ArdesiaTech: una sperimentazione tecnologica all’avanguardia

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ArdesiaTech: una sperimentazione tecnologica all’avanguardia

Cosa succede quando le tecnologie dell’informazione e della comunicazione vengono introdotte in classe? Come si trasforma l'ambiente di apprendimento?

Gli alunni impegnati durante il lavoro di gruppo sullo SMART Table. Foto di Giuseppe Moscato, fonte immagine: http://bricks.maieutiche.economia.unitn.it

La classe del futuro: un esperimento

Immaginiamo un’aula con i banchi disposti in fila, gli alunni seduti di fronte alla lavagna di ardesia e l’insegnante in cattedra pronto ad argomentare i contenuti teorici della lezione classica. Cosa accadrebbe se l’equilibrio formale della classe venisse alterato dall’arrivo di un computerino per ogni studente? Come potrebbe cambiare l’ambiente di apprendimento? Che tipo di modificazione subirebbero i rapporti fra i compagni di classe e con gli insegnanti? Voglio parlarvi proprio di questo, di cosa potrebbe accadere se all’interno di una classe venisse inserito un setting tecnologico sofisticato, costituito da piccoli computer connessi con la LIM, lavagna interattiva multimediale.

L’istituto Comprensivo Statale Baccio da Montelupo è lo scenario, senz’altro privilegiato, dove l’immaginazione è divenuta realtà. Grazie al progetto ArdesiaTech le classi dell’istituto ospitano una sperimentazione tecnologica che si avvale di un setting strumentale molto particolare. La vecchia ora di informatica, di solito relegata in un’aula che porta il nome di “laboratorio di tecnologia o di informatica”, lascia il posto a una vera e propria classe, dove gli strumenti tecnologici sono alla portata dei bambini che interagiscono con essi in ogni fase del tempo scuola. La presenza delle tecnologie costituisce un valore aggiunto quotidiano, in grado di modificare l’ambiente e di potenziare l’attività che in esso si svolge.

Infatti tutti i giorni gli alunni sul banco trovano un PC a loro disposizione e possono condividere questa opportunità esclusiva con i compagni e con l’insegnante. Ogni risorsa didattica veicolata attraverso la LIM può essere visualizzata e conservata sul computer degli alunni, ogni contenuto prodotto dagli alunni può esser condiviso con i compagni sulla superficie tattile della LIM, piano di lavoro comune e visibile a tutti durante la lezione.

Al centro della classe c’è sempre l’insegnante, che diventa una guida e un sostegno per gli allievi, i quali acquisiscono autonomia nel processo di apprendimento attivato dal docente. Un nuovo modo di fare didattica che genera cambiamento e innovazione.

Dobbiamo considerare che la presenza delle sole tecnologie non è sufficiente a generare l’innovazione del metodo: occorre rivedere e rielaborare l'organizzazione didattica delle ore trascorse in classe con gli allievi. La lezione di tipo cattedratico comincia così ad avere poco senso portando l'insegnante a trasformare il proprio ruolo da elargitore di saperi a coordinatore dell’azione didattica in classe.

Il setting

Le classi sperimentali protagoniste del progetto ArdesiaTech sono caratterizzate dall’inserimento delle TIC in classe in contesti d’uso quotidiano. Il lavoro tradizionale delle maestre viene affiancato dalla presenza di un setting tecnologico che è in grado di ridefinire spazi e luoghi del contesto educativo classico.

Il posizionamento all’interno delle classi delle tecnologie della comunicazione e dell’informazione ha permesso di utilizzare una LIM (lavagna interrattiva multimediale), predisposta per essere connessa con i Netbook personali degli alunni. Lo schermo condiviso della LIM indica se l’alunno è connesso all’attività didattica svolta dal docente. Se è connesso può ricevere i file inviati dall’insegnante, e, a sua volta, il docente può analizzare e verificare lo svolgimento del compito dell’alunno, per poi condividerlo con tutti i compagni di classe attraverso il piano di lavoro digitale comune.

Ogni singolo alunno può svolgere i compiti assegnati dalla maestra in classe o a casa, avendo la fortunata possibilità di portare il PC con sé al termine delle ore scolastiche. In questo modo tutti i componenti della classe sono stimolati dalla presenza delle tecnologie e dei loro linguaggi multimediali, e sono pronti a recepire gli stimoli delle insegnanti partecipando attivamente alle pratiche quotidiane.

Durante le fasi di ricerca è emerso che le sollecitazioni provenienti dalle tecnologie stimolano atteggiamenti socializzanti connessi a dinamiche di apprendimento puro e di apprendimento tra pari. Gli alunni durante i momenti critici di maggiore incertezza e perplessità non richiedevano l’intervento diretto del docente, ma cercavano un sostegno dal compagno. Anzi, gli allievi chiedevano, spesso, alle insegnanti di poter sostenere e guidare i compagni che mostravano una maggiore lentezza durante la risoluzione del compito assegnato in aula.

Un valore aggiunto

Le nuove generazioni sono attratte dalla possibilità di confrontarsi con dispositivi tecnologici sempre più all’avanguardia e mostrano un grande interesse per i contenuti veicolati dalle tecnologie. Ecco perché diventa fondamentale tracciare uno scenario teorico e metodologico di riferimento utile per costruire dinamiche didattiche diverse da quelle usualmente applicate nella quotidianità scolastica.

L’inserimento delle TIC deve essere interpretato come un valore aggiunto all’attività didattica: le tecnologie dell’informazione e della comunicazione consentono di attivare processi di apprendimento collaborativo che valorizzano la costruzione sociale della conoscenza. In questo modo la classe diventa un luogo di apprendimento finalizzato alla costruzione di competenze e conoscenze in un ambiente sociale. Permettendo di instaurare processi di relazione fra i bambini, fra i docenti, fra gli alunni e i docenti.

Si può affermare che si tratta di una sperimentazione di scuola primaria molto positiva, volta alla ricerca di un ambiente di apprendimento dove le tecnologie più sofisticate (dalla LIM al Netbook) aiutano i bambini a stare bene nell’ambiente scolastico, arricchendo l’offerta formativa del curriculum che la scuola propone ai suoi piccoli utenti.

Per saperne di più

  • Il team operativo del progetto ArdesiaTech è costituito dai ricercatori ANSAS (Agenzia Nazionale per lo sviluppo dell’Autonomia Scolastica), direzione scientifica di Massimo Faggioli in collaborazione con i partner del progetto: Università di Milano Bicocca, Intel, SMART Technologies, Microsoft, Fondazione ASPHI Onlus e l’Istituto comprensivo “Baccio da Montelupo” di Montelupo Fiorentino.
  • Si può vedere un video di presentazione del progetto, presentato, tra l’altro, all’ultimo ABC di Genova, qui.

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