Elogio del gioco d'azzardo, a scuola

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Elogio del gioco d'azzardo, a scuola

Intervista a Cesare Lanza

Insegnare il gioco d’azzardo fin dall'asilo? È questa la recente proposta Cesare Lanza, giornalista, autore televisivo e regista. Lo abbiamo intervistato per saperne di più, e per chiedere ai nostri lettori cosa ne pensano.

Gioco d'azzardo a scuola

Buongiorno Cesare Lanza: nell’ultimo mese giornali, radio e televisione hanno parlato a lungo della sua proposta di insegnare il gioco d'azzardo a scuola. Ci vuole spiegare meglio di che si tratta?

Il problema esistenziale di tutti è quello di trovare un equilibrio con se stessi e verso il mondo. È l’unico modo per riuscire a vivere serenamente. Il gioco d’azzardo insegna a saper perdere e a saper vincere. Però è insidioso, può diventare anche distruttivo, se non se ne conoscono le regole. Da qui il mio invito a farne materia d’insegnamento a scuola, anzi all’asilo, quantomeno all’università.

Ma secondo lei gli insegnanti della scuola dell'infanzia e primaria potrebbero raccogliere il suo suggerimento?

Come spiego nel mio libro Elogio del gioco d’azzardo, che sarà in libreria dall'autunno, uomini e donne fin dalla nascita e poi per tutta la vita affrontano rischi: piccoli ed estremi. L’importante è esserne consapevoli, in modo da capire facilmente quanto possa essere grave, o affrontabile, l’azzardo – nel momento e nei modi giusti.

Come insegnare a giocare questa partita quotidiana, ad esempio perché (siamo in tema) scegliere una scuola anziché un’altra, o certe amicizie anziché altre, oppure l’acquisto di un motorino o di un’automobile, i cibi, le vacanze, eccetera all’infinito?

Il metodo più semplice sarebbe quello di insegnare ai ragazzi una partita a carte, dando loro in dote alcune caramelle per le puntate. Chi perderà, imparerà a riflettere e sarà aiutato dall’insegnante a non disperarsi. Chi vincerà sarà sollecitato a non esaltarsi. Se insegnare il poker o altro gioco suscitasse troppo scandalo dai moralisti, l’insegnante potrebbe tenere lezioni esemplificative ed esplicative, su cosa sia il coraggio, quando sia necessario, su come sia giusta la riflessione, come sia accettabile la paura, e ancor di più la prudenza, di fronte ai pericoli.

La scuola dovrebbe avere anche un compito di vigilanza e prevenzione in questo settore?

Oggi, in effetti, tutti i minorenni (attraverso internet), sono esposti alla tentazione, e di conseguenza alla pericolosità, dei giochi d’azzardo. Ecco perché suggerisco che sia giusto e importante insegnare il gioco, che può essere istruttivo, anziché abbassarsi a sbrigativi proibizionismi, un modo per dichiararsi sconfitti di fronte alla supremazia dell’intelletto e dell’astuzia. E infine, con le censure, le proibizioni e i divieti, è storicamente accertato che non si ottengono risultati positivi, ma si lascia spazio alle invasioni della criminalità.

Per saperne di più

17 Luglio 2013 Cultura e pedagogia

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Commenti

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    Paolo__B

    11:20, 29 Luglio 2013
    Insegnare a giocare ed gioco d'azzardo mi paiono ambiti tra loro molto distanti. Il gioco dei bimbini e con i bambini non ha nulla a che vedere col gioco d'azzardo, che non a caso è prerogativa degli adulti. Il secondo nasce come speculazione sul gioco altrui (scommesse sportive) o come virtuosismo poi utilizzato per vincere al gioco in modo facile (ricorda il doping nello sport). 
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    luca_mischiello

    10:13, 18 Luglio 2013
    Se il problema e' abituare al rischio, secondo me va bene anche il gioco dell'oca. Oppure il gioco delle carte, che nelle mie classi ho sempre praticato, senza azzardo.
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    nscalzi

    10:7, 18 Luglio 2013
    Cosi' per combattere la droga dovremmo insegnare a drogarsi?