Buon appetito in tante lingue

Il cibo e l’alimentazione rappresentano un osservatorio privilegiato sul tema dell'intercultura. E sono anche  una riserva ricchissima di idee e possibilità didattiche.   

di Redazione GiuntiScuola · 27 agosto 2015
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Dimmi come mangi…

Ancor prima della parola, condividere il cibo vuol dire stabilire un legame, inaugurare un incontro, scambiare sapori, gusti, memorie. Il cibo e l’alimentazione sono temi fortemente interculturali e interdisciplinari perché in essi si mescolano le collocazioni geografiche e le tappe della storia dell’uomo , gli aspetti legati alla salute e i riferimenti culturali, i racconti autobiografici e le narrazioni collettive, le ritualità condivise e le esperienze personali di ciascuno.

"Dimmi come mangi e ti dirò chi sei": così potrebbero dire i sociologi e gli psicologi.

Per gli storici, l’alimentazione è il segno di un’epoca e la frase potrebbe quindi concludersi con “… e ti dirò in quale periodo hai vissuto”. Per i geografi invece, il cibo e le abitudini alimentari contraddistinguono un territorio e definiscono un ambiente e dunque potrebbero affermare “… e ti dirò da dove vieni”.

L’alimentazione è davvero un elemento centrale e cruciale che definisce l’identità di un gruppo e di un contesto e che, nello stesso tempo, esprime in maniera potente e prodigiosa lo scambio incessante che è avvenuto nel tempo fra gli uomini e fra i Paesi. Succede così che cibi o bevande, che rappresentano dei simboli potenti e degli elementi riconosciuti e distintivi di un popolo o di un contesto, siano in realtà venuti da lontano e da lontano continuino ad arrivare.

Pensiamo al , bevanda per antonomasia che ci fa venire in mente gli inglesi con il loro rito a metà della mattina e alle cinque del pomeriggio, oppure al caffè che richiama subito alla mente il sapore del “nostro“ espresso o del cappuccino e che arrivano da molto molto lontano. O ancora, pensiamo alle patate , cibo diffusissimo sulle tavole tedesche, oppure al mais e alla polenta nostrana, arrivati fino a noi dall’America nel XVI secolo.

Possiamo invitare i bambini e i ragazzi a immaginare come potrebbe essere la pizza senza il pomodoro o un cinema senza i pop corn e farli riflettere sul fatto che questi e altri alimenti erano sconosciuti agli europei fino al 1492.

L’alimentazione rimanda naturalmente anche al tema della salute e della prevenzione, della necessità di non mangiare troppo, ma neppure troppo poco e di farlo in maniera equilibrata, al fine di introdurre tutti gli elementi di cui abbiamo bisogno per crescere sani. Parlare di questo tema vuol dire anche introdurre il tema delle disuguaglianze che ci sono ancora nel mondo e che riguardano i più piccoli e del paradosso di un tempo in cui si spreca il cibo, da un lato e permangono privazioni e povertà, dall’altro.

Tanti cammini interculturali: proposte golose

Il cibo e l’alimentazione rappresentano dunque una riserva ricchissima di idee e possibilità didattiche che si possono oggi collegare anche alle manifestazioni dell’ EXPO 2015 che vedrà l’Italia come protagonista della sfida che ha come titolo “nutrire il pianeta”.

Con i bambini più piccoli possiamo ovviamente partire dalle situazioni e dalle storie degli alunni presenti nelle classi e comporre dei menu interculturali, visitando la casa di Rashid, Carlos, Xian Fei… nei momenti diversi della giornata per sederci a tavola con loro e per celebrare, attraverso il cibo e con i riti opportuni, i giorni feriali e i giorni di festa.

Con i più grandi , possiamo percorrere il viaggio nel tempo e nello spazio di alcuni alimenti e disegnare così le vie dello zucchero, del sale, del cacao, delle spezie… Strade golose lungo le quali sono avvenuti gli scambi e gli incontri fra tradizioni e prodotti, ma sono avvenuti anche i passaggi reciproci di storie, fiabe e narrazioni che, come il cibo, si sono arricchite via via di sapori e colori.

Per gli alunni di tutte le classi, il tema del cibo si presta inoltre a seguire la strada della valorizzazione della diversità linguistica , componendo, ad esempio, un glossario plurilingue che ci insegna a dire “buon appetito” in tanti modi.

Un'esperienza, un libro

Un testo che può essere presentato ai bambini, o che può costituire lo spunto iniziale per un lavoro interculturale nelle classi, può essere Il cibo attraverso gli occhi di un bambino .

Realizzato nel 2013 dall’ Istituto Comprensivo “Tommaso Grossi” di Milano , in collaborazione con la COOP Lombardia, è un testo in cui i bambini hanno raccolto e disegnato i cibi del quotidiano e della festa di molti Paesi d’origine, di tradizioni diverse e di numerose città e regioni italiane.

Sono presentate inoltre le ricette dei piatti del mondo e dei piccoli racconti che li collocano nel tempo e nello spazio.

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