Diritti dei bambini, a che punto siamo?

Il 20 novembre si celebra la Giornata internazionale per i diritti dell'infanzia e dell'adolescenza. Ricordando che ancora molto resta da fare.

di Redazione GiuntiScuola · 20 novembre 2016
0 0

Mi piace

REGISTRATI ACCEDI

0
2 min read

La Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia ci ricorda che i bambini, qualunque siano i luoghi in cui nascono e crescono, hanno gli stessi diritti. Hanno diritto alla cura, all’istruzione, al gioco, alla protezione, al nome, alla nazionalità e alla propria storia. Hanno diritto di mantenere e saldare i legami con le origini e il passato, di immaginare e costruire il proprio futuro e di essere tutelati e accompagnati nel presente e nel qui e ora.
lo ribadisce e decreta: “Gli Stati si impegnano a rispettare i diritti enunciati nella presente Convenzione e a garantirli a ogni fanciullo che dipende dalla loro giurisdizione, senza distinzione di sorta e a prescindere da ogni considerazione di razza, di colore, di sesso, di religione, di opinione politica o altra del fanciullo e dei suoi genitori o rappresentanti legali, dalla loro origine etnica o sociale, dalla loro situazione finanziaria, dalla loro incapacità , dalla loro nascita o da ogni altra circostanza.” (art.2 della Convenzione sui diritti dell’infanzia).

Eppure,  il numero di bambini che vivono in condizioni di povertà anche in Italia è andato aumentando. E  i bambini migranti vivono altre situazioni che rendono meno concreti e non realizzati i loro diritti. L’essere straniero, e considerato “appartenente” ad una cultura più o meno distante, rischia talvolta di ridurre lo spettro dei diritti comuni. In nome delle supposte appartenenze culturali, si tende a volte a chiudere gli occhi.
Così, eventi o situazioni d’infanzia considerati inaccettabili se vissuti dai bambini autoctoni, vengono tollerati e appaiono quasi “normali” nel caso dei piccoli ancora non italiani.

Leggi "Bussole" di Graziella Favaro:

DIRITTI DEI BAMBINI IN UN MONDO DISEGUALE

Ci sono argomenti che toccano i diritti dei bambini non facili da proporre a scuola, come il lavoro minorile e i bambini-soldato.Tuttavia, gli eventi recenti e i molti focolai di guerra documentati dalle immagini dei media suggeriscono di aiutare i bambini ad avvicinarsi a questi problemi, per esempio, come ha fatto Angela Maltoni, con una serie di libri  appositamente predisposti dall’Unicef.

Leggi il "Diario di classe" di Angela Maltoni:

TUTTI I BAMBINI HANNO DIRITTO AD AVERE UNA “STORIA”