Libri e storie per una scuola inclusiva

Inclusione e narrazione: quale legame? Ce ne parla Della Passarelli, che parteciperà al convegno "A scuola nessuno è straniero" (Palermo, 14-15 marzo), coordinando una tavola rotonda dedicata al ruolo delle storie e dei libri nella scuola multiculturale italiana. 

di Redazione GiuntiScuola · 13 febbraio 2014
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Della Passarelli, direttore della casa editrice Sinnos , parteciperà al convegno "A scuola nessuno è straniero" (Palermo, 14-15 marzo, iscrizione obbligatoria e gratuita ), coordinando una tavola rotonda dedicata al ruolo delle storie e dei libri nella scuola multiculturale italiana. L'abbiamo incontrata per sapere cosa si aspetta dal convegno, e quali idee porterà.

Secondo lei qual è stato il ruolo dei libri e delle narrazioni nella scuola multiculturale italiana?

È stato un ruolo importante. E dovrebbe continuare ad esserlo. I libri, le storie, rendono possibile empatia, oltre che conoscenza. Attraverso entrambe siamo in grado di non aver paura, di comprendere l’altro, di ampliare le nostre conoscenze.

Per quanto riguarda la multiculturalità la scuola italiana si è accorta subito dell’importanza del mantenimento di lingua e cultura di provenienza. Al punto che tra le Linee Guida tracciate dal Miur nel dicembre 2006 per l’integrazione culturale i libri bilingui e plurilingui furono segnalate quali “strumenti preziosi”.

E oggi, cosa sta succedendo?

Oggi, con la presenza di una maggioranza di “seconde generazioni”, l’Europa ci ricorda che il plurilinguismo e la compresenza di diverse culture in un individuo ne fanno una persona con maggiori risorse. E il Miur sta lavorando ad un progetto europeo in tal senso .

I libri, le narrazioni sono fondamentali perché possono ospitare lingue diverse, possono raccontare persone che hanno origini diverse (e gli stessi nostri desideri, le stesse nostre paure!), mostrare abitudini e costumi che a volte potrebbero arricchire i nostri. Ruolo importante, ma sempre meno spazio per i libri a scuola. Questo a mio parere è un tema chiave per la formazione dei nostri studenti.

Durante il convegno " A scuola nessuno è straniero ", coordinerà una sessione dedicata al tema dei libri e dell'inclusione. Non ci saranno però solo le "parole" delle storie, ma anche i loro "sapori"… cosa si aspetta di ascoltare?

Sono curiosa di ascoltare come un’autrice del valore di Giusy Quarenghi ci racconti la sua “scoperta” dei sapori, e di come possano diventare letteratura. E molto curiosa delle relazioni delle scuole e della mediateca di Enna: saranno tre interventi preziosi perché le esperienze e il lavoro svolto fino ad ora da queste realtà in ambito interculturale è stato prezioso e originale.

Lei è stata tra i primi a pubblicare libri bilingui nelle lingua presenti a scuola… il suo lavoro nasce anche dal confronto con gli insegnanti?

Certamente, abbiamo fatto incontri con insegnanti, autori, esperti su questo tema. E proseguiremo. Sono davvero molto felice di partecipare al convegno di Palermo perché mi sarà utilissimo per continuare a riflettere...

Ci sono delle cose che gli editori possono cambiare e progettare per accompagnare il percorso degli insegnanti verso classi e sezioni veramente inclusive?

Dobbiamo prendere atto intanto che il termine "intercultura" deve diventare trasversale e non solo legato all’immigrazione, e per quanto riguarda quest'ultima che il mondo è “qui” (anche se in numeri non eccessivamente alti! Ricordiamolo sempre a chi ci spaventa con parole scorrette: ondate, invasioni, ecc.).

Dunque perché la narrazione è tanto importante per tutti?

Perché dobbiamo sforzarci di trovare il modo per narrare ai “nuovi italiani”, per aggiungere senso – come diceva Calvino – e punti di vista diversi per interpretare e affrontare la vita. Senza retorica e messaggi precostituiti, ma con la “vita dentro”. È quello che i buoni libri fanno e dovrebbero continuare a fare.

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