Il diario di "Leggimi Ancora": "È come sognare, ma senza essere addormentati"

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Il diario di "Leggimi Ancora": "È come sognare, ma senza essere addormentati"

Sesto appuntamento con la raccolta web delle esperienze legate al progetto di lettura ad alta voce promosso da Giunti Scuola. Testimonianze da Firenze, Tortona e Francavilla Fontana

Leggimi Ancora 2019 parte 6

Siamo arrivati alla sesta puntata del diario di “Leggimi Ancora”, in cui La Vita Scolastica riporta alcune esperienze delle classi che, in tutta Italia, hanno partecipato al Progetto di lettura ad alta voce, promosso da Giunti Scuola, con la direzione scientifica di Federico Batini e la collaborazione degli autori della collana Colibrì (Giunti Editore).

Dalla scuola primaria "Rodari" di Tortona (AL)

Andiamo in Piemonte dove dalla scuola primaria “Gianni Rodari” dell’istituto comprensivo Tortona A ci arriva il racconto delle sezioni A e B delle classi seconde, le quali hanno portato avanti il progetto “Leggimi Ancora” con il libro “Cipì” di Mario Lodi (Einaudi Ragazzi, 2014).

“L’esperienza – racconta la maestra Raffaella Canegallo – è stata proposta in due classi seconde nelle quali insegno Italiano, Musica, Scienze e Tecnologia. I due gruppi classe sono caratterizzati entrambi dalla presenza di molti alunni ed alunne provenienti da diversi Paesi (India, Marocco, Tunisia, Egitto, Romania, Albania e Sri Lanka) e da alcuni bambini appartenenti alla comunità Sinti”.

Cosa hanno detto i bambini di questa esperienza? Ecco alcune frasi:

“La lettura ad alte voce è rilassante… mi fa sentire bene”

“Quando la maestra legge ad alta voce mi sembra di essere in un altro posto”

“Posso fare finta di essere io nella storia”

“È come sognare, ma senza essere addormentati”

“Leggere ad alta voce aiuta a stare calmi”

“Quando la maestra legge mi sento tranquilla

Dalla scuola primaria statale “Matteotti” di Firenze

Il libro di Vanna CercenàUna gatta in fuga” (Giunti collana Colibrì, 2017) è stato scelto dalla classe 2C della scuola primaria statale “Giacomo Matteotti” di Firenze.

“La lettura ad alta voce – racconta l’insegnante Francesca Confalonieri – si è tenuta nei tre giorni alla settimana in cui ho lezione in classe. I bambini si sono mostrati da subito curiosi e interessati e quello con la gatta Jamila è diventato ben presto un appuntamento atteso e gradito: ‘Maestra, oggi si legge la storia della gatta?’. Ogni sessione di lettura si è aperta con il resoconto di quanto letto precedentemente e i bambini hanno migliorato così le loro capacità di ascolto, di memorizzazione e di espressione orale. Il fatto che la storia e i suoi protagonisti siano raccontati dal punto di vista della gatta permette inoltre di sviluppare le abilità predittive e linguistiche: i bambini si divertono a indovinare quali oggetti, luoghi o comportamenti si nascondono dietro alle buffe descrizioni fatte da Jamila. Ci siamo interrogati insieme sul significato delle parole confine e profughi, abbiamo seguito sul planisfero il viaggio della gattina e abbiamo visto alla LIM le foto di Damasco, ieri e oggi.

Ci siamo immedesimati e commossi, partecipando alla storia con emozione – prosegue la maestra – i bambini si sono stupiti del fatto che la guerra di cui si parla nel libro sia contemporanea e non passata, hanno commentato le foto di Damasco dicendo ‘Ma non me l’aspettavo ridotta così!’. Hanno fatto l’elenco delle tre cose che avrebbero messo nel loro zaino se fossero dovuti scappare in fretta: libri, diari e penne, peluches preferiti, foto dei compagni e palloni da calcio. Alcuni hanno anche discusso della storia a casa con i genitori.

Dal secondo istituto comprensivo “Montessori-Bilotta” di Francavilla Fontana (BR)

Maria Elena Cazzetta ha seguito nel corso dell’anno i bambini della classe 5C del secondo istituto comprensivo “Montessori-Bilotta” di Francavilla Fontana, scegliendo come testo “Cion Cion Blu” di Pinin Carpi (Piemme, 2014).

Devo ammettere – esordisce Maria Elena – che riuscire ad appassionare i bambini alla lettura non è affatto un’impresa facile. La lettura comporta sforzo e sacrificio. I ragazzi, invece, non sanno gestire l’attesa, sono abituati ad avere tutto subito e il sacrificio per loro è spesso motivo di frustrazione. Ho cominciato a dedicare alla lettura ad alta voce del libro l’ultima parte della mattinata scolastica. Conoscendo i miei alunni temevo che, sfumata la curiosità iniziale, la lunghezza del racconto potesse annoiarli in breve tempo, invece, con mia somma sorpresa, mi sono accorta invece che con il passare del tempo si sono appassionati al racconto. Ogni giorno erano proprio loro a ricordarmi della lettura e a pregarmi di leggere ancora”.

“Al termine dell’esperienza – prosegue l’insegnante – ho rivolto ai bambini alcune semplici domande per raccogliere a caldo le loro impressioni. Ebbene, tutti hanno detto che l’esperienza è stata positiva, pur sapendo di essere liberi di poter esprimere anche un parare negativo. La maggior parte ha affermato di aver molto apprezzato la condivisione della lettura, ma anche ‘delle emozioni e delle proprie idee’ come ha scritto Clara, oppure dell’‘aver ragionato insieme’ come ha affermato Mattia. Un altro bambino, Gabriele, ha poi dichiarato di aver apprezzato l’esperienza perché gli è servita per la comprensione, infatti ha precisato che ‘Se leggo da solo dentro di me non capisco molte cose’. Quando un adulto legge ad un bambino gli consente di ascoltare come si legge correttamente e di comprendere meglio l’uso delle pause, delle intonazioni e dell’espressività nella lettura”.

“Per completare l’attività – conclude Maria Elena Cazzetta – ho suggerito ai bambini di disegnare uno dei momenti della storia che li ha particolarmente colpiti e i loro elaborati sono stati diversi tra loro, ma tutti ricchi di particolari interessanti. Con mia grande sorpresa, un’alunna che era assente il giorno della lettura della fine del libro, mi ha chiesto di poter portare il libro a casa per leggere in autonomia le pagine che si era persa. Un gruppo di alunni poi, in totale autonomia, ha deciso di usare i mattoncini delle costruzioni per rappresentare una scena della storia. Ero un po’ scettica, ma li ho lasciati fare. A lavoro ultimato ho dovuto ricredermi ammirando ciò che solo una mente infantile può generare. Lavorando in gruppo, sono infatti riusciti a realizzare con i soli mattoncini classici la casa di Gelsomina tridimensionale, con tanto di arredi interni, il personaggio di Cion Cion Blu e i suoi amici animali, il gatto A Ran Cion e il cane Blu”.

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25 Giugno 2019 Articoli

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