci accettare, per risolvere problemi che non ci dovrebbero essere in bambini di sei-sette anni. Parlo per me ma so che anche altri insegnanti sono nella mia stessa situazione: ci sono situazioni di bambini così difficili da gestire che quando esci da scuola continui a pensarci, tutto il pomeriggio e il tuo tempo libero lo usi per documentarti e trovare una via d'uscita;quasi ti senti responsabile della situazione che si è creata ma tu del loro mondo non sai quasi nulla. Ti sforzi di capire perchè un solo bambino ti può distruggere una classe o perchè proprio a te dopo tanti anni di servizio siano capitati tre casi così complicati da capire e da gestire e tutto questo incide sulla tua salute e sul tuo equilibrio psico-fisico.