Confini e stranieri: l’esperimento mentale dell’utopia per affrontare i dubbi

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Confini e stranieri: l’esperimento mentale dell’utopia per affrontare i dubbi

La filosofia permette ai bambini di esplorare molteplici ipotesi e di esercitarsi ad affrontare la complessità contemporanea. Per andare oltre le reazioni automatiche dell’“attacco” o della “fuga”. Di Luca Mori.

bambini gioco mare state spiaggia tramonto

Immaginate di avere appena finito di dar forma alla vostra utopia situata su un’isola disabitata, definendone aspetti essenziali come l’organizzazione degli spazi pubblici e privati, le leggi e cosa succede a chi non le rispetta, la forma di governo, le politiche educative ed economiche e così via. Improvvisamente scorgete una nave all’orizzonte e, dopo un po’, scoprite che si sta dirigendo proprio verso di voi, con a bordo una gran quantità di uomini, donne, bambine e bambini a voi sconosciuti. Che fare?

Mentre si affronta l’esperimento mentale dell’utopia, questa domanda – che di solito rivolgo ai bambini verso la fine – è quella che generalmente suscita maggiore scompiglio nel gruppo. Semplificando, c’è chi sostiene che le persone in arrivo, essendo sconosciute, non andrebbero ospitate sull’isola, per un principio di prudenza, perché potrebbero venire con cattive intenzioni, avere abitudini troppo diverse dalle nostre, non accettare l’ordine che l’utopia si è data e così via (a Scampia, ad esempio, Ilenia dice che andrebbe tenuta lontana dall’isola «la gente che vengono già con l’idea delle pistole, come quello che è successo in inverno, o con la droga e queste cose qua»); c’è talvolta una minoranza che arriva a proporre di attaccare la nave e di affondarla senza fare alcun tentativo di conoscerne i passeggeri; c’è chi preferisce nascondersi o addirittura abbandonare l’isola; c’è poi chi sostiene che, proprio perché le persone in arrivo sono sconosciute, prima di tutto occorre conoscerle e trovare il modo migliore di accoglierle e di capire le loro intenzioni (eventualmente mettendole alla prova, nei modi più diversi).

Una volta emerse queste alternative – con toni e sfumature diverse in ogni classe – i gruppi hanno la possibilità di rifletterci su e di cercare delle mediazioni. A seconda delle scelte prevalenti, l’isola può cambiare radicalmente aspetto: dove prevale l’esigenza dell’incontro cauto per favorire la conoscenza reciproca, compaiono strutture adatte; altrimenti si erigono barriere e mura lungo la costa, si inventano sistemi di difesa capaci di disorientare la nave o di “mimetizzare” l’isola e così via.

Non è detto che i gruppi trovino al riguardo una posizione di equilibrio stabile, neppure dopo lunghe discussioni. Ciò che è importante, tuttavia, è anzitutto il modo in cui l’esercizio fa emergere emozioni (paura, ansia, curiosità ecc.) e argomenti a favore o contro determinate ipotesi, permettendo a ciascun bambino di confrontare le prime idee che gli vengono in mente con quelle degli altri. Esercitarsi a pensare e a ripensare le premesse e le conseguenze delle singole scelte, soppesando bene le argomentazioni, è un bell’esercizio di democrazia.

Da qui si può partire per riflettere su quanto accade oggi in Italia e in Europa e su quanto è accaduto, a ben considerare, fin dagli albori della storia di Homo sapiens e delle sue migrazioni.

Strumenti per approfondire

La riflessione critica su questi argomenti ha bisogno di nutrirsi di una buona conoscenza della storia. Gli strumenti non mancano (a partire dagli atlanti storici e dal modo in cui illustrano il cambiamento dei confini nel tempo). Tra le opere originali e di piacevole lettura consiglio Ernst H. Gombrich, Breve storia del mondo, Salani Editore, Milano 2017

Per approfondire le idee dei bambini su confini e stranieri, in diverse parti d’Italia, rimando a L. Mori, Utopie di bambini. Il mondo rifatto dall’infanzia, Edizioni ETS, Pisa 2017 (cap. 9, I confini e gli stranieri)

Su muri e mura come immagini della separazione (spunti per letture e citazioni commentate): approfondimenti a questo link

Una mappa interattiva delle migrazioni mondiali nel periodo 2010-2015

Esempio di ricerca sui “confini” (in senso lato) che si incontrano già vicino a scuola e su quelli di cui si sente parlare alla televisione. 

 

Per saperne di più

Luca Mori è fra i relatori degli incontri formativi Uno spettacolo di formazione. Informazioni e iscrizioni a questo link.

Verona 30 novembre 2017 / ore 15-19
Franco Lorenzoni e Luca Mori
Imparare a pensare in grande. Ascolto e dialogo con bambini e ragazzi

Genova 18 gennaio 2018 / ore 15-19
Luca Mori
Filosofia elementare

Brindisi 15 febbraio 2018 / ore 15-19
Franco Lorenzoni e Luca Mori
Imparare a pensare in grande. Ascolto e dialogo con bambini e ragazzi

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