Tanti diritti, però…

Attenzioni e strumenti per celebrare i diritti dell’infanzia e per non dimenticare i bambini senza diritti

di Graziella Favaro · 15 novembre 2019
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Il 20 novembre è la giornata mondiale sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Ma la distanza tra le vite bambine è ancora enorme e le disuguaglianze sempre più inaccettabili.

Tanti diritti,
dei bei diritti dritti,
non dei diritti storti,
però, però, però…

Ricorda il tuo diritto,
ma anche il suo rovescio,
perché c’è un diritto che non hai:
dimenticare.

(Roberto Piumini)

Come scrive Roberto Piumini: Tanti diritti, dei bei diritti dritti, però, però, però… ricorda che ci sono bambini che non hanno cibo, che non giocano o non vanno a scuola. Le vite d’infanzia sembrano precocemente differenziarsi fra loro e prendere strade diverse, quanto a risorse, condizioni e opportunità, invece di avvicinarsi e mescolarsi. 

 

Vite bambine sempre più diseguali 

Negli ultimi tempi, il numero di bambini che vivono in condizioni di povertà anche in Italia è andato aumentando. Su dieci milioni di minori di 18 anni residenti, un milione e duecentomila bambini e ragazzi vivono in povertà assoluta (Atlante Save the Children 2019). Sempre più numerosi i casi di alunni che non frequentano la scuola dell’infanzia o non usufruiscono della mensa, che riducono il loro tempo di permanenza a scuola o non partecipano ad attività extracurricolari a causa delle difficoltà economiche della famiglia.
Oltre a queste criticità comuni alla fascia socialmente più debole, i bambini migranti vivono altre situazioni che rendono meno concreti o non realizzati i loro diritti. L’essere straniero, e considerato “appartenente” a una cultura più o meno distante, rischia talvolta di ridurre lo spettro dei diritti comuni. In nome delle supposte appartenenze culturali, si tende a volte a chiudere gli occhi. Così, eventi o situazioni d’infanzia considerati inaccettabili se vissuti dai bambini autoctoni, vengono tollerati e appaiono quasi “normali” nel caso dei piccoli ancora non italiani. La separazione precoce dai genitori, la solitudine protratta nel tempo extrascolastico, la scarsità delle occasioni di incontro e di aggregazione con i pari, la responsabilità precoce, l’orientamento verso percorsi di studio più brevi e meno esigenti anche degli alunni considerati bravi: sono tutti esempi diffusi di penalizzazione e di minore attenzione.

Foto: Gioco dell’oca dei diritti - ARCI Ragazzi

 

Diritti e doveri: al rispetto, per cominciare 

La giornata dedicata alla Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza ci sollecita a prestare maggiore attenzione alle condizioni di vita dei più piccoli e, in particolare, dei più vulnerabili. Nello stesso tempo osserviamo tuttavia un paradosso: accanto alle situazioni in aumento di bambini in difficoltà e con meno diritti, vi sono casi di minori con “troppi” diritti. Più che diritti forse sarebbe meglio parlare di pretese senza confini, di desideri che non trovano limiti da parte di adulti che fanno fatica a dire di no e a rendere esplicite le regole.
Allora l’altra attenzione da dedicare quando si tratta il tema dei diritti dell’infanzia è quello di evocare i doveri e la responsabilità di ciascuno, adulto o bambino, che sono l’altra faccia della stessa medaglia. Doveri che i bambini praticano ogni giorno, imparando le regole e i limiti della convivenza, il rispetto degli altri e la capacità di ascolto, le attenzioni e le cure che anche i più piccoli possono adottare.

 

Foto: Gioco dell’oca dei diritti - Comune di Cervia

 

Strumenti per festeggiare e sollecitare attenzioni

Processo a Pinocchio

Un libro e uno spettacolo teatrale per spiegare la Convenzione ai bambini e ai ragazzi, realizzati dall’Unicef con gli alunni delle scuole di Aversa. Lo spettacolo teatrale è stato rappresentato anche in Parlamento.

I diritti dei bambini in parole semplici

Un libretto agile e illustrato, realizzato da Unicef, che racconta i diritti anche ai più piccoli. Per scaricarlo, clicca qui.

 

Per ogni bambino la giusta opportunità

Un video-animazione dell’Unicef per i bambini che non hanno diritti.

 

Il rap dei diritti

I bambini della scuola primaria “Marconi” di Praia a mare hanno scritto il rap e l’hanno messo in musica per raccontare i diritti di tutti.

 

 

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