Digitale e scuola: 10 idee per settembre

Professione insegnante e mondo digitale: una “tavola rotonda” virtuale con docenti ed esperte/i. Tra nuovi scenari, qualche passo falso da evitare e tante, tantissime opportunità da cogliere

di Chiara Tacconi · 02 luglio 2020
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Che posto avrà il digitale nella scuola? In una “tavola rotonda” virtuale abbiamo chiesto a docenti, esperte ed esperti del digitale e di didattica, come immaginano la connessione tra professione insegnante e mondo digitale: ci hanno raccontato nuovi scenari , qualche passo falso da evitare e tante, tantissime opportunità da cogliere.

il tempo che sembrava “perso” davanti allo schermo può ora essere messo a frutto, dopo “l’ossimoro della didattica a distanza” è il momento di sperimentare le potenzialità del web fuori dall’emergenza: come accelerante della creatività , come luogo di cittadinanza, come agorà in cui mettere in comune esperienze tra colleghi e lasciarsi ispirare dalle parole degli esperti.

Dai tanti modi di abitare il digitale, traspare un istinto comune, quello di esserci con professionalità e consapevolezza, alla ricerca di idee significative e validate e di modi autentici di insegnare e imparare .

“Il digitale? È come l’acqua. Ma l'aggettivo sparirà”

Mario Pireddu (professore associato di Didattica, pedagogia speciale e ricerca educativa, Università degli Studi della Tuscia) 

Digitale è un aggettivo che dovrebbe scomparire : non può più esserci contrapposizione fra scuola analogica e scuola digitale. Il digitale si è aggiunto al set che avevamo (la penna, il libro…)

Ma il digitale è come l’acqua va portato a tutti : se molte persone sono escluse dal digital divide non bisogna tornare indietro, bisogna invece intervenire, perché l’accesso a connessioni, strumenti, know how è un diritto fondamentale anche in situazione non di emergenza.

 

Anna Ascani, viceministra Istruzione

“Le tecnologie a scuola: un salto in avanti e un ritorno paideia dell’antica Grecia”

Nel salto in avanti dell’uso delle tecnologie in emergenza Covid-19 si sono incontrati gli opposti estremismi che vivevano della scuola: da ua parte chi diceva che non sarebbero mai dovute entrare in classe, perché avrebbero rivoluzionato in negativo la didattica e annullato i rapporti docenti/studenti; e dall’altra echi riteneva che la tecnologia avrebbe risolto magicamente tutti i problemi e non ci saremmo più dovuti occupare di formazione, di disuguaglianze…

Sappiamo che non è così: ci incontriamo a metà strada, le tecnologie ci servono. Pensiamo all’attività di recupero che potremo fare, alla possibilità di rimanere i contatto con gli studenti, pensiamo ai cosiddetti compiti a casa... Siamo in u n momento di svolta della scuola che ha riunito la comunità educante e ci ha messo alla prova. E ci porteremo dietro tutto questo a settembre…
Facciamo un salto in avanti e allo stesso tempo torniamo alla paideia della Grecia.

Guarda l'intervento completo a NOW

 

“La rete è la scintilla creativa”

Antonio Di Pietro, pedagogista ludico

Nel mio mestiere di pedagogista ludico la rete diventa "scintilla creativa" quando non cerco ciò che penso, ma penso ciò che trovo .
Molte idee nascono connettendo riflessioni e pratiche da fonti web attendibili nel settore educativo e didattico, spunti da ambiti disciplinari "lontani" dal mio, libri (anche antichi) e riviste.

 

 

“Umano e digitale: nessuno si senta escluso”

Alessandro Bogliolo (Università di Urbino)

Digitale è la capacità umana di rappresentazione simbolica, che ha consentito agli esseri umani di sviluppare il linguaggio e la scrittura, di avere una storia e una identità.
Nessuno si senta escluso : niente di ciò che è umano ci è estraneo.

 

 

Leggi l'intervista completa a Alessandro Bogliolo

 

“Nel digitale impariamo a selezionare i contenuti”

Maria Ranieri (Università di Firenze)

I contenuti che offre il digitale sono opportunità e rischio: il docente dovrebbe selezionare contenuti di qualità che spaziano da quelli prodotti da istituzioni culturali a quelli di case editrici a quelli di colleghi con i quali si interagisce e collabora (reti scuole e comunità insegnanti).

Il digitale non è in contrasto con una didattica “fuori dalla scuola”, anzi: si possono aprire molte opportunità di conoscenza del territorio e di altri usi, in una caccia al tesoro un dispositivo mobile può diventare una bussola…

 

“La rete? Accoglierla, trasformarla e trovare uno sbocco creativo”

Anna Lisa Di Giacinto, insegnante (esperta di arte)

 

La rete fornisce molti spunti per il mio lavoro ma credo sia essenziale partire dall’idea che l a accogliamo per trasformarla , farne qualcosa di nostro.

Il digitale è un mezzo molto valido se viene usato per arricchire la visione , stimolare la riflessione del bambino in direzione divergente , per trovare materiale utile per uno sbocco creativo delle sue attività mentali e manuali.

 

“Didattica a scuola, nell'orto, in piazza, nel museo: il digitale è già qui e ci aiuta a catturare la realtà”

Daniele Barca, Dirigente Scolastico dell’Istituto Comprensivo 3 di Modena

Il mondo è così, in qualsiasi lavoro ci sono e ci saranno internet e le piattaforme: faremo un salto di qualità quando lo capiremo. Il digitale è quanto di più coerente con il tema della cattura della realtà : sembra che non abbia niente a che fare, ad esempio, con la didattica nell'orto, nel museo, in piazza, e invece... posso cercare informazioni, creare storytelling . Nella nostra scuola abbiamo una road map, un compito di realtà in digitale: raccontare se stessi, raccontare la propria scuola, costruire sfide, ad esempio diventare ambasciatori dell'agenda 2030 spiegando ai genitori le buone pratiche. Tutto sfruttando le potenzialità del digitale.

“Il digitale per superare la lezione frontale”

Matteo Bianchini, insegnante (formatore, esperto di educazione affettiva)

La relazione in presenza è insostituibile, ma superato l’ossimoro della didattica a distanza il digitale ci farà risparmiare tempo, è uno dei tanti strumenti per lavorare, e come tutti va usato bene: sta a noi capire come .

Ci servirà per la formazione , per le situazioni critiche (penso a case circondariali, ospedali) ma anche nella didattica quotidiana, come nella “classe capovolta” .

 

 

“Un armadio digitale online serve a qualsiasi didattica”

Paolo Mazzoli (già direttore generale Invalsi)

Oggi il sentimento prevalente è la nostalgia per la didattica in presenza. Ma anche prima del Covid19 le classi che affiancavano alla didattica ordinaria una specie di “armadio digitale online” con la storia quotidiana delle attività avevano una marcia in più: una straordinaria capacità di non lasciare indietro nessuno e, nello stesso tempo, di portare tutti più avanti possibile.

Un esempio? Andate su www.siamobravi.it, un sito di classe artigianale creato dal maestro Luca Vitali. Ci troverete una montagna di materiale: tutto autentico e originale! Le stesse cose (quasi) si possono fare con una pagina Facebook o, al limite, con un dropbox o un google drive condiviso.

 

“Il web è come un brainstorming in solitario”

Fabiana Renzo, insegnante (blogger, esperta di libri e creatività)

Il web è un prezioso serbatoio di contenuti e trovo sia un ottimo brainstorming da fare in solitario. Osservare, infatti, così tante idee diverse tra loro ci offre l’opportunità di apprendere, aprire la nostra mente e poter arrivare a produrre, ex novo, il contenuto di cui avevamo bisogno, elaborandolo a seguito degli infiniti spunti su cui prima ci si è soffermati.