Raccontarsi: per immagini e parole

I bambini sono molto più agili e abili degli adulti a raccontare e a raccontarsi intrecciando e mescolando i linguaggi. Il festival Sottodiciotto è una testimonianza della vivacità delle produzioni audiovisive delle scuole e una sollecitazione a cimentarsi.

di Redazione GiuntiScuola · 27 agosto 2015
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Maestra, facciamo un video!

Da pochi giorni è arrivato nella classe quarta C Samir, un bambino siriano che ha attraversato il mare e che porta ancora nello sguardo i segni dell’esodo e della paura, espressi non a parole ma col suo silenzio. Come possiamo raccontare a Samir chi siamo, come funziona la scuola, che nome hanno gli oggetti presenti nell’aula?

L’insegnante invita i compagni di classe a preparare cartelloni, schede illustrate, etichette con i nomi. Ma i bambini fanno anche una proposta alternativa: "Maestra, facciamo dei video e li facciamo vedere a Samir". Detto fatto: gli alunni producono in coppia una serie di brevissimi video racconti, usando le immagini e le loro voci narranti. E in alcuni momenti della giornata si mettono vicino a Samir per fargli vedere le immagini , proporre e ascoltare i messaggi, condividere ciò che hanno realizzato per il nuovo compagno. E Samir, catturato dai suoni e dalle illustrazioni, a poco a poco si scioglie, sorride, indica, ripete, fa delle domande… I compagni hanno tessuto, con strumenti semplici e veloci, un filo di Arianna un po’ più immediato per aiutare Samir a uscire dal labirinto del silenzio.

A loro agio fin da piccolissimi con telefonini, tablet, computer, i bambini possono raccontare storie e descrivere la realtà di ogni giorno intrecciando i linguaggi: le immagini con le parole, la musica con le illustrazioni. Dal punto di vista didattico, progettare e realizzare un piccolo documento visivo richiede capacità molteplici : definire il tema/il titolo, avere bene in mente la trama, organizzare le scene e i passaggi, coordinare le immagini con le parole, prestare attenzione alla chiarezza e all’efficacia del messaggio.

Sottodiociotto: un festival per le scuole

La piccola esperienza della quarta C richiama alla mente la grande iniziativa Sottodiociotto che è arrivata lo scorso anno alla sua quindicesima edizione. Il festival nazionale Sottodiciotto si è avviato nel 2000 per iniziativa della città di Torino e dell’associazione Aiace, con l’intento di promuovere e di valorizzare le produzioni audiovisive dei bambini e dei ragazzi al di sotto dei diciotto anni.

Ogni anno, il festival propone un concorso nazionale su un tema largo e di attualità , attorno al quale le scuole organizzano le loro produzioni. L’edizione 2014 del festival si è tenuta a Torino dal 5 al 12 dicembre scorso e ha visto la partecipazione di 285 scuole (dell’infanzia, primarie, secondarie di primo e di secondo grado) con 189 titoli in gara. Per conoscere i titoli e le trame dei video finalisti, si può consultare il sito www.sottodiciottofilfestival.it.

Citiamo di seguito alcuni video presentati dalle scuole dell’infanzia e dalle scuole primarie, che trattano temi e contenuti a carattere interculturale e premiati durante l’ultima edizione.

  • Insieme (sc. primaria “Aldo Moro” di Buccinasco). A scuola non ci si limita a studiare ma si fanno anche incontri interessanti. Ci si confronta, talvolta si litiga e ogni giorno si impara a vivere con gli altri.
  • Il sogno ( sc. primaria di S. Mauro Torinese). La storia di un senzatetto sfortunato ed emarginato e delle sue peripezie.
  • Diritti e rovesci ( sc. primaria “Diaz” di Oggiono). Sottolinea l'importanza di continuare a parlare di diritti negati per i bambini. I rispetto dei diritti dell’infanzia non è affatto scontato neppure in Italia.

Scioglilalingua: giocare con le parole

Anche il video che proponiamo (fai clic qui o sull'immagine qui sotto per vederlo) è stato presentato e premiato al festival Sottodiciotto nell’edizione del 2013. Le classi II A e II C della scuola secondaria di primo grado di Calcinato (Brescia) hanno organizzato un laboratorio multimediale per realizzare un film di animazione sul tema degli scioglilingua .

Date le caratteristiche del gruppo, decisamente multiculturale e plurilingue, i ragazzi hanno raccolto e animato degli scioglilingua italiani e regionali, come la famosissima “capra che sta sotto la panca” o i “trentatre trentini che trottano verso Trento”, e altri giochi di parole di Paesi diversi come “ciaci ne ciace ko chandi” in hindi e altri in cinese, romeno, arabo…

Un percorso intercultuale giocoso alla scoperta delle lingue del mondo.

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