Colori nella storia - Dialogo fra Passato e Presente: rosso, nero e bianco

Entra in Giunti Scuola

Hai dimenticato i dati di accesso?

Non sei ancora registrato?

Entra anche tu a far parte della più grande community di insegnanti italiani sul web!

Perché dovrei registrarmi?

Array
(
    [cmg_userData] => Array
        (
            [localhost%%gs_prod] => Array
                (
                    [profile] => ANONYMOUS
                    [groups] => Array
                        (
                            [-2] => SanchoEverybody
                        )

                )

        )

    [cmg_channels] => Array
        (
            [ZZN8RUM2] => Array
                (
                    [type] => method
                    [methodName] => cmg_processURL
                )

            [YGQ76ZCZ] => Array
                (
                    [type] => method
                    [methodName] => sancho_Object_showUp
                )

            [FFZBI1VU] => Array
                (
                    [type] => method
                    [methodName] => sancho_Object_showUp
                )

        )

    [cmg_lang] => 
)
/var/www/custom/src/gs/loginBar/index.html:20:boolean true
/var/www/custom/src/gs/loginBar/index.html:21:string '-3' (length=2)
/var/www/custom/src/gs/loginBar/index.html:22:int -3

Colori nella storia - Dialogo fra Passato e Presente: rosso, nero e bianco

Il progetto Colori nella storia ci aiuta a interrogare il passato a partire dalle domande del presente. Abbiamo interrogato il Caos, la Villa di Minori, il Tempio di Nettuno, le antiche mappe. Oggi esploriamo un elemento architettonico per parlare di rosso, nero e bianco.

1

L’originale della terracotta policroma che vedete qui a lato fu scoperto nel terreno alla base del tempio denominato la Basilica, quando vennero avviati i primi scavi regolari nel sito archeologico di Paestum, nel 1906.

Quasi sicuramente, si tratta di un elemento del tempio che si era deteriorato ed era stato sostituito nel corso della manutenzione costante degli edifici sacri della città di Poseidonia. Trattandosi di una parte del tempio – e pertanto sacra – non veniva distrutta, ma seppellita ritualmente nell’area del santuario circostante il tempio. La lunghissima sepoltura nella terra ha consentito una buona conservazione dei colori originari delle decorazioni: rosso, nero e bianco. Raccontiamo alcuni aspetti della storia di questi tre colori nell’Occidente, quindi torniamo a osservare l'oggetto che ha ispirato le nostre domande e le nostre ricostruzioni.

Tre colori, tre significati

In Occidente, dalla Protostoria e per un tempo molto lungo, i molteplici ruoli sociali e culturali dei colori sono stati svolti, in primo luogo, dalla cosiddetta triade primitiva che era costituita, appunto, dai colori rosso, nero, bianco.

  • Il rosso era il colore del sangue degli uomini e degli animali, simbolo della vita, ma anche della violenza e della morte ed era il colore del fuoco, analogamente creatore e distruttore. Da queste dualità è derivata una simbologia ambivalente che, in Occidente, ha consentito al rosso, di rappresentare sia il colore degli dei, dei re, del lusso dei potenti, sia quello della guerra e dei guerrieri. Inoltre, poiché in natura i pigmenti rossi sono sempre stati numerosi e facilmente accessibili è stato dalla gamma dei rossi che l’uomo ha saputo trarre il maggiore rendimento nella pittura, come nella tintura dei tessuti. Per questa ragione la tavolozza dei rossi si è strutturata prima di quella degli altri colori ed è stata, molto a lungo, la più importante, variegata e persistente.
  • Il nero era il più misterioso e inquietante fra i colori: essenziale in tutti i grandi miti di fondazione – in Occidente, come in Asia e in Africa – nei quali le Tenebre assolute avevano preceduto la Luce, era caratteristico delle profondità e degli abissi della Terra dove era rinchiusa, per sempre, la profonda Notte delle origini. Così, il nero che aveva preceduto ogni altro colore è stato caratterizzato da uno statuto negativo in quanto nell’assenza della luce (il nero) nessuna vita è possibile. Tuttavia, nello stesso tempo, esisteva anche il nero fertile, come quello che in Egitto simboleggiava il limo depositato dal Nilo, contrapposto al rosso delle sabbie del deserto, o come quello delle grandi nubi cariche della pioggia che feconda la terra o del nero della pelle di talune dee-madri o divinità femminili associate alla fertilità della Terra nera, ovvero la Terra nutrice. Anche in questo caso si è sviluppata e affermata una doppia simbologia del nero: colore matrice e creatore / colore inquietante e mortifero
  • Dalla seconda metà del Seicento - a seguito della scoperta dello spettro della luce da parte Isaac Newton - e fino alla metà del Novecento circa, il bianco e il nero sono stati pensati come dei non-colori, per molti aspetti appartenenti a una sorta di un diverso mondo parallelo, quello in bianco e nero. La considerazione del bianco come un non-colore ha comportato come conseguenza la sua associazione alla lacuna e all’assenza: la pagina bianca (senza testo), la notte in bianco (senza sonno), il cibo in bianco (senza condimenti), espressioni linguistiche che ancora oggi vengono utilizzate, nonostante da oltre mezzo secolo il bianco sia stato reintegrato fra i colori a pieno titolo. Ma nell’Antichità, per tutto il Medioevo e parte dell’età Moderna quei significati non avrebbero avuto alcun senso, mentre il colore bianco rappresentava la luce intensa e la purezza.

Sima della Basilica: una storia per immagini e colori

Qui di seguito, ecco la storia della Sima della Basilica: la domanda che i suoi colori originari ci pongono (prima immagine), la ricostruzione dei colori originari (seconda immagine), il luogo da cui la sima proviene (terza immagine).

Sima laterale della Basilica, 530 a.C. circa, terracotta policroma, Paestum Museo Archeologico Nazionale.

Sima laterale della Basilica, ricostruzione cromatica realizzata per l’esposizione "Colori nell’antica Paestum. Vita dei colori e colori della vita", tuttora allestita nel Museo Archeologico Nazionale di Paestum.

Tempio denominato la Basilica la cui costruzione è avvenuta, fra il 550 e il 530 a.C., nel santuario meridionale della colonia greca di Poseidonia. Probabilmente il tempio era dedicato ad Hera.  

Colori che resistono al tempo

Questo elemento architettonico del VI secolo a.C., nonostante il lungo tempo trascorso, ha conservato i colori originali piuttosto bene. Perché? Vi propongo di scoprirlo nel filmato, tratto dal progetto Colori nella storia:

 

Per saperne di più

Condividi:

Commenti

Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti.
Entra in Giunti Scuola