Il gioco e il corpo: dialogo tra fuori e dentro

La dimensione corporea visibile e quella psichica invisibile interagiscono costantemente fra loro. Gli adulti  che incoraggiano i bambini che giocano, attuano i precetti del Castiglione, le segnalazioni della Berterat, le convinzioni di Winnicott e di Merleau-Ponty. Magari non ne sono consapevoli, ma stanno accogliendo il corpo del bambino “fuori e dentro”. Di Gianfranco Staccioli. 

di Redazione GiuntiScuola · 24 maggio 2017
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“Toc, toc, c’è nessuno in casa?”. Inizia così un tradizionale gioco con il corpo che le madri possono fare ancora con il loro bambino. Nel recitare la formuletta percuotono delicatamente con il pugno chiuso la fronte del piccolo. Poi, fissandolo negli occhi, dicono: “Guardiamo dalle finestre se c’è qualcuno”. La filastrocca continua toccando il naso (“suoniamo il campanello”) e aprendo la porta (la bocca) per scoprire se c’è o meno qualcuno al suo interno. La sequenza finisce con le dita d

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