Dentro il giorno della memoria

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Che cosa si fa nelle scuole? Quali possono essere i percorsi didattici per affrontare
seriamente un passaggio così drammatico della storia recente? Invitiamo tutti a leggere e commentare questo prezioso contributo di Anna Sarfatti, da "La Vita Scolastica" di gennaio.

Il giorno della memoria a scuola

Si avvicina il “Giorno della Memoria”, ricorrenza istituita dalla Legge 211 del 2000 che, all’articolo 2, invita ad agire in due direzioni principali: far conoscere nelle scuole di ogni ordine e grado quanto è accaduto al popolo ebraico e ai deportati militari e politici italiani nei campi nazisti e aiutare i giovani a maturare una responsabilità individuale e collettiva che impedisca il verificarsi di tragedie di quel tipo.

Ma che cosa hanno fatto davvero le scuole in questo senso? Che cosa hanno fatto le scuole primarie? Mi si consenta una generalizzazione basata su esperienze dirette e indirette e su informazioni tratte dalla rete: la scuola primaria ha risposto con percorsi e iniziative spesso collegati alla lettura di un libro (per esempio Il diario di Anna Frank), di poesie (quelle dei bambini di Terezin), alla visione di film (La vita è bella, Train de vie) o all’ascolto di canzoni (Auschwitz di Francesco Guccini).

In alcuni casi sono stati organizzati incontri con testimoni delle vicende legate alle persecuzioni o, ancora, si sono visitate sinagoghe, musei o luoghi della memoria. Spesso, in seguito agli stimoli ricevuti, i bambini sono stati invitati a esprimersi con testi o disegni.

Credo che per la maggior parte dei casi la scelta delle proposte sia avvenuta per passaparola o semplicemente attingendo a quel repertorio oramai riconosciuto come “classico”, anche se non conosciuto di prima mano.

Capita infatti che l’insegnante si trovi a vedere il film o a leggere il libro per la prima volta, insieme ai suoi bambini. Ora che abbiamo maturato un po’ di esperienze è arrivato il momento di chiederci: che risultati hanno dato? Quanto riteniamo abbiano inciso sulle conoscenze dei bambini e su una loro prima responsabilizzazione?

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