Quando l’italiano si impara da piccoli

Un documento da scaricare propone dieci attenzioni per accompagnare l’acquisizione dell’italiano dei bambini non italofoni nella scuola dell’infanzia

di Graziella Favaro · 17 gennaio 2020
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Gennaio: è il momento di valutare il cammino fatto finora e di progettare le nuove tappe. È anche il momento di fermarci per osservare come procede lo sviluppo linguistico dei bambini di famiglie non italofone. Fra di loro, c’è chi parla in italiano come un nativo e chi invece sta ancora in silenzio; alcuni hanno un vocabolario ricco di parole e sfumature, mentre altri attingono a un lessico più limitato. Prendersi il tempo per osservare vuol dire vedere le conquiste e i passi avanti e fare spazio a nuove attenzioni e proposte.

Io parlo bangla e italiano. Le lingue sono nella mia testa e escono come fumo. Il bangla è forte e rosso, l’italiano è leggero. E di colore verde. (Kaifa, 5 anni)

Le mie lingue, arabo e italiano, sono come la mia sciarpa. Insieme girano intorno al mio collo e poi si dividono in due parti: una è la parte araba e l’altra la parte italiana. (Rayan, 6 anni)

 

L’italiano fin da piccoli 

Si ritiene a volte che nella scuola dell’infanzia lo sviluppo linguistico vada da sé e che sia sufficiente la sola condizione di immersione nella nuova lingua per produrre una competenza robusta e articolata. Ma non sempre è così. I bambini non italofoni hanno bisogno di stimoli diretti e coinvolgenti, di attenzioni mirate, di esperienze concrete e quotidiane per poter fare propria la nuova lingua e poter denominare, descrivere, narrare.
Il tempo dell’infanzia è cruciale ai fini dello sviluppo linguistico, ma non solo. È cruciale anche per l’integrazione, in generale. Crescere insieme fin da piccoli e condividere spazi educativi connotati da attenzioni e cura per le relazioni educative e per la storia di ogni bambino sono condizioni importanti per costruire comunità coese e inclusive.
A partire dalla lingua condivisa e di qualità.
Fra tre e sei anni i bambini acquisiscono una competenza linguistica solida in grado di accogliere le sfide successive e di iniziare l’avventura dell’apprendimento della lingua scritta.

Dieci attenzioni da condividere con i colleghi

Qual è la situazione linguistica dei bambini stranieri? Come acquisiscono l’italiano senza dimenticare la loro lingua materna? E come possono gli insegnanti accompagnarli nel viaggio di apprendimento delle nuove parole e delle strutture linguistiche?
Per dare una prima risposta, ecco dieci consapevolezze e attenzioni per uno sviluppo linguistico efficace e di qualità. Sono bussole da condividere con i colleghi che possono orientarci nel momento della valutazione del cammino e della nuova progettazione.

  1. Le conquiste linguistiche nella scuola dell’infanzia
     
  2. Traguardi linguistici e comunicativi
     
  3. Situazioni di partenza diverse
     
  4. Forme di bilinguismo
     
  5. Come parlano i bambini a casa
     
  6. Osservare e accompagnate l’acquisizione dell’italiano
     
  7. Tre obiettivi
     
  8. L’importanza della narrazione
     
  9. Riconoscere e valorizzare la lingua madre
     
  10. Coinvolgere i genitori

 

Le dieci attenzioni sono contenute nel documento Lingua di casa, lingua di scuola. La situazione linguistica dei bambini “nuovi italiani”. Dieci consapevolezze e proposte. Per scaricare il documento completo, clicca qui.                 

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