Sono forte e ricomincio da qui

Roma, una scuola con molti minori stranieri non accompagnati. Un progetto perché tutti possano dire con convinzione: “Sono forte e ricomincio da qui”. Il racconto Vinicio Ongini. 

di Redazione GiuntiScuola · 24 febbraio 2016
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Minori stranieri non accompagnati: i dati, un caso

Gli alunni con cittadinanza non italiana sono diminuiti in questi anni, o meglio si deve dire che c’è stato un generale rallentamento della crescita, causato soprattutto dalla crisi economica. Ma c’è un eccezione ed è il gruppo dei minori stranieri non accompagnati . L’aumento progressivo di questi minori, a partire dall’anno 2013 e dai numerosi arrivi via mare, pone nuove questioni organizzative e didattiche alle scuole che si occupano della loro accoglienza e integrazione. Si tratta di un fenomeno complesso e multiforme i cui dati nazionali, dell’ultima registrazione disponibile, sono i seguenti: 11.921 , di cui 550 femmine ( Report nazionale MSNA, Ministero del lavoro e delle politiche sociali, Direzione generale dell’immigrazione e delle politiche dell’integrazione, Dicembre 2015 ).

Nel complesso la maggior parte dei minori ha un’età compresa tra i 15 e i 17 anni (92,2%) ed è prevalentemente di genere maschile. Anche con riferimento alla distribuzione territoriale in Italia, i dati mostrano una maggior concentrazione dei minori nelle regioni maggiormente esposte al fenomeno degli arrivi via mare e in quelle in cui sono presenti grandi città (e dunque le comunità di appartenenza).
Tra le principali regioni di accoglienza: Sicilia (4.109); Calabria (1.126); Puglia (1.102); Lazio (934), Lombardia (931), Emilia Romagna (783), Toscana ( 521). Nella ripartizione dei minori segnalati per provenienza troviamo ai primi posti: Egitto (2753); Albania (1.432); Eritrea (1.177); Gambia (1.161); Nigeria (697); Somalia (686), Bangladesh.

Una minima parte dunque è costituita da bambini e ragazzi in età di scuola primaria o secondaria di primo grado ma c’è una scuola di Roma, l’istituto comprensivo “ G. B. Valente , scuola di periferia, che accoglie 14 minori tra i più piccoli, iscritti dalla prima alla quinta di scuola primaria e alcuni, anche, alla secondaria di I grado, provenienti da Paesi in guerra e accolti in diversi centri di accoglienza e anti violenza della città.

Le competenze di resilienza

Il gruppo di insegnanti della scuola ha messo a punto un progetto intitolato Sono forte e ricomincio da qui . Il titolo contiene già indicazioni di programma: l’attenzione è posta su quelle che la dirigente scolastica Rosamaria Lauricella chiama “competenze di resilienza, cioè sulle capacità e le risorse che i bambini hanno di resistere alle avversità, di resistere alle esperienze tragiche. Si tratta di far emergere queste risorse puntando sulle emozioni positive, su quello che si vive adesso…”.
Un’altra linea didattica adottata dalla scuola è quella di potenziare i linguaggi non verbali . L’insegnante Felicia Marotta, referente della scuola per questo progetto, racconta dei diversi laboratori organizzati: musica, teatro, gioco, murales, arte, lettura, cucina e sport, oltre che di lingua italiana. Ma lo sport è sorprendente perché è quello della vela. Insomma un bagno nei linguaggi, un bagno metaforico ma anche reale, visto che tra le diverse collaborazioni con associazioni e mediatori culturali è stato coinvolto nel progetto anche il centro velico di Ventotene e come esperto il navigatore e velista Matteo Miceli che racconta a scuola la sua esperienza di giro del mondo con la vela.

“Chiedi di andare a scuola…”

Quasi un modo per riconciliarsi e riappropriarsi di quel “mare” che alcuni di loro hanno attraversato in condizioni drammatiche e angoscianti. Basta ricordare il titolo del libro Nel mare ci sono i coccodrilli , di Fabio Geda, la storia vera del viaggio di un “minore straniero non accompagnato”, dall’Afghanistan all’Italia. Insieme a questo libro si potrebbe accostare, vista l’intenzionalità e l’attenzione alla resilienza del progetto Sono forte e ricomincio da qui della scuola “G. B. Valente”, il libro per i piccoli Sono io il più forte! , Babalibri, una piccola storia ironica su un lupo bulletto che si crede più forte di tutti e vuole sentirselo dire fino a che incontra un piccolo insignificante rospetto/ draghetto, dietro il quale si intravede l’ombra gigantesca e minacciosa della mamma drago…

Interessante, nel progetto dell’istituto Valente, anche l’aver previsto e programmato una formazione degli insegnanti non solo sui temi dell’accoglienza e dell’integrazione ma anche sulla “cultura del mare” , in collaborazione con l’Università di Tor Vergata e con la biblioteca comunale. Infine un utile strumento per la “navigazione”, un piccolo libro tascabile, Welcome kit: gli abitanti di questa terra e il cielo sono felici che tu sia arrivato vivo , Autorità garante per l’infanzia e l’Adolescenza, Roma, 2015.
È un vademecum, fatto di parole chiave con illustrazioni, per i minori stranieri non accompagnati, pensato e costruito all’interno di un laboratorio con un gruppo di questi ragazzi, alla cooperativa I girasoli di Mazzarino, in provincia di Caltanissetta. È scritto in arabo, francese, inglese, italiano . In una pagina rosa, per le ragazze, c’è scritto, nelle diverse lingue: “Chiedi di andare in comunità e di andare a scuola. In Italia puoi studiare, le donne hanno gli stessi diritti degli uomini”.

Vinicio Ongini

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