La scienza è un racconto per bambini

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In che modo coinvolgere e appassionare la classe su argomenti scientifici come il corpo umano? Andrea Valente, autore e divulgatore, svela i suoi trucchi: la narrazione, il rispetto dei ruoli dei bambini...

andrea valente immagine

Chi è Andrea Valente e dove possiamo incontrarlo?

Sono soprattutto una persona allegra e curiosa, che si può incontrare nei libri, tra le sue storie. Però giro anche molto e a volte sono io che vengo a trovare te, a scuola o in biblioteca. Per questo mi piace farmi trovare facilmente e il nostro mondo moderno offre mille opportunità. Se hai voglia puoi sbirciare il mio sito www.andreavalente.xyz.

Hai saputo mettere la narrazione al servizio della divulgazione, creando libri tanto coinvolgenti quanto rigorosi dal punto di vista informativo. Ci parli del tuo modo di raccontare la scienza ai bambini?

Innanzitutto devo studiare, perché di scienze so quello che sa una persona qualsiasi, quindi pochino... Anzi, forse proprio questo mi impedisce poi di dare alcune cose per scontate oppure usare un linguaggio troppo tecnico. Studiando da grandi si scoprono cose diverse di quello che accade da bambini, ma la magia della scoperta non è molto diversa ed è quella che metto nei miei testi: rigorosi, altrimenti anch’io mi perdo, ma fantasiosi, perché con il sorriso diventa tutto più coinvolgente.

Puoi dare qualche consiglio a insegnanti (e in genere agli adulti) che vogliono raccontare la scienza ai bambini?

Il consiglio sta proprio nel verbo che hai usato per la tua domanda: raccontare. E di non sostituirsi ai bambini, ma stare loro accanto rispettando i ruoli e gli spazi. Poi dar loro tempo di perdersi con il pensiero e provare a seguirlo. I miei libri sono soprattutto finestre che, quando le apri, ti svelano un mondo particolare. Quando il bambino ci si troverà a proprio agio si può cambiare verbo e spiegare, andando più a fondo. Qui la palla passa all’insegnamento.

Sei sia autore che illustratore, qual è il ruolo delle illustrazioni in un libro di divulgazione? La componente creativa ne risente?

La componente creativa ne trae giovamento, ma contemporaneamente ne potrebbe risentire. Dipende dal tipo di disegno, ma direi che vale anche per il tipo di linguaggio nella parte narrativa. E dall’uso che se ne fa. Anche una filastrocca può essere divulgativa... Per questo non sempre nei miei libri di divulgazione le illustrazioni sono mie. Se una mano diversa risulta più adatta si usa quella e la mia parte creativa può solo avvantaggiarsene. È lo stesso motivo per cui spesso mi avvalgo di accompagnatori scientifici di primordine, come l’astronauta Umberto Guidoni. Lui mi dice cosa scrivere, io decido come scriverlo.

Nel libro Dalla testa ai piedi (Editoriale Scienza), dedicato al corpo umano, dai spazio ai giochi di parole, ai doppi significati, all’etimologia. Mentre si spiega il corpo umano ai bambini, focalizzarsi su questi aspetti può aiutare gli alunni a memorizzare alcuni termini. Ci fai qualche esempio tratto dal libro?

Il libro ha una voluta alternanza tra testi descrittivi e altri più curiosi e ludici. Perché il corpo offre tantissimi spunti e giocare con la lingua (che infatti chiamiamo lingua, come la parte del corpo che serve per parlare) è sempre intrigante. C’è l’occhio del ciclone, ci sono le arterie delle città e c’è la curiosità del ficca...naso. Le parole cuore, testa e mano si trovano in mille frasi che parlano di tutt’altro, dove quindi noi ci ritroviamo. Ma il gioco che preferisco, con il quale spesso chiudo i miei incontri con i ragazzi, è un quesito a cui ognuno può dare la propria risposta: perché su Marte, che è il pianeta rosso, immaginiamo i marziani come omini verdi; ma soprattutto perché sulla Terra, che è il pianeta azzurro, noi terrestri siamo di tutti i colori?

 Dalla testa ai piedi

Autore: Andrea Valente
Illustratore: Gek Tessaro 

Editoriale Scienza
Collana: A tutta scienza

Età: da 8 anni
Argomento: Corpo umano, medicina

Pagine: 128

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Chiara Tacconi: 28 Maggio 2018 Divulgazione

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