Le parole quando sono belle sorridono: i bambini e la poesia

Nella Giornata internazionale dedicata alla poesia (21 marzo) l’invito a scoprirsi tutti un po’ poeti. Piccoli e grandi. L’invito a leggere poesie ad alta voce e a scrivere poesie. Anche se si hanno ancora poche parole per dire

di Graziella Favaro16 marzo 20183 minuti di lettura
Le parole quando sono belle sorridono: i bambini e la poesia | Giunti Scuola
Fare poesia con i bambini ? Anche in classi eterogenee e multicultural i? Si può fare. Ce lo racconta una poetessa e una maestra speciale, Chandra Livia Candiani , che per molti anni ha condotto a Milano laboratori di poesia nelle scuole della periferia: “Molti bambini vengono da paesi stranieri, molti vivono qui scomodi. C’è un silenzio dietro queste voci, un silenzio che gli ha permesso di parlare. Questo silenzio è esposizione massima al rumore delle vite degli altri” (Chandra Livia Candiani e Andrea Cirolla, a cura di, Ma dove sono le parole? , effigie).

La poesia è un calorifero in inverno

Chi è il poeta per i bambini? “È uno che fa volare le parole”; “…che fa stare bene insieme le parole” e che perfino “ne inventa di nuove”. E Priscilla, dieci anni, nel suo testo straordinario per densità e immagini, scrive: La poesia è un calorifero in inverno/ che emana sentimenti/ la primavera che aspetti da un secolo buio/ la tua pazzia che ti scioglie lentamente .
Fare poesia con i bambini vuol dire dare loro sollecitazioni e strumenti per invitarli a vedere, sentire, immaginare. A vedere : con stupore e meraviglia che cosa succede ogni giorno intorno a loro, ad aprire occhi più grandi sulla natura, i cambiamenti, i miracoli piccoli che avvengono in silenzio. A sentire : prestando attenzione e ascolto verso i sentimenti e le emozioni che si installano e trovano casa all’improvviso nella pancia, nella testa o nel cuore. A trovare parole per raccontare che cosa si prova stando accanto agli altri, per dare voce all’amicizia, alla distanza, al perdersi e al ritrovarsi. A immaginare : con curiosità e coraggio che cosa si nasconde al di là, chi abita laggiù oltre l’orizzonte, chi popola i sogni o dimora nella casa nascosta e nell’acqua più ferma.

La poesia come ancora e rifugio

Si fa poesia con i bambini facendo incontrare i poeti e i bambini, leggendo poesie ad alta voce e invitando poi i bambini a scrivere a loro volta poesie ispirandosi alla voce dei poeti. I laboratori di poesia con i bambini non mirano a far diventare tutti poeti, ma a r egalare ai bambini qualche strumento che possa rimanere nel tempo come ancora e rifugio. Per dirla con Chandra Livia Candiani: “Strumenti che non ci abbandonino quando la vita è dura e non sappiamo come e a chi dirlo; strumenti che non ci lascino soli quando la gioia ci sommerge e vorremmo lasciare tracce, dire a qualcuno che si può essere felici”. Strumenti per conoscere noi stessi quando ci siamo persi, per tenerci stretti quando ci sentiamo abbandonati, per innamorarci di questo sconosciuto che ci sta sempre accanto, che siamo noi.

Ecco alcuni versi da  uno dei laboratori tenuti da Chandra Livia Candiani e contenute nel libro citato in precedenza:

"Le parole quando sono belle sorridono."

"Le mani che scrivono le poesie
sono le stesse mani
che fanno le pulizie".

 

 

Per fare poesia con i bambini (e non solo): una filastrocca, un libro e una poesia quotidiana

• La filastrocca

Leggiamo in classe “Per fare la poesia” di Roberto Piumini

• Per trovare poesia nel quotidiano

Leggiamo Franco Arminio, Cedi la strada agli alberi , chiarelettere 2017:

"Prendi un angolo del tuo paese
e fallo sacro...
...
Ascolta un anziano, lascia che parli della sua vita.
Leggi poesie ad alta voce"


 

L’acquerello è di Gilberto Bettinelli

 

 

 

 
 
 

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