L’insegnante: piccoli gesti, grandi virtù

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L’insegnante: piccoli gesti, grandi virtù

In Italia ci sono migliaia di insegnanti “bravi”, che dovrebbero essere presi in considerazione dalle autorità politiche e far da modello ai docenti più giovani. Quando inizieremo a render il giusto onore a questi "eroi sconosciuti"? Di Silvana Loiero. 

Insegnare 2

Nel New Jersey si insegna così

Una maestra di scuola primaria del New Jersey avvia una discussione con i suoi alunni di otto/nove anni, quasi tutti afroamericani. In piedi davanti a loro chiede per due volte di seguito: “Cosa prova secondo voi il personaggio della storia?”. E poi si muove tra i banchi e conduce la discussione.
Si penserà che non serve una grande arte per fare una simile domanda dopo la lettura di un racconto e per gestire una discussione tra allievi. E invece non è così.
Lo si scopre leggendo un bellissimo articolo sulla rivista "Internazionale", (n. 1098 del 17/23 aprile 2015). Il titolo dell’articolo, Il maestro che vorrei, ci fa già pensare a esempi di buone pratiche d’insegnamento. Quella di Ashley Hinton (questo il nome della docente del New Jersey) rappresenta uno di tali esempi.

Scuole Non Comuni

Ci piacerebbe assistere alla proiezione dell’intero video della sua lezione, come hanno fatto alcuni docenti di Londra. Lo hanno guardato in compagnia di Doug Lemov, una “guida” alla visione davvero competente: Lemov è insegnante, consulente, attualmente “managing director” delle Uncommon Schools, un'organizzazione che nei centri urbani di New York e del New Jersey si pone l’obiettivo di migliorare le opportunità d’istruzione e far raggiungere il successo scolastico ai ragazzi delle classi sociali più disagiate, in modo che possano arrivare a frequentare con buoni risultati anche l’Università.

Doug Lemov è autore di vari volumi, tra i quali Teach like a champion (Insegna come un campione). L’autore ha osservato moltissimi insegnanti mentre lavoravano in classe. Dice di aver appreso da loro le efficaci tecniche didattiche di cui parla nel suo libro.
Sul web si trova un’assaggio del modo di insegnare della Hinton; a prima vista non sembra esserci niente di particolare da notare, e invece la guida esperta di Lemov ci porta ad apprezzare, se pure nella breve durata del video, elementi di fondamentale importanza.

Insegnante efficace

L’insegnante che ci viene descritto in questo articolo:

si mette nei punti strategici da cui riesce a osservare meglio i volti dei suoi alunni […] quando Hinton formula per la prima volta una domanda, i bambini che alzano immediatamente la mano la riabbassano subito dopo in risposta a un gesto quasi impercettibile della maestra, che serve a dare agli altri bambini più tempo per pensare (‘tempo di attesa’). […] Hinton ripete la domanda in modo che questa pausa nella conversazione non rallenti il ritmo, […] cambia continuamente l’angolazione dello sguardo per controllare che ogni bambino presti attenzione a chi sta parlando in quel momento, e […] mette a tacere con un leggero cenno della mano chi non lo fa.

Una persona attenta come Lemov, osservando il comportamento verbale e non verbale dell’insegnante del New Jersey, riesce a “vedere” (e a far vedere a noi) molte cose:

La vede usare gesti simili per richiamare gentilmente ma con efficacia gli alunni distratti senza interrompere il suo discorso o quello dell’alunno che sta intervenendo (“correzioni non verbali”). Vede Hinton che si allontana dai punti caldi (ndr: Lemov chiama così i punti strategici da cui poter osservare tutti) per spostarsi ai lati dell’aula, muovendosi in modo da far capire ai bambini che potrebbero trovarsela accanto da un momento all’altro. Vede che a un certo punto si dirige verso un alunno facendo credere al resto della classe che sta semplicemente cambiando prospettiva, in modo da correggere il comportamento del bambino senza metterlo in imbarazzo, e vede che lo fa con l’abilità di una grande giocatrice di tennis che finge un colpo potente per poi tirare una palla smorzata.

Vede che Hinton non smette mai di sorridere, irradiando calore verso gli alunni e modulando il volume della voce per trasmettere entusiasmo. Vede che i bambini di una delle zone più povere degli Stati Uniti – bambini da cui in genere ci si aspetta che si comportino male o che non prestino attenzione a una lezione di letteratura inglese – sono assolutamente conquistati, pronti a esporre le loro idee, avidi di sapere.

In pratica...

L’autore dell’articolo commenta che, “dietro questa dimostrazione di bravura, apparentemente semplice e senza sforzo, ci sono migliaia di ore di pratica meditata e attenta". Di questo siamo convinti anche noi. E proprio per questo motivo riteniamo che ai docenti delle nostre scuole, soprattutto ai meno esperti, servirebbe osservare decine e decine di esempi come quello di Hinton, dal vivo o in video, per vedere “come fanno” i migliori insegnanti ad appassionare, a gestire l’attenzione degli alunni, a suscitare interesse… I gesti, l’espressione del viso, la postura, il tono della voce, il modo di porre le domande o di rispondere… questi ed altri sono comportamenti che possono, e devono, essere appresi.

Non basta la teoria che si legge sui libri, non bastano le piattaforme on line, non bastano i pur bravi relatori nei convegni e corsi di aggiornamento: l’efficacia del modello rappresentato da un bravo insegnante è insostituibile. E di docenti bravi, che possano essere “copiati” da quelli più inesperti, ce ne sono a migliaia. Ma spesso, per usare un’espressione di Doug Lemov, restano “eroi sconosciuti”.

Silvana Loiero: 22 Aprile 2015 Articoli

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