Gianni Rodari e l’emigrazione

All’emigrazione Rodari dedicò filastrocche e brevi racconti nel corso di un quindicennio (1949-1964) molto “caldo” per la mobilità territoriale degli italiani, innovando sia sul versante dello stile che dei contenuti. Poi, a un certo punto, tacque.

di Lorenzo Luatti · 20 novembre 2019
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Per il grande scrittore di Omegna l’emigrante è un esule, costretto a lasciare un paese ingrato e socialmente ingiusto per procacciarsi di che vivere. L’ emigrazione è un’esperienza che segna indelebilmente coloro che la vivono, ma non è una fatalità, un amaro destino dinanzi al quale chinare il capo o da affrontare con toni dettati dalla pura compassione. Egli considera il problema da un’angolatura che non è solo esistenziale , ma sociale , politica , civile , sempre atten

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