Immagini, parole, emozioni

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Promuovere l’empatia e il rispetto degli altri attraverso i picturebooks, piccole storie illustrate. Un articolo di Sandie Mourão, nella versione adattata da Paola Traverso e in lingua originale.

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Fly e No!

I picturebooks, libri illustrati di storie, sono una forma autentica di letteratura per l’infanzia: le parole, che costituiscono il focus dell’educazione alla lettura, sono ricche e varie; le illustrazioni sono di alta qualità e riflettono la cultura e lo stile dei singoli illustratori. Come utilizzare questi testi per l'insegnamento/apprendimento della lingua inglese? Come avviare i bambini a una cultura delle emozioni attraverso parole e immagini? Ecco qualche spunto di lavoro.

Parole e immagini per comprendere e memorizzare

Molti insegnanti tendono a scegliere picturebooks dove figure e parole mostrano ed esprimono informazioni simili: un esempio è Brown Bear, Brown Bear, What Do You See? (Martin Jr & Carle, 1995). Le illustrazioni raffigurano un uccello rosso, una papera gialla ecc.; anche le parole ci dicono questo: I see a red bird, I see a yellow duck etc. Questi picturebooks forniscono una sorta d’impalcatura per sostenere la comprensione negli allievi più piccoli, specie quelli dei primi anni della primaria. I bambini si sentono sicuri di capire ciò che vedono e ascoltano, sono contenti di predire, di memorizzare il testo ripetitivo, di unirsi all’insegnante durante il racconto e anche di creare le loro storie di animali e colori, con strutture prevedibili e ripetitive. [...]

Parole e immagini per riconoscere le emozioni degli altri e adottare nuovi punti di vista

Nonostante l’approccio diffuso nell’uso dei picturebooks, che aiuta chi apprende a sentirsi sicuro di sé, ci sono altre ragioni per usare i libri di storie nella classe d’inglese. I picturebooks contribuiscono allo sviluppo globale del bambino; favoriscono le competenze cognitive, socio-emotive ed estetiche; potenziano le abilità linguistiche e di lettura, specialmente quando le figure e le parole mostrano ed esprimono informazioni diverse. In questo caso chi apprende pensa a ciò che vede, a ciò che legge o ascolta e completa le informazioni mancanti. Il lettore è incoraggiato a decifrare, a dare un senso, a trovare il significato che hanno per lui quelle immagini e quelle parole, anche confrontandosi nella discussione con i compagni su ciò che i picturebooks comunicano. Di un medesimo libro possono esserci interpretazioni diverse, e anche questo va fatto accettare ai bambini.
Prendiamo come esempio due picturebooks che favoriscono lo sviluppo dell’intelligenza emotiva di chi apprende: The Fly e No, due libri che possono essere proposti a bambini di 8 anni per riconoscere le emozioni degli altri.

The Fly

In questa storia, una mosca intelligente (come vediamo dalla copertina è anche capace di scrivere) invita i lettori: Open my book and take a look inside. There’s never a dull
moment
. Scritto in prima persona, il testo racconta una giornata nella vita rischiosa di una mosca, mentre lei si chiede perché le persone e gli animali non la vogliono intorno. È un libro divertente, che fa pensare e che realmente porta i bambini a decidere se anche loro vogliono uccidere la mosca – quando arriviamo alla fine del libro vediamo la mosca, che ha appena scansato un colpo dello schiacciamosche, vicino ad un grande fumetto col messaggio As you can see, my life is not an easy one. I’m just a simple creature. I mean no harm to anyone. So, if you see me, please be kind. HEY, don’t shut the book… HELP… HELP… do you want to squash me? A questo punto si apre in classe una discussione in merito a chiudere o meno il libro. Non tutti i bambini sono dalla parte della mosca, ma sono sicuramente spinti a considerare il suo punto di vista. [...]
***Approfondimenti***

No!

Questa è la storia di un cane che cerca di fare ogni cosa per aiutare la sua famiglia e finalmente pensa di riuscirci. Le parole ci dicono I taste their food before they eat to make sure that it’s all right, ma le illustrazioni ci mostrano che sta rubando il cibo dalla tavola e c’è un fumetto con un grande No che proviene da un personaggio invisibile. Il cane continua a raccontare al lettore ciò che fa per aiutare i suoi padroni e vediamo il caos che provoca. Il libro s’intitola No! perché il cane è sicuro che questo sia il suo nome. Il suo dilemma, alla fine della storia, raggiunge il culmine. Le parole infatti dicono Why did they buy me a collar with the wrong name? e le illustrazioni ci mostrano Spike sulla targhetta del nome. Tutto questo costituisce un’esperienza visiva che aiuta i bambini a capire l’importanza di osservare le cose da più prospettive, in quanto le parole e le illustrazioni vanno in direzioni diverse.
***Approfondimenti***

Per saperne di più

Sandie Mourão : 21 Aprile 2016 Articoli

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