Con quali occhi guardiamo il Natale?

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Dal Dr Seuss agli spot di oggi: vivere il Natale in modo sereno e semplice, riscoprendone il vero significato, può riuscire ad “allargare” il cuore anche di tre taglie. Di Silvana Loiero

spot natale

Anche quest’anno, in occasione delle festività natalizie, siamo stati bombardati da vari spot pubblicitari che, come ormai avviene da tempo, ci spingono a fare acquisti facendo leva sui buoni sentimenti.
Tra i tanti spot ce n’è però uno davvero particolare, che si discosta notevolmente dagli altri. Diffuso con l’hastag #BeAKidThisChristmas e diventato subito virale, è stato realizzato in economia con soli 100 euro dal proprietario di un negozio di ferramenta a conduzione familiare in Galles. Lo scopo è quello di invogliare le persone a scegliere, per gli acquisti di Natale, i piccoli negozi e non le grandi catene di distribuzione.
Il protagonista del video è Arthur, il figlio del proprietario, un bambino di due anni che vediamo alzarsi dal letto in pigiama e poi “lavorare” nel negozio di famiglia. Il piccolo spazza, lucida il bancone, riempie gli scaffali, vende, incarta gli oggetti… A fine giornata chiude a chiave il negozio e si prepara a tornare a casa con un albero di Natale: sullo schermo appare il messaggio "Vivi questo Natale come un bambino".

A che cosa si può attribuire l’enorme successo di questo spot? Certamente alla grande tenerezza che Arthur ci ispira, ma anche al fatto che il video ci trasmette un messaggio efficace: l’atmosfera magica di queste festività può essere creata da cose molto semplici, quella semplicità insita nel vero spirito del Natale e che invece spesso dimentichiamo presi dallo stress consumistico, dalla frenesia dei preparativi e dall’ansia dei regali “obbligatori”.
Riscoprire a Natale il valore delle cose semplici aiuterebbe anche chi, tra di noi, in questo periodo prova gli stessi sentimenti del Grinch, il noto personaggio protagonista di una classica storia per bambini.
Il Grinch ha un cuore “troppo piccolo almeno di tre taglie” e odia il Natale e tutte le sue manifestazioni: il pranzo, i canti, i doni, gli alberi addobbati, le luci... ma soprattutto odia la felicità che le persone provano nel periodo festivo. Decide perciò di rubare dalle case del villaggio tutto ciò che contribuisce a far “arrivare” Natale per gli abitanti: le decorazioni, i pacchi infiocchettati, il cibo… Ma, con sua grande sorpresa, scopre che le persone, piccole e grandi, anche in mancanza di regali e addobbi, giochi e balocchi, sono ugualmente felici: riuniti insieme, cantano. Da qui la sua riflessione: forse il Natale non arriva quando si fanno tante spese nei negozi, “forse ha un significato più profondo e vitale… Chissà se è proprio questo il vero senso del Natale!”
La storia del Grinch, scritta dal dottor Seuss alla fine degli anni ’50, è un messaggio quanto mai attuale per i grandi, oltre che per i bambini: vivere il Natale in modo sereno e semplice, riscoprendone il vero significato, può riuscire ad “allargare” il cuore anche di tre taglie, e farci unire agli altri condividendo la gioia della festa.
Dopotutto, in noi, c’è una bambina o un bambino che prova nostalgia dei tempi natalizi passati, della vita serena e semplice fatta di cose “normali”, della presenza di parenti e amici.
E allora, perché non provare a vivere il Natale come se fossimo tanti Arthur?

Silvana Loiero: 24 Dicembre 2019 Articoli

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