"La mia resistenza" - Intervista a Roberto Denti

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Roberto Denti, fondatore della Libreria dei Ragazzi, scrittore, attivissimo promotore della lettura ha da poco pubblicato “La mia Resistenza”. Si tratta di un volume di memoria e di testimonianza, un libro dallo stile semplice ed elegante. Vi si racconta, tra l’altro, la storia di un ragazzo, poi di un uomo che ha intrecciato la sua piccola storia con la grande Storia d’Italia.

Copertina "La mia Resistenza"

La Resistenza è uno dei momenti più complessi della nostra storia recente. Cosa può dire e insegnare ai ragazzi di oggi? In che modo può colpirli, emozionarli?

Credo che oggi i bambini e i ragazzi possano essere portati dentro simili racconti solo con la guida di un adulto, formatore o insegnante. Della Resistenza non si parla più difatti a casa, in famiglia, a meno che non ci siano gli oramai (pochi) testimoni di quel momento della nostra storia, o lutti particolarmente eminenti o duri ricordati dagli eredi.

Il momento della Resistenza, alcune date fondamentali come l’8 settembre, il 25 aprile, non dicono poi più molto ai bambini e ai ragazzi d’oggi. Quindi a mio modo di vedere occorre raccontare di nuovo la Resistenza, più volte, e dare così una serie di riferimenti concreti a bambini e ragazzi. Oggi più di ieri i giovani vanno guidati nel percorso di avvicinamento a momenti nevralgici della nostra storia recente: perché appunto se ne parla meno a casa, e i programmi scolastici remano contro, specie nel caso dei più piccoli.

Perché ha scelto di raccontare la sua esperienza dopo tanti anni?

Mi ha convinto mia moglie Gianna, insieme con l’editore che ha voluto questo libro. Subito dopo la guerra ho avuto (con me molti altri) pudore a raccontare questa parte della mia vita, come a dire che non volevo sbandierare di “esser stato bravo”. Scrivendo La mia Resistenza ho vinto una sorta di ritrosia, e l’ho fatto attenendomi fedelmente ai fatti, riportando la testimonianza di un incontro tra la “mia storia” e la storia d’Italia. Non c’è nulla di romanzato in questo libro: mi è sembrato il modo migliore e di raccontare ai più giovani quel periodo, e di vincere la ritrosia, il pudore di cui parlavo.

“La mia Resistenza” è un libro che può essere letto nella scuola primaria? Come?

Io consiglierei una lettura ad alta voce, con l’accompagnamento di spiegazioni da parte dell’insegnante e di domande da parte dei bambini. So per esperienza che una volta messi alcuni puntelli – date fatti uomini – i bambini si incuriosiscono, si lasciano incantare dalla parola, non la ingoiano come lettera morta: la prendono come punto di partenza per tante domande, curiosità, e infine per un racconto a più voci, e vivissimo, dove raccontare di nuovo, incuriosirsi ed imparare vanno insieme.

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