LIM e didattica: la parola ai docenti

Entra in Giunti Scuola

Hai dimenticato i dati di accesso?

Non sei ancora registrato?

Entra anche tu a far parte della più grande community di insegnanti italiani sul web!

Perché dovrei registrarmi?

Array
(
    [cmg_userData] => Array
        (
            [localhost%%gs_prod] => Array
                (
                    [profile] => ANONYMOUS
                    [groups] => Array
                        (
                            [-2] => SanchoEverybody
                        )

                )

        )

    [cmg_channels] => Array
        (
            [YNX6F2WE] => Array
                (
                    [type] => method
                    [methodName] => cmg_processURL
                )

            [K98Q8FJ2] => Array
                (
                    [type] => method
                    [methodName] => sancho_Object_showUp
                )

            [Q2W3SW8L] => Array
                (
                    [type] => method
                    [methodName] => sancho_Object_showUp
                )

        )

    [cmg_lang] => 
)
/var/www/custom/src/gs/loginBar/index.html:20:boolean true

L’impatto della lavagna interattiva multimediale nella scuola primaria secondo i docenti coinvolti nel Piano Scuola Digitale – LIM dopo il primo anno di adozione della tecnologia.

Istituto Comprensivo Statale “Baccio da Montelupo”, Montelupo Fiorentino (FI) - Foto di Giuseppe Moscato (ANSAS)

Nell’anno scolastico 2010-2011 oltre 6450 lavagne interattive multimediali fanno il loro ingresso nella scuola primaria, con una distribuzione capillare su tutto il territorio.

L’operazione si colloca nell’ambito del Piano Scuola Digitale promosso dal MIUR, che, a partire dal 2009, con l’azione rivolta alla scuola secondaria di I grado (con quasi 30.000 docenti coinvolti), ha visto l’assegnazione di oltre 35.000 LIM nei tre ordini di scuola.
Si tratta della prima iniziativa in Italia su scala nazionale.

Nell’azione formativa di supporto affidata all'Agenzia Nazionale per lo Sviluppo dell'Autonomia Scolastica, vengono coinvolti oltre 10.000 insegnanti di scuola primaria (contemporaneamente sono impegnati nella formazione circa 6000 docenti di scuola secondaria di II grado).

Uno spaccato significativo della reazione degli insegnanti affiora dalla lettura delle risposte ai questionari proposti ai corsisti dai ricercatori del Dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi di Genova (a cui ANSAS ha affidato l’azione di monitoraggio) a conclusione del percorso formativo e dopo quasi un anno di sperimentazione della LIM.

Intanto, un gran numero di docenti ha incontrato in quest’ultimo anno per la prima volta la Lim: oggetto del desiderio per i più, ma anche motivo di sospetto per molti.


 

La relazione tra aspettative/paure ed effettivi risultati in classe può emergere adottando tre punti di vista:

● l’impatto “fisico” della LIM;
● l’impatto sulla didattica della LIM;
● l’impatto sugli studenti della LIM.

L’impatto in aula

Il primo impatto, inevitabile, deriva dalla presenza stessa della LIM come oggetto che occupa l’aula con effetti sul consueto utilizzo degli spazi. Oltre il 48% dei corsisti ha affermato che l’ingresso in classe della LIM ha avuto conseguenze sull’organizzazione dell’aula e le sue caratteristiche strutturali.

Alcuni interventi sono ovviamente funzionali a favorire l’interazione con lo strumento, per cui si predispone una postazione adeguata per il computer, si sposta la cattedra per aumentare lo spazio intorno alla lavagna, si montano tende oscuranti e si cambia la disposizione dei banchi per una migliore visibilità. L’effetto più vistoso è forse il progressivo “decentramento” della lavagna di ardesia, collocata sempre più in posizioni marginali fino, in alcuni casi, alla sua totale estromissione dall’aula.

Molte classi vengono dotate di connessione wifi e in alcuni casi la tecnologia chiama nuova tecnologia per cui si acquistano portatili, stampanti, scanner, ecc.

La riorganizzazione avviene “per necessità di avere spazio per le strumentazioni tecnologiche collegate alla LIM (PC, tastiera, stampante, document camera...) e per poter affiancare sulla stessa parete la LIM e la lavagna tradizionale, che si continuano ad utilizzare entrambe in momenti e con obiettivi diversi”.

Nelle considerazioni dei docenti serpeggia però un’esigenza più complessa e profonda, talvolta inconsapevole: lo strumento induce a proporre nuove pratiche didattiche, stimola la sperimentazione di diverse metodologie, per le quali l’organizzazione abituale degli spazi si dimostra spesso inadeguata.

Si tende verso una disposizione dell’aula più laboratoriale e flessibile, in grado di promuovere sopratutto il collaborative learning: “trasformerei la classe in aula multimediale dove la LIM funga da spazio di condivisione di informazioni e di apprendimento cooperativo con una maggiore differenziazione dei percorsi”; “l'arredo deve essere compatibile con un clima di condivisione e collaborazione da parte di tutti gli attori”; “c'è già stata una riorganizzazione dello spazio-classe, con la creazione di angoli con funzioni d'uso diverse, al fine di meglio organizzarsi secondo una didattica per gruppi e mastery learning”.
 

L’impatto sulla didattica

Ma quale impatto la Lim ha avuto sui metodi didattici impiegati, secondo quanto dichiarato dai corsisti? Nel primo anno di utilizzo, l’innovazione appare più auspicata che effettivamente realizzata: la lezione frontale, seguita da attività di discussione, di confronto, lavori individuali, è ancora privilegiata.

D’altro canto siamo di fronte ad una prima fase di adozione, in cui l’impegno maggiore viene investito nella familiarizzazione con la tecnologia e non ci si sente pronti a sperimentare metodi diversi. È presumibile che la scarsa padronanza del mezzo induca a riproporre pratiche consolidate e che si è sicuri di controllare.

L’impatto sugli studenti

Tra i pregiudizi più diffusi – e sfoderati dai docenti “refrattari” all’introduzione delle ICT in classe – c’è la convinzione che la tecnologia determini un rallentamento delle attività, che distragga gli studenti, promuovendo atteggiamenti individualistici e aumentando il caos in aula.

Le risposte dei docenti invece smentiscono questa credenza e, nel valutare l’impatto sugli studenti, tutti concordano nel ritenere che l’uso della LIM coinvolga gli alunni, facendoli sentire protagonisti, rendendo più efficace la didattica – “la comunicazione con i bambini è talmente diretta da essere molto efficace” – e migliorando l’apprendimento.

Gli insegnanti di primaria evidenziano inoltre che LIM favorisce la personalizzazione dei percorsi di apprendimento, incrementa la collaborazione e il supporto reciproco, promuove l’impegno e il lavoro individuale: “la lavagna può essere un mezzo per realizzare esperienze condivise mediante un approccio volto a favorire le diverse intelligenze dei nostri alunni”.

Alla richiesta di indicare i vantaggi maggiormente riscontrati in relazione all’impiego della LIM, il primo aspetto evidenziato riguarda proprio l’aumento di interesse, motivazione e partecipazione degli studenti alle lezioni: “lo strumento si presenta accattivante e riesce ad attirare l'attenzione degli alunni favorendo e migliorando i tempi d'attenzione generali”.

Questo interesse è riconoscibile particolarmente in alunni con disabilità (“nella mia classe c'è una bambina disabile affetta da ipoacusia profonda che ha tratto molto vantaggio dalla presenza della LIM”); bisogni educativi speciali, bambini difficili e/o svantaggiati (“perfino bambini con difficoltà di apprendimento o con problemi di comportamento e di relazionalità sono apparsi subito ben disposti a collaborare con gli altri compagni nell'utilizzo della LIM nelle varie discipline”) o stranieri (“fornisce supporto visivo per stranieri o bambini con povertà di linguaggio”).

In conclusione l’introduzione della LIM in classe non è stata percepita come un’intrusione destabilizzante, ma è stata accolta positivamente come occasione di rinnovamento e di sviluppo di competenze professionali. La LIM sembra essersi progressivamente integrata nelle pratiche didattiche quotidiane, che hanno visto un’apertura verso nuove opportunità di insegnamento/apprendimento e verso percorsi diversificati, con conseguenze positive anche nel clima relazionale: “l'allegria in classe e la voglia di fare”, così un insegnante sintetizza l’esperienza alla fine dell’anno scolastico.

Condividi:

Commenti

Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti.
Entra in Giunti Scuola

  • avatar

    Pietro Sacchelli

    15:6, 23 Settembre 2012
    E' necessario parlare di Pierino, non della lavagna! Povero Don Milani...


  • avatar

    pcicconi

    18:5, 31 Agosto 2012
    Qualche esempio concreto di utilizzo, qualche suggerimento per iniziare? Nella mia scuola se ne trova 1 ogni 5  classi e bisognerebbe turnare per utilizzarla............