Come si mangia alla mensa scolastica?

Entra in Giunti Scuola

Hai dimenticato i dati di accesso?

Non sei ancora registrato?

Entra anche tu a far parte della più grande community di insegnanti italiani sul web!

Perché dovrei registrarmi?

Array
(
    [cmg_userData] => Array
        (
            [localhost%%gs_prod] => Array
                (
                    [profile] => ANONYMOUS
                    [groups] => Array
                        (
                            [-2] => SanchoEverybody
                        )

                )

        )

    [cmg_channels] => Array
        (
            [X45SAGT9] => Array
                (
                    [type] => method
                    [methodName] => cmg_processURL
                )

            [YJHF1Z81] => Array
                (
                    [type] => method
                    [methodName] => sancho_Object_showUp
                )

            [P5J3VAXV] => Array
                (
                    [type] => method
                    [methodName] => sancho_Object_showUp
                )

        )

    [cmg_lang] => 
)
/var/www/custom/src/gs/loginBar/index.html:20:boolean true

Il parere d un critico gastronomico, Leonardo Romanelli: qualche consiglio per valutare i piatti della refezione scolastica. Di Chiara Tacconi 

mensa Leonardo Romanelli

Per chi mangia a scuola, il pasto della mensa è un momento importante della giornata. I piatti proposti ogni giorno possono essere apprezzati o sgraditi da bambini, insegnanti, genitori, commissioni mense… Come possiamo tentare di dare un giudizio il più possibile obiettivo ai cibi della refezione scolastica?
Lo abbiamo chiesto a un “palato professionista”, Leonardo Romanelli, critico enogastronomico, collaboratore delle guide nazionali del Gambero Rosso, professore in un istituto superiore alberghiero, giornalista e autore di numerosi articoli e libri sul mondo del vino e del cibo.

Come possono insegnanti e genitori valutare con al massima obiettività possibile il cibo della mensa scolastica? Da dove si comincia?

“Anche io ho fatto parte di una commissione mensa nella scuola dei miei figli. L’obiettività si tenta di raggiungere attraverso una riunione con i genitori dove si cerca di stabilire i livelli minimi base, sapendo che non siamo in un ristorante gourmet. Che arrivi il cibo in monoporzioni o che sia distribuito dagli addetti, sicuramente il concetto di appetibile non appartiene a questo mondo gastronomico. Se la parte visiva è quasi obbligatoriamente negativa, meglio allora concentrarsi su olfatto e gusto, sperando di rimanere sorpresi e di non imbattersi subito in una sensazione olfattiva dimessa…”.

Iniziamo dai primi piatti: che cosa annotare?

“Sui primi piatti, il limite vero è la pasta, sempre presente e mai fatta in modo giusto. Normale, quando la cottura viene fatta ore prima con un sistema che la maggior parte delle volte non riesce a lasciare la pasta al dente. Può aiutare un condimento che dia sapore, ma secondo me sarebbe da adottare la linea delle preparazioni al forno e dando spazio a piatti gustosi: lasagne, pasta al forno, ma anche creme visto che le zuppe temo non abbiano in età scolare quell’appeal che ritroviamo in età matura. E poi magari rispolverare un grande classico come la polenta e, in estate, abolire il primo e proporre cereali come l’insalata fredda di orzo o di farro. Quella di riso no, vi prego!

E cosa osservare con i secondi e i contorni?

“L’immagine di un filetto di sogliola o merluzzo servito nudo e povero mi mette una tristezza infinita e mi immagino per i ragazzi cosa possa essere. E la verdura? Se 'si mangia perché fa bene' e non perché piace, vuol dire che tutto viene lasciato e buttato. I fagiolini grigi, i finocchi bolliti, gli spinaci insapori: impossibile fare le verdure gustose cotte in autoclave. Andrebbe ripensato il concetto di mensa: se non si possono fare mense per ogni scuola per motivi economici, istituiamo il monopiatto appetitoso: meno spreco di soldi, maggior successo di pubblico… e di critica!

Quali altri accorgimenti potrebbero essere presi in considerazione per la composizione del menu?

“Si riesce ad avere stagionalità? È il punto essenziale, solo che in inverno quello che la natura ci dà non mette tanta allegria. Però sarebbe importante educare che non è logico mangiare zucchine e melanzane a dicembre anche se viene fatto abitualmente. Almeno sarebbe una bella prova educativa... sul campo.

Quali sono gli errori più comuni da rilevare?

“Sulla mensa si fa prima a trovare le cose belle! A parte gli scherzi, quello che dovrebbe stupire è la prevalenza di un ingrediente coprente, utilizzato per evitare di 'sentire' gli altri perché magari non sono così invitanti”.

Qualcosa a cui non pensiamo e invece è importante?

“La temperatura di servizio: se non viene rispettata anche il piatto più buono decade in maniera irrimediabile. E come si fa a rispettarla in tante mense? Praticamente impossibile”.

Considerato anche che ogni scuola ha abitudini diverse per il servizio, come rendere più gradevole il momento del pasto?

“Sempre coinvolgere i bambini: il servizio diventa un gioco e in questo modo mangiano più volentieri”.

In una visita alla cucina della mensa, che cosa è opportuno osservare?

“Aprire i frigoriferi e guardare come sono conservati gli alimenti, guardare sotto le cucine, controllare i forni, dare uno sguardo alle pentole, se esistono: nelle cucine collettive spesso si cucina con attrezzature difficili da giudicare per i non esperti.

 

 

 

Conosci le riviste Giunti Scuola? Apri questo collegamento e scopri le offerte dedicate a La Vita Scolastica, Scuola dell'Infanzia, Nidi d'Infanzia e Psicologia e Scuola, oltre alla nostra Webtv!

2 Marzo 2019 Articoli

Condividi:

Commenti

Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti.
Entra in Giunti Scuola