Lo spirito del Natale

Parole e immagini per ritrovare significato e dare valore alla festa più inclusiva. Di Graziella Favaro.   

di Redazione GiuntiScuola · 07 dicembre 2017
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Il clima di festa, che affonda le radici nella tradizione collettiva e che si vivifica nella storia e nella memoria di ciascuno, dovrebbe sollecitare a raccogliersi dentro di sé e al tempo stesso a coltivare l’attenzione nei confronti degli altri. La festa da sempre segna un momento di discontinuità nelle biografie, un’occasione di cambiamento e maggiore consapevolezza: una tappa importante che scandisce il nostro tempo e che dà senso alle cose. È ancora possibile oggi prendersi il tempo con i bambini per sostare e ritrovare il senso della festa per ciascuno e per la comunità, il gruppo, la classe? Per trovare un varco e un momento per distoglierci dai desideri, dalle cose e le attese e allargare un po’ lo sguardo? Possiamo provarci, prendendo a prestito le immagini di Dickens ( Canto di Natale : da leggere e rileggere sempre) e le parole di Rodari che ci aiutano a cogliere il senso della festa. Allora proviamo a ritrovare lo spirito del Natale seguendo Dickens e le sue tre apparizioni: lo spirito del passato, del presente e del futuro. Ci accompagnano, oltre alle immagini e alle parole di Dickens, anche le rime illuminate e profonde di Gianni Rodari.

Lo spirito del passato: Natale è racconto e memoria

Ecco per primo apparire lo spirito del Natale passato. Una festa è un rito che si ripete e che si rinnova, un momento per allacciare la memoria delle generazioni e introdurre nuovi gesti e oggetti, facendo rivivere la storia famigliare e collettiva, il rito di ieri e dell’altro ieri. A Natale si racconta più che in altri giorni, si rievocano e si condividono eventi, persone, emozioni con chi ancora non c’era ma che può accogliere la narrazione dei più grandi e farla propria. A Natale si ripropongono gesti, piccoli riti, modi di celebrare e festeggiare propri di un luogo, di un gruppo, di una famiglia. Si incorpora ciò che è stato per fare spazio, accanto ai riti e alla memoria, a ciò che è e ai cambiamenti. Pensando allo spirito del Natale passato, possiamo vedere insieme ai bambini La freccia azzurra , un bellissimo film di animazione di Enzo D’Alò su testo di Gianni Rodari. È poetico e attuale, arricchito dalle musiche di Paolo Conte e le voci di Dario Fo e Lella Costa. È la storia della Befana - un tempo la portatrice di doni in molte parti d’Italia - che è diventata una manager attenta al profitto più che alla sua missione. Ma la rivolta dei giochi e dei giocattoli, che decidono di andare loro stessi nelle case dei bambini senza regali, riporterà la giustizia e l’ amicizia.

Lo spirito del presente: Natale è lo sguardo verso gli altri

E poi c’è lo spirito del presente che inviata a guardare oltre le mura di casa e il racconto del nostro quotidiano per allargare lo sguardo e provare e vedere che cosa succede al di là e altrove. Come si festeggia il Natale in altri Paesi? Quali tradizioni e riti ci sono? Un progetto europeo al quale aderiscono molti Paesi e anche numerose scuole italiane invita allo scambio tra i bambini e i ragazzi di simboli, segni e addobbi natalizi: Christmas Tree: Decoration Exchange . Il progetto, giunto al suo dodicesimo anno, prevede che i ragazzi realizzino segni, messaggi augurali e oggetti della festa di Natale e li scambino con i compagni di altri Paesi.
Ecco l’albero con i messaggi natalizi giunti dalle scuole di Paesi diversi realizzato dall’istituto comprensivo di Tricarico nell’ambito del progetto europeo.

Ma, oltre alle differenze delle tradizioni, ci sono, al di là del nostro spazio ma spesso molto vicini, bambini che a Natale non possono festeggiare perché in condizioni di povertà, conflitto, esilio. Lo spirito del Natale è anche empatia, la capacità di mettersi per un po’ nei panni degli altri per immaginare, sentire, agire. Molte poesie di Gianni Rodari raccontano il Natale di chi è “senza”: senza doni, senza sicurezza, senza sogni. Ne scegliamo una fra tante: L’abete .

L'abete

Chi abita sull'abete
tra i doni e le comete?
C'è un Babbo Natale
alto quanto un ditale.
Ci sono i sette nani,
gli indiani,
i marziani.
Ci ha fatto il suo nido
perfino Mignolino.
C'è posto per tutti,
per tutti, c'è un lumino
e tanta pace per chi la vuole,
per chi sa che la pace
scalda anche più del sole.

Lo spirito del futuro: Natale è una festa inclusiva

Natale è una festa inclusiva, è davvero la festa di tutti. Oltre ai simboli e al significato religioso per i cristiani, è infatti la festa che celebra la nascita/rinascita; il tempo che invita tutti alla pace, alla speranza, al canto della vita. Uno sguardo al cielo, che è di tutti gli occhi, può aiutare a far ritrovare lo spirito del Natale che cerca di guardare al futuro alzando gli occhi al cielo - allo stesso cielo - e non solo alla terra, che è tutta a pezzetti.

Il cielo è di tutti

Qualcuno che la sa lunga
mi spieghi questo mistero:
il cielo è di tutti gli occhi,
di ogni occhio è il cielo intero.
È mio, quando lo guardo.
È del vecchio e del bambino,
dei romantici e dei poeti,
del re e dello spazzino.
Il cielo è di tutti gli occhi,
e ogni occhio, se vuole,
si prende la Luna intera,
le stelle comete, il sole.
Ogni occhio si prende ogni cosa
e non manca mai niente:
chi guarda il cielo per ultimo
non lo trova meno splendente.
Spiegatemi voi dunque,
in prosa o in versetti,
perché il cielo è uno solo
e la Terra è tutta a pezzetti.