Viaggio, molti possibili percorsi in una sola parola

Migrazione, letargo ma anche avventura e scoperta. Tanti modi diversi di affrontare lo stesso argomento adeguandolo alle stagioni o alle ricorrenze, con uno sguardo attento all’età dei bambini.

di Angela Maltoni · 10 ottobre 2016
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Letargo: viaggio nel “mondo dei sogni”

In un periodo ancora vicino alle vacanze estive parlare del viaggio coniugando questo tema con l’inizio della stagione autunnale può offrire interessanti spunti di lavoro da affrontare soprattutto con i bambini delle prime classi. Quando le giornate si fanno più fresche viene facile associarle alla partenza degli uccelli migratori. Un argomento semplice, col quale tuttavia ci si può accostare al viaggio inteso come migrazione. Solitamente mi piace stimolare i bambini all’osservazione di ciò che li circonda e per questo li porto fuori dall’aula e dalla scuola . Non servono posti particolari: per farli riflettere sui tanti elementi naturali presenti anche in città basta scendere in cortile o andare al vicino parco pubblico. Alcune volte, un po’ come faceva Mario Lodi, dalle finestre che guardano i tetti delle case di fronte osserviamo l’andirivieni degli uccelli per poi accorgerci della partenza delle rondini. Proprio riguardo a quest’ultime, ha destato molto interesse il mio racconto sulla traversata che fanno ogni anno per tornare in Sudafrica, il luogo dove sono nate: quanta attinenza con i viaggi che compiono con le loro famiglie per andare a trovare i parenti lontani…

In classi dove sono presenti bambini che vengono da tanti posti diversi parlare di migrazione può essere uno stimolo per farli riflettere anche sulla diversità del clima nei vari paesi del mondo . A questo riguardo alcuni, provenienti dall’Ecuador, hanno subito sottolineato che a “Guayaquil fa sempre un gran caldo” e lì i pappagalli non vanno mai via. Un libro molto bello che ho proposto è Viaggi incredibili. Le migrazioni degli animali , edito dal Touring Junior, dove grazie a grandi tavole illustrate sono descritte le rotte degli animali che si spostano per riprodursi.
Anche il letargo può in qualche modo essere paragonato a un viaggio. Ricordo ancora un bambino dei primi anni del ciclo, secondo il quale – con una personale e poetica definizione del lungo sonno invernale – gli animali del bosco ogni anno partono per “il mondo dei sogni”. Per i più piccoli invece è sempre stimolante la lettura di Piccolo riccio non vuole dormire (già citato riguardo all’argomento delle case e delle tane in: Ognuno ha la sua casa .

Esplorazioni tra fantasia e ricerca dell’ignoto

Il viaggio è anche esplorazione e proponendo l’argomento ai bambini di seconda sono partita, come spesso accade, dalla tecnica del brainstorming. Le parole scelte da ognuno di loro sono state molteplici, come molto diversi sono risultati i luoghi da esplorare, compresi marte e la luna. Come sempre, ho affiancato la realizzazione dell’attività alla lettura di un libro, che in questo caso è stato La chiocciolina e la balena , di Julia Donaldson e Axel Scheffler. Il racconto fa perno sull’insolita amicizia tra il grande mammifero marino e una piccola chiocciola, in cerca di un passaggio “per mettersi in viaggio”, che alla fine salverà la balena spiaggiata. Il libro mi ha anche offerto l’opportunità, oltre che di parlare di questo strano ed enorme pesce, di trattare il tema della salvaguardia delle specie a rischio di estinzione. Lo spiaggiamento del cetaceo, un fatto che trova sempre spazio nella cronaca dei giornali e delle televisioni, ha stimolato la ricerca sui casi più recenti verificatisi nel mondo e sui loro esiti più o meno nefasti.

Riguardo invece al viaggio fantastico sulla luna, evocato come sempre da molti bambini, abbiamo letto il racconto di Eric Carle Papà mi prendi la luna, per favore? , incentrato sul desiderio di una bambina di possederla e di come suo padre riesca a prendergliene un pezzetto. In questo caso la discussione si è spostata sui viaggi immaginari attraverso le galassie alla conquista di stelle e pianeti , con i bambini a inventare storie surreali. Un altro libro interessante per viaggiare con la fantasia è stato La strada che non andava in nessun posto , di Gianni Rodari, grazie al quale – con l’aiuto di fotografie di strade reperite sulla LIM – si sono potute inventare storie che ci hanno trasportato in luoghi assolutamente inventati e irreali. Anche in prima avevo proposto un’attività simile, ma quella volta l’input era arrivato da un sentiero che si addentrava in un bosco autunnale .

Pirati, mappe del tesoro e animali che vengono da lontano

Il viaggio può anche essere avventuroso e con i bambini di terza abbiamo affrontato questa variante sul tema attraverso storie di pirati e relative mappe del tesoro. Tutti hanno contribuito a costruire storie, ambientate non solo in luoghi inventati ma anche nei loro paesi d’origin e, con tanto di tesori nascosti e pirati da cui fuggire. In particolare, il lavoro sulle mappe e sulle carte è stato davvero utile per trattare successivamente l’argomento in geografia e stimolarne in maniera ludica l’approfondimento. Anche la lettura e la visione dello spettacolo teatrale La (s)fortuna di Ganda , di Giorgio Scaramuzzino si è rivelata importante. Non solo per come è raccontato il viaggio, movimentato e tragico, compiuto intorno al 1500 da un povero rinoceronte indiano imbarcato in Francia per essere “spedito” come dono al Papa, ma perché ha offerto l’opportunità di parlare della piaga della “deportazione”, ancora oggi praticata, di tante specie esotiche. I bambini che provengono dal Sudamerica e da alcuni paesi asiatici come Thailandia e Sri Lanka hanno raccontato come in aeroporto la polizia di frontiera controlli in maniera meticolosa i bagagli. Alcuni hanno anche riferito di aver subìto la confisca di sabbia e conchiglie che avrebbero voluto portare a scuola . Al termine di queste osservazioni, tutti insieme abbiamo costruito un cartellone dove sono stati evidenziati animali domestici – i nostri amati amici pelosi – provenienti anche loro molti anni fa, quando ancora non c’era la tutela odierna, da paesi lontani.

Alla ricerca di nuove terre: scoperta o dominazione?

Un'altra proposta è il viaggio come scoperta. In questo caso, per lo spessore e la difficoltà dell’argomento solitamente le classi più indicate sono la quarta o la quinta. A questo tema è strettamente legato quello della conquista di territori e popoli in passato sottomessi e invasi. La tematica è particolarmente delicata da affrontare in quelle classi dove molti bambini provengono proprio da paesi colonizzati. Di solito parto con l’attività il 12 ottobre, giorno in cui si celebra Cristoforo Colombo e la scoperta dell’America . A inizio discussione, seduti in cerchio nell’angolo morbido, per prima cosa chiedo loro cosa conoscono di questo argomento. Colombo, per noi che abitiamo a Genova, è un personaggio noto – se non altro per la toponomastica cittadina che gli dedica strade e piazze – e tutti, italiani e no, sanno comunque dire qualcosa al riguardo. Si inizia così a costruire un primo schema in cui vengono riportate le informazioni di base, seguito da un paio di letture per meglio inserire la vita del navigatore nel tessuto urbano genovese.

Uno di questi, uscito recentemente e che proporrò anche quest’anno, è Terra! Terra! Storia di Cristoforo Colombo , di Pino Pace e Andrea Alemanno. Il passo successivo è una passeggiata nel centro storico alla ricerca delle tracce lasciate dal famoso personaggio e una visita al “Galata Museo del Mare”, dove fanno bella mostra i modelli delle navi che hanno partecipato all’impresa. Le successive attività hanno come obiettivo la crescita nei bambini del giusto senso critico rispetto a un tipo di esplorazione che sfocia unicamente nella conquista e nella dominazione di un popolo. Al riguardo cerco di farli riflettere proponendo la lettura di alcune pagine del Diario di bordo di Cristoforo Colombo, in particolare quelle dell’11 e del 12 ottobre 1492 e giorni seguenti. Il testo, scritto in italiano antico e denso di informazioni , anche se deve essere semplificato offre lo spunto per affrontare tematiche legate alla geografia, come ad esempio la costruzione di una mappa su cui appuntare le tappe del viaggio.

È inoltre estremamente interessante osservare le credenze riguardo alla dislocazione sulla Terra dei vari continenti. La lettura del Diario non si presenta semplice – i bambini sono abituati a stare dalla parte dei dominatori e non dei vinti – ma la presenza di alunni provenienti dall’area centro e sud americana facilita il lavoro. Basta solo, a volte, farli riflettere sul fatto che lo spagnolo non è la lingua madre parlata dagli autoctoni di quell’area geografica ma un’imposizione dei dominatori. Molti bambini rimangono colpiti dalla lettura del passo in cui Colombo, riferendosi ai nativi, afferma: “Quando andremo via di qua ne porterò con me sei perché imparino a parlare”. La discussione, avviata principalmente per cercare di dare un significato alle parole viaggio, esplorazione e scoperta arriva, proprio attraverso la lettura del diario, a coinvolgere termini come indigeno, diverso e razza. Le varie definizioni vengono quindi discusse e confrontate fino a trovare e scegliere quelle ritenute più giuste. Al termine di questo lavoro viene elaborata, anche grazie alle ricerche in rete e sui libri, una scheda riassuntiva sull’argomento . Parallelamente a questa attività viene proposta anche, con il supporto dei bambini madrelingua, la lettura del libro El desafío de colón. Más allá del océano edizione spagnola a fumetti.

Il lavoro successivo, molto coinvolgente, consiste nel ricercare tutti quegli alimenti che grazie ai viaggi di Colombo e non solo sono arrivati in occidente diventando parte della nostra dieta abituale. E’ stato interessante prendere in esame il cacao, ma anche prodotti ortofrutticoli come la patata o il pomodoro. Un libro utile per questa attività è Mondo vieni a trovarmi , di Jo Readman, che attraverso una serie di mappe svela i segreti di alimenti di uso quotidiano provenienti da molti paesi della terra.

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