Said, una notte in mare. La migrazione raccontata ai bambini

Il tema del viaggio accomuna le storie di molti bambini stranieri, i quali hanno vissuto la migrazione in maniera diretta oppure famigliare. Attraverso due video/testimonianza, gli insegnanti conoscono più da vicino le emozioni e le attese di chi aspetta di partire e di chi arriva. Due libri per ragazzi raccontano invece ai bambini la migrazione e le peripezie dei più piccoli, di ieri e di oggi.   

di Redazione GiuntiScuola · 27 agosto 2015
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Con gli occhi dei bambini

Il tema della migrazione dei bambini ci interpella in maniera diretta perché segna le storie degli alunni stranieri e perchè purtroppo è esperienza quotidiana di una parte dei minori che, in Paesi diversi, sopportano pericolosi esodi e dolorose separazioni. Le immagini televisive di sbarchi e naufragi sulle nostre coste, che coinvolgono sia gli adulti che i bambini, ne sono ogni giorno drammatica testimonianza.

Per i più piccoli, il viaggio di migrazione è accompagnato da vissuti differenti che hanno a che fare con la nostalgia e la perdita, ma anche con le attese e le emozioni dei nuovi incontri. Vissuti contrastanti che sono più acuti nelle fasi iniziali dopo l’arrivo e che sfumano con il tempo per lasciare il posto ai ricordi e alle immagini della memoria.

Viaggiatori che non hanno deciso di partire, ma che si trovano catapultati in una parte diversa del mondo all’improvviso e spesso senza che vi sia stata alcuna preparazione al distacco, i bambini migranti attraversano molteplici confini e passaggi : dal Paese di origine a quello che li ospita; dalla cultura famigliare a quella della scuola; dai suoni consueti e affettivi della lingua madre alle parole indecifrabili e opache della seconda lingua.

I frammenti delle loro biografie e i racconti dei viaggi svelano la fatica di chi si trova ad essere, almeno per un po’, sospeso e separato dalla propria storia . Molti bambini vivono la migrazione come trauma e disorientamento: non sanno bene dove si trovano, quale sia la distanza dal loro Paese, non capiscono il senso dei tanti cambiamenti improvvisi che si verificano intorno a loro. Altri affrontano le novità come un’avventura, con apertura, stupore e curiosità. Per tutti, la migrazione rappresenta uno snodo biografico cruciale che distingue in maniera indelebile il prima e il dopo e che segna in maniera profonda la loro storia personale e la loro identità.

Per avvicinarci al tema della migrazione dei bambini e per presentarlo in classe , proponiamo alcuni strumenti di conoscenza (due video), per gli insegnanti, e due testi narrativi adatti ai bambini. I due cortometraggi ci raccontano il tempo della separazione e dell’attesa e il momento dell’arrivo e del ricongiungimento visti attraverso gli occhi dei protagonisti. I due libri per ragazzi narrano l’esodo - per motivi di lavoro o per richiesta d’asilo - di due “bambini invisibili”con le loro madri.

L’attesa e l’arrivo: due video per gli insegnanti

  • L'attesa

Il cortometraggio L’attesa , realizzato da Pietro Freddi, si ispira a una storia vera. Quando la madre parte per l’Italia, Dorina, nove anni, rimane in Romania con la nonna. Passano due anni e la bambina desidera ogni giorno che sua madre torni da lei, tra i silenzi della nonna e le speranze condivise confidate a un cagnolino di peluche. Con l’arrivo in Italia, i dolorosi ricordi di quella lunga attesa riaffiorano, lasciando nella bambina un vuoto difficile da colmare.

  • Come me

Il video Come me è l’esito di un laboratorio narrativo multimediale, realizzato nell’ambito del progetto “Oltre Chinatown” (Codici, Associna, Fondazione Monserrate, Comune di Milano con finanziamenti europei). Narra la storia di un’adolescente cinese appena arrivata, della sua ansia per il primo giorno di scuola in Italia e della sua nostalgia per la Cina. Segue i suoi primi passi nella città, registra i pensieri, le paure, i timori, la sofferenza, la voglia di farcela.
Il corto è stato realizzato da filmaker e operatori, ma soprattutto da dieci ragazze e ragazzi cinesi, arrivati in Italia fra i 11 e i 19 anni, che hanno ripercorso e raccontato la loro stessa storia. Il video, della durata di circa 12 minuti, è disponibile anche sul sito di Codici ricerche (www.codiciricerche.it) e di AssoCina (www.associna.it).


Bambini “invisibili”. Due libri per ragazzi

Il libro, scritto da Vanna Cercenà (Lapis, 2014) racconta la storia di Teresa, una bambina italiana emigrata in Svizzera. Teresa ha quasi dieci anni ed è costretta e vivere reclusa, senza fare rumore, senza dare segno di sé perché è entrata illegalmente in Svizzera. La mamma, che ha un permesso di lavoro stagionale , non potrebbe infatti tenerla con sé.

Teresa vive nell’ombra, chiusa fra quattro mura: le è vietato affacciarsi alla finestra, rispondere al telefono, far scricchiolare l’impiantito o lasciarsi sfuggire un oggetto dalle mani. Teresa è accorta e prudente, ma è anche sempre più triste e piena di nostalgia per le sue montagne pistoiesi. Finchè un gatto e il suo padroncino italo-svizzero arrivano a cambiare la sua vita…

Il libro, scritto da Cecilia Bartoli con le illustrazioni di Guido Scarabottolo (Topipittori 2014), racconta la storia di Robera, un bambino etiope costretto a lasciare la sua casa a causa della persecuzione alla quale è sottoposto il padre. Per il bambino e sua madre, comincia un lungo viaggio da un paese all’altro alla ricerca di un luogo dove potersi stabilire.

Robera e la mamma corrono mille pericoli, rischiando la vita per terra e per mare, ma in tutti i luoghi inaspettatamente incontrano anche degli “amici nascosti”: persone normali ma generose e buone disposte ad ascoltare e dare aiuto a chi è in difficoltà.

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