Davanti alle catastrofi naturali

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Tante sono le risorse dedicate alla prevenzione dei disastri naturali. Ma c’è ancora molto da fare per attenuare le conseguenze emotive che tali fenomeni possono causare nei bambini. Da "La Vita Scolastica" di febbraio.

Bambini e catastrofi naturali. Il ruolo della scuola e dei genitori

Nelle Regioni Europee a elevato rischio sismico le istituzioni scolastiche hanno da tempo concentrato la loro attenzione su procedure e pratiche volte alla identificazione di comportamenti protettivi da adottare in caso di sisma. Si tratta di esercitazioni e strumenti indirizzati alla gestione dell’emergenza che sono risultati assai utili, per il loro contributo, alla comprensione da parte di bambini e adolescenti (e dei loro insegnanti) di come si deve reagire qualora ci si trovi a scuola durante un terremoto.

Da tempo tuttavia, molti studiosi concentrano la loro attenzione sulla “convivenza pacifica” dei bambini con il rischio sismico e sulla necessità della scuola, soprattutto della scuola primaria, di “insegnare” il terremoto come elemento di accostamento emotivo a una realtà incombente e permanente, per prevenire gli effetti di una difficile realtà emozionale che potrebbe facilitare lo sviluppo di quelle conseguenze psicologiche negative che un evento traumatico può avere sia sui bambini che sul loro contesto sociale di riferimento.

Tale è l’interesse per il tema della prevenzione dello stress post-traumatico derivante dalla presenza in molte aree dell’Europa di rischio sismico, che la Direzione Generale ECHO della Commissione Europa ha deciso di contribuire allo sviluppo di un progetto promosso dal Museo della Scienza dell’Università di Creta e che ha come partner italiani l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Sezione di Napoli) e il Centro Studi Villa Montesca (Istituto per la didattica sperimentale fondato a Città di Castello).

Le buone pratiche dell’educazione al rischio

È nato da questa esigenza il progetto Race (Raising earthquake Awareness and Coping Children’s Emotions), con l’obiettivo di accrescere la consapevolezza e le conoscenze e di individuare strategie di prevenzione e di gestione dell’emergenza psicologica, in particolare sviluppando percorsi educativi dedicati all’esplorazione della paura associata all’evento terremoto.

Attività formative riferite a buone pratiche di educazione al rischio sismico sono inoltre destinate a insegnanti, genitori, volontari e operatori della Protezione Civile. Il progetto prevede anche la definizione di forme di collaborazione, a livello europeo, tra i diversi operatori della Protezione Civile.

L’approccio del progetto è posto in una linea di prevenzione di quella condizione psicologica dei bambini che già fin dalla seconda guerra mondiale è stata identificata come disturbo post-traumatico da stress (Dpts), i cui effetti sono rilevabili non solo e in modo eclatante a seguito di un evento calamitoso, ma anche in sua assenza, in un ambito e luogo nel quale ci sono evidenti probabilità che l’evento si verifichi. 

Si tratta di stati della mente causati dal clima psicologico che si genera nei luoghi a rischio sismico che sono assai difficili da far emergere ma che in ogni caso possono provocare nei bambini una sintomatologia molto simile a quella dello stress post-traumatico, che comprende pensieri intrusivi con conseguenti flashback e incubi, stati ansiogeni e pavor nocturnus.

Il progetto propone un percorso basato su una didattica innovativa indirizzato a favorire gli elementi relazionali e sociali come componenti emozionali della reazione dei bambini non tanto al “fatto” terremoto, ma al clima psicologico che si crea (e che in particolare sono gli adulti a creare, attraverso sia il “racconto” delle famiglie, sia il contorno sociale composto dai messaggi mass-mediali) nella aree a rischio sismico e di eruzione vulcanica.

Il set degli strumenti messi a disposizione dei docenti è composto da una scatola educativa (“edu-box”) che contiene materiali didattici esperienziali (di scuola primaria e pre-secondaria) per “giocare” con i fenomeni del terremoto e dell’eruzione vulcanica e per prevenire gli effetti negativi dell’impatto emotivo della paura generata da questi fenomeni naturali in tempo di pace.

La scatola fornisce indicazioni pratiche sia per condurre i bambini all’interno di un’articolata relazione educativa verso la comprensione del fenomeno, sia indicazioni su come favorire una gestione emozionale dello stress da evento calamitoso, con un approccio preventivo e non curativo. Inoltre contiene anche informazioni preziose su come realizzare piccoli esperimenti relativi alla Terra, al terremoto e ai vulcani con materiali di uso quotidiano, assolutamente non costosi.

Una parte del materiale è infine dedicato a dare indicazioni su come i docenti possono verificare, percepire e aiutare a superare fenomeni di stress legato alla esistenza di un legame emozionale con il luogo a rischio.

Giocare insieme, scoprire i fenomeni da vicino e costruire esperimenti con i bambini ha l’obiettivo di mantenere intatto lo spessore emotivo che i ricercatori e i partecipanti al progetto hanno definito in termini di sostegno emotivo alla quotidianità. 

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