Per una educazione alla cittadinanza

Conoscenza e lungimiranza, informazione e attenzione: alcune parole che fanno di noi cittadini responsabili e partecipativi, insieme alle capacità di essere compassionevoli e di provare empatia.

di Redazione GiuntiScuola · 21 ottobre 2015
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Conoscere, essere informati sono le basi per esercitare la nostra cittadinanza. Possiamo essere cittadini e  quindi partecipare alle scelte che ci vengono sottoposte solo se abbiamo gli strumenti per decidere, consapevolezza della molteplicità dei problemi e capacità di usare buon senso e ragione. Ascoltando,  confrontandoci con gli altri per trovare soluzioni a problemi che sembrano insormontabili. Ne parla Lena e  la cittadinanza scientifica , appena arrivato in casa editrice e al quale dedicheremo un approfondimento presto, ma che ci  offre lo spunto per affrontare il tema della educazione alla cittadinanza.

Umana cosa è avere compassione degli afflitti

Non si può tacere di fronte a quanto sta avvenendo in Europa  in questi giorni a proposito dei profughi. E la  scuola è il luogo principe in cui si può spiegare ai bambini e ai ragazzi il percorso fatto da gran parte  dell’umanità perché i diritti delle persone vengano rispettati e tutelati. Umana cosa è avere compassione degli afflitti : è l’incipit del Decamerone , dove la vita si contrappone  all’orrore della morte, della peste che sovverte ogni cosa e che non lascia scampo. E che racconta della  molteplicità delle virtù e delle miserie umane. Degli egoismi e delle grandezze. Degli istinti e delle ragioni. Avere compassione degli afflitti, è “umano”, ci dice Boccaccio.

Partecipare alle sofferenze altrui, mostrare  pietà e dare conforto, ricordare il passato e mostrare gratitudine , restituendo quando si viene chiamati a farlo, quel conforto che abbiamo  ricevuto, è caratteristica dell’essere umano: che non dovrebbe costruire muri ma, al contrario, adoperarsi  perché chi sta vivendo una situazione drammatica possa trovare conforto. Compassione e gratitudine sono alcuni elementi che sono alla base in qualche modo della nostra Costituzione e della Dichiarazione dei Diritti Universali dell’Uomo , entrambe emanate nel 1948.

Doveri e buone azioni: una distinzione importante

La Dichiarazione universale dei diritti umani enumera quei principi  che appartengono ad ogni essere umano dalla nascita e che possono permettere ad ogni individuo di vivere  con dignità. Fu scritta dopo anni terribili, quelli del Secondo conflitto mondiale, del  fascismo e del nazismo. Come a dire: mai più. Il 1948, come si diceva, è anche l’anno della nostra Costituzione , che molto si occupa  dei diritti umani fondamentali.

Spiegare ai bambini, in maniera semplice e chiara, che l’accoglienza e il rispetto delle persone non fanno  parte semplicemente di un atteggiamento individuale verso gli altri, ma che sono diventati norma , li rende  consapevoli che bisogna intervenire e operare quando ci sono emergenze come quella che stiamo vivendo.  E magari lo si può fare anche giocando , e fin da piccolissimi, perché principi fondamentali come quelli che  sono dentro la nostra Costituzione, non siano incomprensibili quando saranno grandi.
Insegnare loro che bisogna essere informati e preparati per trovare soluzioni  e prendere decisioni; che  erigere muri non solo non serve a nulla, ma è anche contro le regole che in gran parte del mondo ci si è dati  perché il passato ha insegnato quanto siano necessarie affinché ogni persona possa affermare propri diritti  umani, fondamentali . È  compito di noi adulti.

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