Bambini e sessualità, un avvicinamento troppo precoce?

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Bambini e sessualità, un avvicinamento troppo precoce?

Uso e abuso di parole esplicite, bambini adultizzati. È scomparsa l’età della latenza? Qualche domanda per un fenomeno nuovo. Di Franco Nanni, psicologo. 

ape fiore fecondazione

Un tempo non remoto si tendeva a pensare agli anni della scuola primaria come l’età della latenza, contraddistinta da un relativo disinteresse per gli organi sessuali e la sessualità, e in definitiva questa rappresentazione non è del tutto scomparsa, né è stata sostituita da altre idee altrettanto pervasive. Tuttavia negli anni ho ricevuto da tante insegnanti segnali plurimi che qualcosa stia cambiando, anzi, che sia già decisamente cambiato. Aumentano le domande dei bambini sul sesso, nonché l’uso e l’abuso di parole e frasari a contenuto sessuale talvolta assai esplicito, non mancano le visite e le ricerche sul web di immagini sessuali da parte di alunni anche piccoli, aumentano i sequestri di disegni di organi e atti sessuali, e non è così raro sorprendere coppiette di bimbi di otto, nove anni intenti a mimare i movimenti dell’atto sessuale.
Si tratta di segnali la cui rappresentatività statistica è ignota, il che impedisce di comprendere importanti aspetti quantitativi del fenomeno. Intorno ad esso stanno mutamenti sociali e culturali abbastanza noti: diffusione e uso incontrollato di smartphone e tablet anche tra i piccolissimi, immagini sessuali diffuse sui normali media generalisti, tendenza di molti genitori ad adultizzare i figli, comunicando con loro come fossero dei pari età, dunque anche veicolando contenuti sessuali con pochi filtri. Ci sono però a mio parere diverse domande ancora senza risposta, che provo a sintetizzare:
● Il fenomeno riguarda la generalità dei bambini della scuola primaria o una minoranza più o meno consistente?
● Si può individuare una età-soglia che segni l’esordio del fenomeno?
● Quali sono le condotte più frequentemente osservate? Ci sono differenze di genere?
● Si può dire che si tratti di condotte decisamente sessuali, o piuttosto di comportamenti che hanno più il carattere della trasgressione e della curiosità, il cui contenuto è sì “sessuale” ma non sostenuto da impulsi ormonali sostanziali?
● Attorno al fenomeno si osservano anche episodi connotati come aggressivi, di sopraffazione, di bullismo?
● Possiamo ritenere che il fenomeno sia in sé e per sé preoccupante, o che sia semplicemente il derivato di mutamenti più globali della società?
Mi auguro che lettrici e lettori contribuiscano a chiarire questi dubbi con le loro testimonianze ed esperienze concrete.

Scrivete a vitascol@giunti.it o commentate l'articolo su Facebook.  

Franco Nanni: 25 Settembre 2017 Articoli

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