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Inclusione: quando la scuola non è sola

Il protocollo di intesa fra Comune ed istituzioni scolastiche a Ferrara indica una strada per sostenere integrazione e inclusione degli alunni stranieri. Di Gilberto Bettinelli.

di Redazione GiuntiScuola25 ottobre 20175 minuti di lettura
Inclusione: quando la scuola non è sola | Giunti Scuola

Se non a scuola, dove? L’integrazione comincia sui banchi. Era il titolo una delle sessioni del ventesimo convegno dei Centri Intercuturali che si è tenuto a Ferrara il 20 e 21 ottobre con grande partecipazione. Che l’integrazione possa cominciare sui banchi è una verità lapalissiana, potreste dire. Si tratta però di porsi le domande su quali siano le caratteristiche di una scuola multiculturale efficace che favorisce l’inclusione, quali le scelte organizzative e le azioni che garantiscano insieme apertura verso il mondo e qualità educativa per tutti, affinché l’auspicio che l’integrazione cominci davvero sui banchi, divenga realtà. L’integrazione non avviene per caso, bisogna volerla e perseguirla mediante azioni su diversi piani. Sul piano progettuale e organizzativo del singolo istituto scolastico che gestisce risorse e azioni per accogliere e inserire i neo arrivati, insegnando l’italiano L2, cose di cui abbiamo scritto più volte in questa rubrica. Sul piano della didattica di classe che rispetti e valorizzi differenze e identità, come alcuni interventi al seminario di Ferrara hanno mostrato presentando percorsi che mirano a far divenire “internazionale” una scuola multiculturale. Ma anche sul piano delle connessioni con il territorio e le sue istituzioni come il comune. Talvolta il rapporto degli istituti scolastici con i referenti istituzionali locali è caratterizzato da un atteggiamento meramente “richiedente”: richiesta di risorse e supporti per fra fronte a bisogni “scoperti”, come l’insegnamento dell’italiano L2 agli alunni neo arrivati, la mediazione linguistica e culturale con i genitori ecc. Tuttavia l’integrazione e l’inclusione di bambini e ragazzi immigrati e, per loro tramite, delle famiglie, necessita di un approccio più ampio che non si limita all’istituto scolastico, nel quale siano individuati obiettivi condivisi e sia esplicitato “chi fa che cosa” in un territorio definito. L’esperienza di questi anni ha mostrato infatti la rilevanza di variabili che possono incidere più o meno pesantemente sui processi di integrazione, variabili non tutte gestibili positivamente dalla singola realtà scolastica, anche quando essa sia dotata di protocolli di accoglienza che ne definiscono gli aspetti amministrativi, organizzativi e pedagogico-didattici.

Buone notizie da Ferrara

A Ferrara l‘amministrazione comunale si è fatta promotrice di un progetto organizzativo comune e condiviso che consiste di un Protocollo di intesa e di Linee Guida per l’accoglienza, l’integrazione e l’inclusione degli alunni stranieri nei servizi educativi e nelle scuole primarie e secondarie del territorio comunale. È stato sottoscritto da tutti gli istituti comprensivi, dal CPIA (Centro Provinciale per l’Istruzione degli Adulti), dall’Ufficio Scolastico dell’ambito territoriale di Ferrara, dai Servizi educativi e scuole dell’infanzia comunali, dagli istituti di istruzione secondaria di secondo grado e dal Comune stesso nelle sue due articolazioni dell’Ufficio Alunni Stranieri e Servizio Sociale Minori. Di ogni soggetto sottoscrittore vengono indicate le azioni e le procedure che si impegna a mettere in atto. Con il protocollo di intesa i firmatari concordano le modalità di iscrizione, accoglienza, uso delle risorse e accesso ai servizi rivolti agli alunni stranieri. Si cerca di superare così l’eterogeneità spesso imperante nel medesimo territorio, per la quale può accadere che a seconda di dove un alunno viene iscritto possa ricevere un servizio adeguato o addirittura essergli negato. I processi di integrazione e inclusione, inoltre, sono tanto più efficaci quanto siano sostenuti nel tempo in modo coerente, accompagnando i bambini e i ragazzi attraverso tutte le fasi del loro percorso scolastico, dai servizi educativi dell’infanzia ai diversi gradi scolastici. Le linee guida ferraresi dunque hanno anche l’obiettivo di collegare i diversi spezzoni di un percorso integrativo.

Fra le azioni qualificanti il progetto ferrarese, segnaliamo:
- La sperimentazione di una scuola polo-amministrativo , per la gestione della prima fase di accoglienza e orientamento dei minori e delle famiglie straniere, e l’individuazione della scuola di iscrizione.
- “Ti ascolto” , il punto d’ascolto promosso dall’Ufficio comunale Alunni Stranieri cui possono rivolgersi i genitori stranieri che hanno figli in via di ricongiungimento o frequentanti le scuole e gli insegnanti che desiderano consulenza quando incontrano difficoltà sia sul piano didattico che relazionale con i loro allievi e le loro famiglie;
- La scuola estiva di italiano per bambini e ragazzi stranieri neo arrivati o che necessitano di un rinforzo degli apprendimenti linguistici, in luglio e in agosto
- Il possibile impiego di volontari in servizio civile , opportunamente formati e supervisionati, come “compagni di viaggio” degli alunni stranieri.

Con la sottoscrizione del protocollo di intesa gli istituti scolastici si impegnano a mettere in atto le azioni e ad attuare le indicazioni contenute nelle Linee Guida allegate che riguardano strumenti e procedure per l’accoglienza e l’inserimento scolastico degli alunni neo arrivati, i percorsi personalizzati, le facilitazioni all’apprendimento dell’italiano, le procedure di valutazione, i progetti integrati per i quindicenni e l’orientamento scolastico, l’educazione interculturale e il contrasto al razzismo, la valorizzazione del plurilinguismo e delle lingue materne.