Il magico potere della gentilezza

Il 13 novembre è la giornata mondiale dedicata alla gentilezza. L’occasione per sollecitare azioni, parole e gesti di cura e di attenzione verso gli altri per imparare a stare insieme con rispetto, solidarietà e con reciproca allegria

di Graziella Favaro · 08 novembre 2018
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Un grande bisogno di gentilezza

Mai come in questo momento sentiamo il bisogno di gentilezza. Di atti gratuiti, di sguardi più attenti, di parole dal suono e significato sorridente e inclusivo. È un tempo difficile attraversato sempre più spesso da asprezze e distanze, da rappresentazioni degli altri connotate dalla diffidenza e dalla chiusura. Ben venga allora la giornata mondiale della gentilezza , che si celebra il 13 novembre alla quale anche l’Italia , insieme a numerosissimi altri Paesi, aderisce fin dal 1998 .

Questa può essere un’occasione in più per sollecitare e moltiplicare le parole e i gesti di cura e di attenzione verso gli altri e per ricordarsi che tante piccole azioni positive messe insieme possono contribuire a cambiare il mondo. Ma naturalmente questo dovrebbe essere fatto ogni giorno e non solo nel “giorno gentile” e allora dilatiamo la giornata del 13 fino a farla diventare la settimana, il mese, l’anno della gentilezza. Un tempo un po’ più lungo durante il quale ricavare qualche minuto al giorno per prestare attenzione alle relazioni e al “polso emotivo” della classe : piccola comunità di uguali e diversi. Per discutere delle parole che usiamo, degli atteggiamenti e delle attitudini che esprimiamo nei confronti degli altri.

La gentilezza è contagiosa

Il rispetto e la capacità di vivere insieme s’imparano fin da piccoli. E lì si insegna ai bambini e ai ragazzi attraverso i gesti e le parole, gli esempi e le scelte quotidiane, la qualità delle relazioni e le modalità che noi stessi adottiamo per rappresentare gli altri. I bambini imparano, oltre che dalle parole ed esortazioni, anche dagli esempi e i comportamenti degli adulti, dai segnali espliciti e impliciti che essi colgono e fanno propri. Oggi, più che in passato, nella scuola, nella città e negli spazi dell’incontro, i bambini vedono le differenze e sperimentano concretamente la pluralità . Entrano infatti a contatto ogni giorno con le diversità delle storie, dei riferimenti culturali, delle provenienze e delle appartenenze. E dalle situazioni di convivenza quotidiana possono imparare la curiosità e l’apertura, il rispetto e la cura. Possono diventare consapevoli che i gesti che vengono fatti agli altri e le parole che vengono dette tornano sempre indietro e vengono “restituiti” al mittente, proprio come succede con un boomerang. Perché anche la gentilezza è contagiosa .

Sette parole/chiave per aprire la mente e aprire il cuore

Ma come si può educare all’attenzione nei confronti di se stessi e degli altri, di coloro che sentiamo simili e vicini e, soprattutto, verso chi ci appare distante e differente? Lo si può fare attraverso proposte concrete e coinvolgenti che devono cercare di agire nelle due direzioni: quella di aprire le menti e quella di aprire il cuore . Il rispetto infatti non si insegna attraverso i richiami al dover essere, ma trasmettendo più conoscenze e informazioni sul mondo, su di sé, sugli altri e sulle dense e inestricabili interazioni che uniscono da sempre le vicende umane e i contesti diversi.

Ma la conoscenza da sola non basta. Il rispetto lo si insegna allora anche allenando i bambini all’attenzione e alla solidarietà , all’ascolto di sé e degli altri, a lasciare spazio e tempo a ciascuno, a capire e a tener conto di punti di vista diversi dal proprio. E allora, nel giorno della gentilezza, che si dilaterà fino a diventare intera settimana, proviamo a sperimentare la forza e la creatività del rispetto, seguendo sette parole/chiave, una per ogni giorno gentile:

- i giochi di gentilezza, per riscaldare i muscoli dell’attenzione agli altri e iniziare il viaggio;

-le parole gentili, per dare voce a interazioni ed emozioni positive;

-i gesti concreti di cura e attenzione, perché “ niente accade se tu non fai niente”;

-gli atteggiamenti di rispetto delle differenze, consapevoli che ognuno è simile e diverso da tutti gli altri;

-la collaborazione e l’aiuto reciproco perché “insieme è meglio”;

-la poesia, che è la colonna sonora della gentilezza;

-l’immaginazione che sollecita a pensare a un luogo gentile in cui vivere insieme, perché l’utopia apre la porta alla creatività e al possibile.

Per allenare alla gentilezza

  • Elogio della gentilezza

Su La Vita Scolastica di questo mese nove attività e altrettanti strumenti per insegnare e per praticare la gentilezza in classe: clicca qui

  • Giochi di gentilezza

Sul sito www.igiochidellagentilezza.it sono disponibili molti giochi e attività ludiche per allenare i bambini e i ragazzi a essere collaborativi e attenti.

  • Un’ora la settimana c’è lezione di empatia

In Danimarca , uno fra i Paesi che vantano le scuole migliori e la popolazione più felice del mondo, i bambini e i ragazzi seguono ogni settimana un’ora di lezione di empatia per imparare a mettersi nelle scarpe/nei panni degli altri: Bimbi a lezione di empatia per avere adulti più felici: www.corriere.it

  • Color your world with kindness

Un bel video senza parole che mostra in maniera immediata e sorprendente il magico potere della gentilezza: www.kindnessuk.com

 
 
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