Tutto il mondo in una scuola: arte e fotografia sociale

In una scuola multiculturale della periferia milanese un progetto ha coinvolto bambini, genitori, territorio. Per raccontarsi da protagonisti. Di Ida Morello.

di Redazione GiuntiScuola · 11 settembre 2017
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Il 27 maggio 2017 presso l’I.C.S. “Scialoia” di Milano ho inaugurato in qualità di dirigente scolastico, insieme alle autorità del Municipio 9, un’installazione artistica originale e unica nel suo genere: è la prima volta che in Italia in una istituzione scolastica si realizza un progetto di arte di strada ( street art ) e di fotografia sociale. Siamo tutti soddisfatti e orgogliosi!

Nel mese di ottobre 2016 i fotografi del collettivo COLLIRIO mi illustrarono il Progetto internazionale “Inside Out” dell’artista francese JR. La proposta mi colpì favorevolmente perché le opere realizzate con fotografie di grande formato in vari ambienti del mondo hanno un forte impatto pubblico e riescono a coinvolgere sia chi deve collaborare alla realizzazione dell’opera, sia quanti possono ammirarla. Ho subito pensato che la nostra, che è una scuola “colorata”, multiculturale, aperta alle iniziative e alle sollecitazioni che arrivano dal territorio, con un’offerta formativa ampia e articolata, poteva essere il luogo giusto per una nuova installazione artistica globale. Inoltre Il progetto si poteva collegare ad altri già in atto nella scuola quindi mi sono detta che non dovevamo rinunciare a questa ulteriore avvincente esperienza.
I docenti della commissione “raccordo-accoglienza” erano entusiasti, ma presto ci siamo resi conto che i costi di realizzazione erano troppo alti. I fotografi erano disponibili a lavorare a titolo gratuito, ma la stampa delle foto in formato poster e la loro installazione avrebbero comportato una spesa inaccessibile per il nostro modesto bilancio. Decidiamo di fare un tentativo: chiedere un finanziamento a JR in persona. Spieghiamo tutte le nostre difficoltà, sottolineiamo che per la prima volta in Italia sarebbe stata realizzata un’installazione artistica coerente con il progetto INSIDE OUT in una scuola e che la nostra istituzione era frequentata da bambini e ragazzi che parlano cinese, arabo, spagnolo, filippino, rumeno, russo… e ovviamente Italiano. Dopo poco più di un mese arriva la risposta: la stampa delle foto sarà a carico di JR.

Ritratti in bianco e nero

Ci mettiamo all’opera. I rappresentanti del Municipio 9 con entusiasmo dichiarano di voler sostenere il progetto. I genitori degli alunni si dimostrano interessati e fortemente incuriositi, la proposta è decisamente nuova e originale, quindi chiariti i dubbi e avuto il loro consenso, il progetto parte.
Insieme decidiamo di coinvolgere i bambini di 5 anni, quelli di IV e V primaria, i ragazzi di I secondaria di I grado: si tratta di un vero progetto di continuità fra i 3 ordini di scuola e decidiamo di intitolarlo “Tutto il mondo in una scuola”!
Il progetto, inserito nel POF, intende:
• rispondere ai bisogni di una realtà scolastica situata in area a forte processo migratorio,
• mettere al centro i bambini e i ragazzi valorizzando la conoscenza di sé, dell’altro e delle proprie emozioni,
• ampliare le competenze legate alle diverse discipline (artistiche, geografiche, espressive, linguistiche…)
• realizzare concreti percorsi di inclusione e di integrazione.

Il rammendo delle periferie

La fatica è stata tanta ma resta una grande soddisfazione! Abbiamo avuto coraggio e abbiamo lavorato all’unisono credendo nella validità del progetto. Attraverso i 300 ritratti in bianco e nero che abbelliscono le pareti esterne della palestra della scuola, i docenti e gli artisti del Collettivo Collirio raccontano la nostra scuola. I volti dei nostri bambini e ragazzi sono la testimonianza di una società che è cambiata, ma i loro sguardi felici e le emozioni positive che trasmettono ci fanno capire che le nostre proposte educative e didattiche, spesso innovative, sono la risposta.
Il progetto “Tutto il mondo in una scuola” è stato inoltre volano e stimolo per altri percorsi interculturali e di educazione alla cittadinanza.
Cito come esempio le iniziative legate ad un altro progetto della scuola, “Service Learning”, che ha visto protagonisti i bambini di III primaria che hanno voluto preparare un loro speciale invito per pubblicizzare questo evento. Anche i bambini non ritratti in questa opera ne hanno sottolineato il valore con i loro disegni.
I docenti e i bravissimi fotografi del collettivo Collirio hanno dimostrato che si può diventare protagonisti di un cambiamento. Con questa installazione artistica, noi scuola semi – periferica abbiamo fatto un regalo al quartiere e alla città.
Da soli non ce l’avremmo mai fatta. I genitori degli alunni, il Municipio 9 e lo stesso ispiratore del progetto, l’artista francese JR hanno creduto in un’idea di cambiamento e di inclusione.
Il nostro progetto sembra essere l’applicazione delle parole di Renzo Piano: “Sono le periferie la città del futuro, quella dove si concentra l’energia umana e quella che lasceremo in eredità ai nostri figli. C’è bisogno di una gigantesca opera di rammendo e ci vogliono delle idee…”

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