Un amico non basta, ce ne vogliono tanti!!!

L’amicizia tra pari all’interno del gruppo classe è uno dei punti chiave del benessere di ogni bambino. Ci sono attività che possono stimolarli a parlare dei propri amici?

di Angela Maltoni · 07 giugno 2016
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Attività di gruppo e tante letture

L’amicizia è il collante di tante relazioni e un elemento importante quando si tratta di creare un clima favorevole in classe. Proprio per questo mi piace parlarne spesso con i bambini, cercando di cogliere i loro bisogni. A inizio prima, ma anche durante l’anno scolastico, sono innumerevoli le attività e i giochi che utilizzo per formare gruppi coesi, per stringere e stimolare la conoscenza dell’altro. Questo è necessario sempre, ancor più quando – come accade nella realtà della mia scuola – i bambini hanno “sfumature” variegate e provengono da tante culture diverse .
I primi giochi che facciamo sono di tipo cooperativo e solitamente servono per formare i gruppi e per rendere tutti partecipi, non solo quelli più intraprendenti o che già si conoscono. Non serve che sappiano leggere, bastano alcuni cartoncini con piccoli simboli o colori diversi per suddividerli in gruppi e farli divertire. Talvolta anche nelle classi successive – sia per gioco che per avviare un’attività di cooperative learning – utilizzo questa tecnica per disporre i bambini nelle isole (i miei banchi sono disposti così) in modo che quelli più affiatati non siano seduti sempre vicini.

Come spesso accade, nell’affrontare le varie attività viene in aiuto la narrativa, su questo argomento molto vasta. Un libro davvero carino per i più piccoli è Un topolino per amico , scritto in rima da Bonny Becker e illustrato da Denton Kady MacDonald , che aiuta a parlare di timidezza e dei timori che i più riservati provano di fronte a nuovi possibili amici. A fine prima abbiamo anche letto alcuni libri di Eric Carle in spagnolo, Amici per sempre ” ( Amigos , in spagnolo) e ¿Quieres ser mi amigos? , che hanno aiutato i bambini a disegnare gli amici di classe. In questo caso l’attività, che si svolge sotto forma di disegno nei primi tre anni della scuola primaria, è utile per valutare il grado di integrazione del singolo all’interno del gruppo . Spesso in questi disegni, oltre ai compagni di classe, fanno capolino anche quelli della scuola infanzia o con cui praticano attività sportive. Non è raro trovare ritratti anche gli insegnanti, considerati soprattutto dai più piccoli importanti punti di riferimento.

Un sentimento che unisce nella diversità

Per parlare di amicizia tra persone anche molto diverse in seconda ho utilizzato due bellissimi libri, molto simili tra loro, Il pulcino e l’elefante , di Sandro Natalini, e Il leone e l’uccellino , di Marianne Dubuc. In entrambi i testi i protagonisti sono in antitesi – e non solo nella stazza o nella ferocia – ma inseparabili, perché in realtà l’affetto non si ferma alle apparenze . Così dopo la lettura, avvenuta come sempre nell’angolo morbido, i bambini hanno iniziato a discutere sulle diversità dei personaggi ma anche del sentimento che li unisce.
Successivamente ho proposto diverse attività: la prima è stata quella di disegnare l’amico “del cuore” e poi descriverlo; quindi – riprendendo anche le loro osservazioni – ho chiesto di inventare storie di amicizie impossibili. Sono così venuti fuori racconti dove personaggi come il leone e l’antilope, l’aquila e la lepre o – in modo più scontato – il gatto e il topo stringono amicizia e condividono avventure. Dopodiché in un grande cartellone lungo oltre due metri – realizzato sdraiati sul pavimento – hanno disegnato i loro ritratti e raccolto parole chiave legate all’argomento successivamente tradotte anche nelle loro lingue madri.

Giochi linguistici per “definire” gli amici

Quest’anno in terza sono partita da una raccolta di pensieri, che i bambini hanno prima scritto e poi condiviso. Secondo molti di loro, un amico è colui con cui condividere le proprie emozioni, che non giudica e accetta i difetti degli altri. Proprio a seguito di queste riflessioni ho proposto Milly, Molly e Leo di Gill Pittor, che affronta la tematica del conoscersi e del saper accettare le differenze. Interessante è stato anche attribuire delle caratteristiche – positive o negative – a se stessi e agli amici, affrontando in un modo assolutamente giocoso il lavoro sugli aggettivi qualificativi. Nella circostanza è stata d’aiuto la lettura di Attenti al coccodrillo , di Tim Warner, in cui il piccolo protagonista, Nasino, un topo dalla maglietta a righe, “etichetta” qualunque cosa incontri, compreso un “bitorzoluto” coccodrillo.

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Molto coinvolgente anche la lettura in più lingue – italiano, inglese, francese e qualche parola in cinese – di Diversi amici diversi , di Alessandro Libertini, svolta insieme ai bambini della classe parallela con cui condividiamo spesso le attività di plurilinguismo. Questo semplice libro è stato molto utile per riflettere sulla diversità come valore che non allontana ma unisce – perché l’unicità accomuna – e ci ha aiutati a riflettere sul fatto che ognuno può mettere a disposizione dell’altro le sue caratteristiche positive. Al termine non abbiamo fatto una “grande macedonia” , come suggerito dal testo, ma su indicazione dei bambini abbiamo preparato un coloratissimo cartellone da appendere in corridoio. Ognuno ha disegnato il proprio viso e ha scritto su un cartellino una sua caratteristica che lo contraddistingue, lo valorizza rispetto agli altri e lo rende unico. In ultimo è stato creato il titolo, riprendendo quello del libro, e le “faccette” sono state attaccate sullo sfondo assieme ai cartellini. Al centro i bambini hanno scritto, ognuno nella sua lingua madre, “diversi amici diversi”.

Sempre in più lingue – italiano, inglese e francese – abbiamo letto i racconti contenuti in La saggezza di Nonno Ant di Marinella Salvan e Valentina Costantin, che attraverso le storie di piccoli animaletti come le formiche è stato d’aiuto per riflettere sull’accoglienza, massima espressione dell’amicizia, e sull’importanza del rispetto reciproco. Una di queste storie, Giga la formica e Nonno Ant , è diventata anche un libretto illustrato che abbiamo poi spedito alle autrici.

Un personaggio fantastico per non essere soli

Una mattina, entrando in classe, abbiamo trovato una lettera del Mago dell’armadio che ci suggeriva di leggere un libro sull’amico immaginario. Seduti nell’angolo morbido abbiamo subito iniziato a discutere sui vari personaggi inventati che accompagnano giochi e tempo libero. Molti erano soddisfatti di scoprire di non essere i soli ad avere un compagno di giochi “inventato” e questa condivisione è stata utile per rafforzare i legami e trovare fiducia nel “concedere” ai compagni i propri vissuti personali. La successiva lettura di Il mio amico PI , di Marinella Barigazzi con illustrazioni di Laura Zannoni, ha completato questa attività accompagnata dalle descrizioni e dal disegno.

Storie di grande amicizia

In quarta e quinta parliamo ancora di amicizia attraverso letture più impegnative. Molto graditi sono stati i libri di Luis Sepúlveda: al famosissimo Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare sono seguiti Storia di un gatto e del topo che diventò suo amico e Storia di una lumaca che scoprì l'importanza della lentezza . Questi libri sono stati letti sempre al ritorno dalla mensa e ci hanno tenuto compagnia per parecchio tempo. Infine, anche Un asino a strisce di Giorgio Scaramuzzino e illustrato da Gek Tessaro, visto anche a teatro – la triste e travagliata storia di un bambino che vive a Gaza – ci ha fornito stimoli per parlare non solo di amicizia ma anche di guerra.

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